Il senso della vita

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La scienza ci fa conoscere sempre meglio le meraviglie e le complessità della vita.

Eppure ancora oggi in era tecnologica e progressista non sappiamo ancora dare una risposta concorde alla domanda: perché viviamo?Filosofi, scienziati, scrutatori del cosmo, hanno sempre cercato e rovistato sui libri per trovare una risposta al senso della vita.

Per non entrare troppo in tematiche strettamente teologiche, o in labirinti filosofici proverò a dare una mia risposta che sia andrà ad aggiungere alle altre.

E’sicuramente più difficile oggi più che molti secoli fa, fermarsi nel silenzio e domandarci quale sia il senso della vita, quale sia il vero il senso della nascita e della morte, quale sia il senso di una vita dove tutti si affanna tanto per fare e conquistare per un giorno lasciare tutto dietro al sipario delle palpebre. In una società come la nostra, ma direi nel mondo intero è difficile che qualcuno si ponga ancora queste arcaiche domande, tutti siamo troppo impegnati nella corsa, nel frastuono, nel farsi più ricco di un altro, nel farsi il look alla moda perché altrimenti siamo tagliati fuori, non siamo accettati dal branco. Ci curiamo tutto il corpo, e se non ci piace non fa nulla lo ritocchiamo lo ridisegnamo a nostro piacimento, lo alleniamo e lo vestiamo bene credendo di curare noi stessi, e invece, curiamo solo ciò che appare.

Curare la propria persona è giusto, rientra nella dignità del vivere, ma quando si abbonda, si esagera quando il curarsi diventa costrizione allora vuol dire che non curiamo più il nostro corpo per noi ma per gli altri, perché non basta apparire puliti, questa società ci obbliga a stupire. E il vero noi? Cioè quello che realmente siamo? Dove va a finire?

Ecco quindi, che chiedersi che senso ha la vita diventa noioso e inutile.

Provando a studiare il caso sono arrivato alla conclusione che la rincorsa al potere, all’apparire, può portare solo al non apparire, a sentirsi in un bel involucro ma con nulla dentro, e questo accade quando ci dimentichiamo della nostra anima, e da dove veniamo.

Questa assenza di cura della parte interiore è quella che porta a non trovare una risposta alla domanda che ci siamo posti: quale è il senso della vita?.

Il non curare il proprio cuore, e non mi riferisco all’innamoramento, che è senz’altro una bellissima cosa, ma alla cura vera e proprio della casa del cuore, una cosa è una bella casa curata dall’esterno, una cosa sono le stanze e i nascondigli che ci possono essere dentro. La mancanza nell’uomo moderno di una riflessione con il proprio cuore, e con la propria anima diventa più grave quanto più aumenta il suo patere o la ricerca di esso. Potere, ricchezza, senza un briciolo di saggezza, fa dell’uomo moderno una bomba ad orologeria che ogni tanto esplode e ferisce i suoi simili. L’uomo è in disequilibrio prima con se stesso e poi di conseguenza con tutto ciò che gli sta attorno. Per riportare la bilancia in equilibrio basterebbe entrare un po’ più dentro di noi e ascoltare la voce di Dio. La risposta a tutto è dentro di noi, nasce con noi, è come un fiore che sbocciato ci accompagna per tutta la vita, la scelta poi è nostra se farlo seccare, o farlo fiorire fino al giorno in cui tornerà nel giardino del Padre.

La scienza ti può dire i primi minuti della nascita dell’universo, potrà calcare l’ora esatta della morte, può prevedere un nascita, ma non il perché di tutto questo.

Ho pensato molto a questi temi durate i miei anni universitari alla facoltà di fisica, e mi sono reso conto che la natura è magicamente perfetta, tutto si incastra esattamente in una combinazione di formule e numeri, ma mai mi a chiarito il perché vivo.

Non possiamo credere che la vita sia solo una nascita, una crescita, l’andare a scuola, trovarsi un lavoro, fare famiglia, una pensione e morie, (è ho fatto l’esempio di una vita già fortunata, a volte un vita si ferma prima) non possiamo credere d’avvero che il tutto sia limitato nei confini di una nascita e morte, no!, ci deve essere qualcosa di più grosso, e la risposta è dentro di noi, o basterebbe alzare più spesso gli occhi al cielo e credere un po’ di più.

Alcuni credono che la vita non abbia un senso, o se c’è il senso è troppo nascosto, troppo complicato. Io dico che la vita a un senso è un dono troppo grande per non avercelo, in quello spazio tra nascita e morte bisogna costruire la strada verso Dio, verso colui che ha disegnato l’immenso quadro del tutto. Ognuno di noi dovrebbe capire che l’unico scopo che ha viver è una ricerca per il dopo morte, è una sfida continua verso la Vera Saggezza, verso colui che è morto per noi che è stato picchiato per noi, che per la nostra vita a dato la sua morte.

Una vita per costruire qualcosa e non per distruggersi con la ricerca di cose futili, alla fine un’ uomo farà sempre i conti con la propria anima, e spesso piange perché il suo cuore è vuoto, la sua anima secca e allora l’apparire non serve più, e crolla su se stesso, la paura di non aver capito d’avvero il senso della vita si tramuta in paura per quello che potrebbe esserci dall’ altra parte. Possiamo costruire una ricerca di Dio nella vita per incontrarlo a braccia aperte quando vorrà lui, non finisce tutto quando si abbassano gli occhi, no, quell’istante è solo l’inizio di un nuovo cammino verso la luce. La vita che abbiamo ha il senso di essere solo un attimo nel quale poter cercare Dio, amarlo e farsi amare, aspettando con un sorriso che ci apra la porta della sua casa.

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