INTERVISTA al Prof. Bruno Barberis direttore del centro internazionale di Sinologia di Torino

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Torino 10/11/06
Nel 1978 fu nominata una commissione scientifica per lo studio della Sindone lo STURP. Quali furono le conclusioni e cosa si studiò in particolare?
La commissione non era solo forma dallo STURP che comunque era la maggioranza, ma c’erano studiosi come il prof Baima Bollone per quanto riguardava lo studio del sangue, il prof Tamburelli per quanto riguardava l’esame informatico dell’immagine ecc.. Sicuramente le indagini fatte dallo STURP hanno costituito una pietra miliare per lo studio della Sindone, in quanto per la prima volta fu fatta un indagine a livello fisico-chimico ovviamente con le conoscenze e le tecnologie dell’epoca. Con le tecnologie attuali si avrebbe un’approssimazione superiore, un’attendibilità di dedurre i dati nettamente superiore. Le indagini dello studio si concentrarono soprattutto sull’immagine, e lo STURP ha potuto stabilire che l’immagine ( dico immagine e non tracce di sangue perché sono due cose nettamente diverse), si è formata non per una deposizione di materiale estraneo sul telo, come avviene per le macchie di sangue dove è possibile prelevarle e tipizzarle, cosa che ha fatto il professor Baima Bollone e negli Stati Uniti giungendo contemporaneamente allo stesso risultato che si trattava di sangue umano di tipo AB. Invece per l’immagine non abbiamo nulla da prelevare, l’immagine è visibile perché si presenta di un colorito più scuro dello sfondo del tessuto a causa di una trasformazione chimica del tessuto stesso, un’ ossidazione del tessuto provocata da un’ agente sicuramente esterno e non interno al tessuto, da determinarsi.
L’immagine è sostanzialmente superficiale, gli studiosi dello STURP arrivarono a questo studiando i campioni di filo prelevati dal lino, arrivando senza alcun dubbio che il cuore della fibra era completamente privo dell’informazione dovuta all’immagine e tanto meno nel retro della fibra. L’immagine è profonda qualche micron, questo è stato confermato nel restauro del 2002 che dal retro con un’ informazione informatica ha escluso la presenza di immagine. Sul retro invece è perfettamente visibile il sangue, esso si è depositato sul telo attraverso una trasposizione di materiale ed essendo un fluido è passato attraverso le fibre. Sono visibili anche altri aloni di sangue mischiato ad altri liquidi come per esempio il sudore ecc, ma di tracce di immagine sul retro no .
Queste realtà fecero trarre delle conclusioni allo STURP, che si trattava di un’azione non per contatto ma per distanza.

Può essere più preciso? Cosa intende per azione a distanza
L’azione a contatto era già stata esaminata ed esclusa dai primi studiosi del XX secolo da tre francesi ai quali gli appariva chiaro che l’immagine diminuisse per intensità, man mano che ci si allontanava dall’asse del corpo e quindi man mano che la distanza telo corpo aumentava. E questa loro ipotesi di una intensità dell’immagine inversamente proporzionale alla distanza telo corpo, è stata confermata dagli studi fatti con l’analizzatore VB8 fatto dagli americani e confermanti dal gruppo di tamburelli nel’78, cioè se esamino pixel per pixel l’immagine ne ricavo l’informazione sull’intensità di immagine per ogni pixel e poi trasformo questa intensità distanza telo corpo con la regola della proporzionalità inversa ottengo una perfetta immagine tridimensionale, cosa se la faccio su un dipinto o una fotografia non ottengo nulla. Vuol dire che la distribuzione dell’intensità dell’immagine segue esattamente quella legge, l’intuizione fatta all’inizio del XX secolo era esatta, quindi nell’immagine è insita un’informazione tridimensionale non causale, e quindi questo ha fatto pensare a una azione a distanza secondo la legge della proporzionalità inversa.

