Intervista al Direttore dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità Europea) Roberto Bertollini

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Autore: Filippo Baglini
fatta il : 7 Giugno 2007

Roberto Bertollini, direttore dell’ufficio europeo Ambiente e salute dell’Organizzazione mondiale della sanità

Direttore, in Italia il 20% della mortalità è riconducibile a cause ambientali. Come possiamo salvaguardaci da questa preoccupante percentuale?
Abbiamo una complessità di fattori di rischio da quelli tipicamente legati all’inquinamento atmosferico, a quelli legati ad aspetti generali come per esempio problematiche legate al suolo, all’acqua, agli alimenti ecc.. che determinano una moltitudine di sostanze alcune delle quali ritenute cancerogene, e altre molto tossiche. Si tratta dunque di adottare da parte del cittadino dei comportamenti conseguenti, da un lato avere il massimo di attenzione a cosa si mangia e a cosa si beve. Controllare le etichette, verificare la qualità dei prodotti, possibilmente usare prodotti di derivazione biologica, avere insomma maggiore cura sugli alimenti che mangiamo. La componente relativa all’inquinamento atmosferico, è evidente che il cittadino può anche in questo caso fare alcune cose , e altre li devono fare dalle autorità e amministrazioni. Ma certamente il contributo del cittadino è importante, per esempio usare mezzi pubblici, anziché veicoli privati, usare la bicicletta invece di prendere il motorino, fare lunghe passeggiate, possono sicuramente aiutare a diminuire l’inquinamento atmosferico, se tutti lo facessero. Poi ci sono degli accorgimenti importanti, come per esempio proteggersi il più possibile dai raggi del sole in modo adeguato. Lei saprà bene che gli effetti dell’ultravioletto hanno un effetto negativo sul cancro della pelle anche a distanza e soprattutto per i bambini. Evitare di fare attività fisica nei parchi pubblici nel tardo pomeriggio di giornate di sole, perché in quelle circostanze l’Ozono troposferico, quello che si produce a partire dalle autovetture in presenza del sole, aumenta in modo importante può determinare effetti sulla salute a lungo periodo. Queste sono alcune delle regole che tutti noi possiamo adottare per cercare di vivere meglio.

Si parla di inquinamento dovuto alle macchine. Ma ci sono già le macchine ad idrogeno perché non spingere maggiormente a comprarle e ad usarle?

Si potrebbe ridurre parecchio l’inquinamento Questi sono aspetti di tipo ingegneristico, non conosco il campo e non è di nostra competenza. Comunque, credo che il problema siano i costi. Tali macchine non sono ancora arrivate a un livello di sviluppo da poter essere utilizzate in maniera massiccia, e credo anche che un altro limite sia legato al combustibile. Ma anche se noi parliamo di vetture, per esempio quelle più moderne che inquinano meno, diciamo, il problema rimane nell’uso che se ne fa del mezzo. Nel senso che un gran parte di sostanze inquinanti viene emesso nei primi minuti dell’autovettura, perché il motore non si è ancora riscaldato, i meccanismi di filtraggio non stanno ancora lavorando bene ecc.. e si è visto che per piccoli spostamenti in aree urbane si ha il massimo di inquinamento. Per arrivare a una situazione in cui, a messo e non concesso, che si possa arrivare tutti a usare macchine a idrogeno, ci vorrebbero dieci anni e più, non basta solo incentivare i cittadini. I problemi ambientali vanno risolti in breve tempo. Il problema penso che debba essere risolto a livello delle politiche più che a un livello tecnologico, che è sicuramente importante ma che va stimolato da altri settori.

Direttore, una volta si parlava del pericolo della mucca pazza, poi c’è stato il virus H5N1 ( quello di polli), ora non se ne sente più parlare, questo cosa vuol dire, che il problemi sono stati risolti, o è meglio non parlarne?
Per quanto riguarda la mucca pazza, il problema è stato adeguatamente e seriamente sfrontato dal punto di vista veterinario. La malattia attualmente è controllata, ci sono controlli negli allevamenti e quindi il problema è sotto controllo. Per quanto riguarda il problema dell’aviaria il problema continua ad essere presente, noi come OMS registriamo i modo regolare il verificarsi dell’influenza aviaria nell’uomo, casi isolati ma bene presenti, in estremo oriente per esempio abbiamo rivelato morti da virus H5N1. Il problema comunque è circoscritto, non siamo in presenza di un pandemia influenzale. Le motivazioni che ci hanno spinto a sollevare il problema nell’opinione pubblica rimangono comunque molto valide, il problema è bene presente e ci raccomandiamo alle autorità sanitarie di esercitare tutte le loro cautele per i cittadini.

Parliamo di inquinamento Elettromagnetico : alla nostra redazione a volte ci scrivono dei cittadini che si interrogano se abitare sotto tralicci ad alta tensione fa male, se possono essere causa di gravi patologie, e in ultimo se l’uso del cellulare fa male. Cosa risponde?

Il problema dell’inquinamento elettromagnetico è un fenomeno piuttosto complesso. La parola onde elettromagnetiche include dentro di se molte diversi tipi di onde elettromagnetiche che a loro volta hanno delle caratteristiche fisiche e biologiche diverse.
Va distinto dunque un inquinamento a radio frequenze, per intenderci i telefonini, e l’inquinamento a bassa frequenza che è invece quello che caratterizza le linee elettriche. Per i telefonini, diciamo che sono stati fatti molti studi in tutto il mondo, e su alcuni aspetti diciamo che c’è qualche dubbio, ma nel complesso i risultati ci dicono che i telefonini non fanno male alla salute dell’uomo. I telefonini in commercio sono studiati, testati i telefonini di nuova generazione sono diciamo migliori di quelli di una volta, la tecnologia è migliora stando attenti appunto a ridurre le emissioni di onde. Per quanto riguarda invece i campi elettromagneti a basa frequenza il discordo è più complicato. Sono stati fatti degli studi che sembrerebbero indicare un aumento di rischio per i bambini per coloro che vivono nei pressi di tralicci, tuttavia dal punto di vista della popolazione in generale questo rischio sembrerebbe limitato, parliamo di uno, due casi all’anno di leucemia infantile sulla popolazione italiana, un fenomeno esistente, da non sottovalutare ma certamente contenuto.

Come sta’ di salute la popolazione dell’Europa e in particolare l’Italia?
Ma, la popolazione italiana diciamo che gode di ottima salute, si può dire che ha la migliore d’Europa, anche del mondo direi. L’Italia ha una mortalità infantile molto bassa, si vive più a lungo rispetto ad altri paesi. Ci sono delle eccezioni se naturalmente ci restringiamo in qualche regione, o in aree calde, come noi le definiamo, dove per cause ambientali, o sociali, la mortalità è più elevata. Ma mediamente la situazione italiana è ottima. Un’altra cosa è il giudizio sul sistema sanitario italiano, che contribuisce a questo benessere, ma purtroppo ha delle serie problematiche soprattutto sulla componente dell’insoddisfazione dell’utenza, anche se non è poi così disastroso, se non ricordo male solo il 25% è scontento dei servizi sanitari. Questo problema comunque deve ed è possibile migliorarlo ancora. Anche l’Europa dal punto di vista della salute sta piuttosto bene, altri paesi del mondo invece devono ancora combattere con gravi problemi sociale, alimentari, ambientali, e di povertà ed è questa parte del mondo che tutti noi bisogna aiutare.

La ringrazio molto direttore
ringrazio lei

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