Il Montenegro fa un primo passo verso l’adesione all’UE

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Approvando la conclusione dell’accordo di associazione, il Parlamento afferma che si è compiuto così un primo importante passo verso l’adesione del Montenegro all’UE.

 

Approvando la relazione di Marcello VERNOLA (PPE/DE, IT), il Parlamento ha approvato la conclusione dell’Accordo stabilizzazione e di associazione con il Montenegro.

Contestualmente, ha anche adottato una risoluzione con la quale afferma che l’accordo di stabilizzazione e di associazione costituisce «un primo importante passo della Repubblica di Montenegro verso l’adesione all’Unione europea». L’accordo rappresenta inoltre un ulteriore esempio dei cambiamenti positivi che la prospettiva dell’adesione all’Unione europea permette di realizzare nei Balcani occidentali.

Compiacendosi dell’adozione da parte del parlamento montenegrino di un nuovo testo costituzionale, i deputati ritengono che la nuova Costituzione stabilisca una più chiara separazione dei poteri tra il ramo legislativo, esecutivo e giudiziario e offra garanzie sufficienti alle minoranze nazionali. Sono anche del parere che essa «rappresenti un passo nella giusta direzione e fornisca un’ulteriore prova della volontà del Montenegro di integrarsi pienamente nell’Unione europea».

Il Parlamento prende atto con soddisfazione della costante cooperazione del Montenegro con il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY) e sottolinea che ciò è strettamente collegato ai progressi compiuti dal Montenegro verso l’adesione all’Unione europea. Esorta le autorità montenegrine a portare a termine le loro indagini concernenti Sreten Glendza, comandante del distretto di polizia di Ulcinj, e altri cinque ex funzionari di polizia accusati di aver commesso crimini di guerra nel 1992. D’altra parte, compiacendosi dell’arresto in Montenegro del latitante Vlastimir Djordjevic accusato di crimini di guerra, invita le autorità montenegrine a cooperare maggiormente con la Serbia e con i paesi vicini per localizzare e arrestare gli altri sospettati di crimini di guerra, in particolare Ratko Mladic e Radovan Karadzic.

Esorta quindi il governo e il parlamento montenegrini a dare concreta attuazione agli obiettivi dell’accordo, introducendo le disposizioni legislative e regolamentari necessarie al fine di garantire la piena indipendenza e responsabilità della magistratura. Dovrebbero inoltre cooperare pienamente con le autorità giudiziarie italiane e prestare loro tutta l’assistenza necessaria ai fini della conclusione delle indagini sulla criminalità organizzata e sul contrabbando di sigarette, «che vedono coinvolte eminenti personalità politiche montenegrine», cui potrebbe far seguito un mandato d’arresto internazionale.

A tale proposito, le autorità montenegrine sono esortate a adottare e ad attuare politiche proattive di lotta contro la corruzione, al fine di migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, la lotta contro la criminalità organizzata e la lotta contro la tratta di esseri umani, il traffico di armi, il contrabbando di sigarette e il traffico di stupefacenti, «che sono condizioni preliminari per il proseguimento dell’integrazione nell’Unione europea». I deputati, peraltro, ricordano l’importanza di creare un clima di sicurezza per i cittadini, i turisti e gli investitori stranieri in Montenegro e, in tale contesto, chiedono di rafforzare gli organismi indipendenti incaricati di controllare la corruzione.

Il Parlamento esprime preoccupazione per la mancanza di trasparenza e per la cultura dei monopoli all’interno delle strutture politiche ed economiche e constata che «ciò ostacola lo sviluppo del Montenegro in una società basata sulla democrazia e sul libero mercato» E’ inoltre del parere che, per la corretta applicazione dell’accordo, siano essenziali la formulazione e l’attuazione di un piano esaustivo di sviluppo economico a lungo termine nonché il fatto di affrontare «l’estesa economia sommersa» in Montenegro. Invita poi le autorità montenegrine ad assumere un fermo impegno a favore dell’occupazione e a perseguire politiche economiche volte a creare un contesto imprenditoriale apertamente competitivo e trasparente.

Il governo montenegrino è inoltre invitato ad attuare la riforma della legislazione sui mezzi di informazione, in particolare la legge sulla trasparenza e sulla prevenzione della concentrazione dei mezzi di informazione, al fine di «garantire una maggiore trasparenza e impedire i monopoli». Occorre poi garantire l’indipendenza del Consiglio radiotelevisivo del Montenegro (RTCG) e consolidare l’indipendenza dei mezzi di comunicazione «a garanzia di un’informazione equilibrata». Il Parlamento esorta il governo montenegrino a garantire la libertà di stampa e chiede che si apra un’indagine sull’aggressione subita da Zeljko Ivanovic, direttore del quotidiano indipendente “Vijesti”, a Podgorica il 1° settembre 2007. Esprime poi profondo rammarico per la mancata soluzione del caso dell’assassinio del giornalista Dusko Jovanovic, il quale all’epoca dell’omicidio si apprestava a pubblicare una serie di articoli sul contrabbando di sigarette e su altre forme di criminalità organizzata in Montenegro.

In materia ambientale, il Parlamento insiste sulla necessità di adottare un quadro legislativo coerente in materia ambientale e un piano generale per la protezione costiera, si rammarica delle attuali speculazioni fondiarie e immobiliari e delle loro ripercussioni negative sullo sviluppo sostenibile del paese. Esorta quindi una legislazione nazionale relativa alla tutela del paesaggio e a dare attuazione ai piani generali per la gestione integrata dei rifiuti e il trattamento delle acque reflue, e richiama l’attenzione sull’urgente necessità di un’azione concertata per preservare il patrimonio naturale e architettonico. Raccomanda poi la costruzione di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili.

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