Come viene vista la Sindone dalle altre religioni?
Quando andai a parlare di Sindone in Danimarca e in Fillandia, in un ambiente dove i cattolici sono una minoranza, perché ci sono soprattutto i Luterani, ho trovato molto interesse, un desiderio di sapere, di conoscere e non solo per la parte laica. Ho avuto l’invito a tenere una conferenza all’università teologica di Helsingin dove vengono preparati i pastori e le pastoresse della Fillandia e ho notato una totale assenza di preconcetti. Sono stato in Corea dove ho parlato di Sindone, tra persone non cattoliche, e ho trovato interesse e attenzione, voglio dire se io mi avvicino alla sindone senza preconcetti, ma solo percepire, posso avere molte risposte, e questo non vuol dire che se sono Luterano mi converto al cattolicesimo tutt’altro, ma che questa immagine mi possa far riflettere e interrogare. Una prova si è avuta nelle ultime due ostensioni della Sindone nel’98 e nel 2000 dove il lino ha riunito molti visitatori non cattolici, esempio il rabbino capo di New York, e gruppi di musulmani che sono passati davanti alla Sindone e che ne sono rimasti colpiti, la Sindone non fa cambiare religione, ma interpella. Al di là dei risultati scientifici è comunque un richiamo alla sofferenza umana provocata da altri uomini. Naturalmente poi per un Cristiano non necessariamente cattolico è un rimando diretto ai vangeli indipendentemente dalla sicurezza o no delle scoperte scientifiche, in quanto Cristo è stato crocifisso e questo uomo è stato crocifisso. Nel campo ortodosso che amano venerare le immagini molto più dei cattolici c’è un interesse notevole, tanto che la commissione diocesana per la sindone a stretto dei rapporti con diverse nazioni del ex URSS, e sono stati fatti viaggi in Ucraina, Slovacchia, Romania, a portare una copia della sindone e devo dire che c’è stata un’accoglienza inaspettata, un vero segno importante di comunione. La Sindone per me può essere un ottimo “ strumento” interreligioso, a patto di non avere dei preconcetti. La chiesa cattolica non ha mai fatto del profeticismo tramite la Sindone, non ha mai usato la Sindone per lanciare i propri proclami, la Sindone non è un oggetto di fede per i cattolici, se un giorno si scoprisse ( ma non credo) che la sindone è un falso la fede di chi è cattolico non si sposterebbe di un millimetro.

Come mai c’è ancora tanta confusione, e astio tra scienziati?
Ci sono due aspetti da prendere in considerazione, uno è l’aspetto scientifico: sulla Sindone non ci sono ancora risposte certe al 100%, anche se purtroppo alcuni credono di averle trovate, e credo che lei nelle sue interviste si sia reso conto che ci sono i fondamentalisti di “ destra “ e di “ sinistra”. La Sindone è ancora oggetto di studi, e le risposte possono essere solo parziali, anche se alcune risposte possono essere considerate certe, ma comunque la questione rimane aperta sulle grandi domande che la Sindone ci pone dal suo silenzio. C’è da dire che è difficile che scienziati seri litighino, (possono litigare sulla prima uscita di un articolo) ma quando ritratta di confrontare i dati, numeri e risultati, gli scienziati non litigano ragionano, in modo obbiettivo Esistono scienziati obbiettivi sulla sindone? Alcuni dicono di no, altri dicono di si, io ho parlato di scienziati seri e quando uno scienziato è serio è anche obbiettivo. Continuando nella risposta precedente dico, che gli scienziati cercono di capire come si è formata l’impronta di quell’uomo in base alle leggi della natura. Ma se io fossi uno scienziato fondamentalista per cui parto dal presupposto che la Sindone è autentica o peggio ancora che sia la prova scientifica della resurrezione, oppure il caso opposto che devo dimostrare che è un falso medioevale, e che sia l’uno che l’altro forzano le conclusioni al solo scopo di dimostrare la loro tesi preconcetta, allora si che si arriva ad avere astio tra uomini di scienza e purtroppo c’è ne sono parecchi sia da una parte che da l’altra. Personalmente e anche il centro internazionale di Sinologia è quello di evitare ogni forma di fondamentalismo facendo uno studio serio e sensato per non cadere nell’errore di fare una finta scienza. Naturalmente, essere in mezzo, mi è successo spesso di essere criticato sia da”destra” sia da “sinistra”, ma secondo me è la posizione più giusta e la più seria. Questo naturalmente crea incertezza da parte della gente, primo perché i giornali danno notizie su apparenti e quindi falsi scoop,spesso alcuni giornalisti mi hanno chiesto: “ quale sono le ultime novità sulla sindone? E io rispondo – non c’è ne sono …” mi rispondono: ma come non c’è ne sono. No dico io, se vuole le dico un piccola scoperta; ..no no non ci interessa questa non è una grande notizia… . Ma la scienza non si fa per scoperte sensazionali, la scienza si fa per piccoli mattoncini! La sindone è un argomento che si presta molto per lo scoop e per vendere più copie, ma questo va bene altro al vero significato e su cosa è la Sindone.

Nel 2002 ci fù un restauro sulla Sindone, da molti definito misterioso, perché fatto a porte chiuse e senza diffusione di notizie, e mi riferisco all’intervento di rimossa del telo d’Olanda e delle pezze cucite dalle suole Clarisse sui buchi fatti dall’incendio del 1532. Perché è stato necessario l’intervento e a che risultati siamo arrivati?
Innanzitutto non c’è proprio nulla di misterioso, tutto è stato filmato, documentato e fotografato. Il fatto delle porte chiuse è stato solo un fatto di sicurezza e nient’altro. La Sindone è di proprietà della Santa Sede e ogni decisione viene presa dal Papa. Ogni proposta viene esaminata e poi il Papa decide se e quando intervenire su precise regole che vanno rispettare come tali, e anche per il restauro del 2002 andò così. Il Cardinale di Torino è solo il custode incaricato dalla Santa Sede.
Il problema nacque per conservare al meglio la Sindone e ridurre il degrado del lino, già dal 1992 ci ponemmo questo grosso problema. Fu nominata una commissione di studiosi internazionale su come riuscire a conservare al meglio la Sindone. Nel Febbraio del ’96 la commissione arrivò a una conclusione che la Sindone non era conservata in modo ottimale e che doveva essere presa una decisione su come conservarla al meglio. In tempi antichi il lino veniva piegato e posto in urne rettangolari, ma il lino è un tessuto molto delicato e le pieghe rovinarono il lino e tracce evidenti sono ancora tutt’oggi visibili intorno al volto alla base del mento. Allora si arrotolò, ma anche questo caso non era la conservazione ottimale perché si frammentavano le tracce di sangue secco sul lino, erra un problema molto grande. L’unico modo migliore di conservarla era metterla distesa e non piegarla ne arrotolarla mai più. In oltre c’era da considerare l’ingiallimento del tessuto dovuto a batteri e a ossidazione, non c’è alcun dubbio che molti secolo fa l’immagine del corpo di quell’uomo si vedeva di più visto che era su uno sfondo bianco, ma che purtroppo con il tempo si è colorito diventando giallo e che ha diminuito l’intensità dell’immagine. L’idea che Adler propose fu quella di conservarla distesa e conservarla non in atmosfera ma sotto l’Argon a una data temperatura ( che va dai 19° d’Estate a 23° di Inverno) questo per non rovinare il lino e per non far troppo scurire il fondo del lino, fermando così l’ossidazione, e dal 98 è così conservata nel Duomo di Torino. Un’altra intuizione di Adler fu quella di rimuovere le toppe cucite dalle clarisse nel 1534 e il telo d’Olanda che era stato cucito a supporto del lenzuolo per tonfarlo sciupare sempre dalle clarisse. Tra il telo d’Olanda e la Sindone e tra le toppe e la Sindone Adler sostenne che ci doveva essere dello sporco, del materiale estraneo fonte di grande inquinamento. Ed infatti fu proprio così, una volta che Mechthild Flury Lemberg massima esperta mondiale di tessuti antichi, scucì con estrema cura e precisione le toppe che accompagnavano il lino da oltre 500 anni quello che si notò fù

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