INTERVISTA al Prof. Bruno Barberis direttore del centro internazionale di Sindonologia di Torino

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  Nel 1978 fu nominata una commissione scientifica per lo studio della Sindone lo STURP. Il prof Prof. Bruno Barberis direttore del centro internazionale di Sinologia di Torino ci spiega cosa è stato fatto.

Autore: Filippo Baglini
fatta il : 11 Novembre 2006
 

Torino 10/11/06
D:Nel 1978 fu nominata una commissione scientifica per lo studio della Sindone lo STURP. Quali furono le conclusioni e cosa si studiò in particolare?
R:La commissione non era solo forma dallo STURP che comunque era la maggioranza, ma c’erano studiosi come il prof Baima Bollone per quanto riguardava lo studio del sangue, il prof Tamburelli per quanto riguardava l’esame informatico dell’immagine ecc.. Sicuramente le indagini fatte dallo STURP hanno costituito una pietra miliare per lo studio della Sindone, in quanto per la prima volta fu fatta un indagine a livello fisico-chimico ovviamente con le conoscenze e le tecnologie dell’epoca. Con le tecnologie attuali si avrebbe un’approssimazione superiore, un’attendibilità di dedurre i dati nettamente superiore. Le indagini dello studio si concentrarono soprattutto sull’immagine, e lo STURP ha potuto stabilire che l’immagine ( dico immagine e non tracce di sangue perché sono due cose nettamente diverse), si è formata non per una deposizione di materiale estraneo sul telo, come avviene per le macchie di sangue dove è possibile prelevarle e tipizzarle, cosa che ha fatto il professor Baima Bollone e negli Stati Uniti giungendo contemporaneamente allo stesso risultato che si trattava di sangue umano di tipo AB. Invece per l’immagine non abbiamo nulla da prelevare, l’immagine è visibile perché si presenta di un colorito più scuro dello sfondo del tessuto a causa di una trasformazione chimica del tessuto stesso, un’ ossidazione del tessuto provocata da un’ agente sicuramente esterno e non interno al tessuto, da determinarsi.
L’immagine è sostanzialmente superficiale, gli studiosi dello STURP arrivarono a questo studiando i campioni di filo prelevati dal lino, arrivando senza alcun dubbio che il cuore della fibra era completamente privo dell’informazione dovuta all’immagine e tanto meno nel retro della fibra. L’immagine è profonda qualche micron, questo è stato confermato nel restauro del 2002 che dal retro con un’ informazione informatica ha escluso la presenza di immagine. Sul retro invece è perfettamente visibile il sangue, esso si è depositato sul telo attraverso una trasposizione di materiale ed essendo un fluido è passato attraverso le fibre. Sono visibili anche altri aloni di sangue mischiato ad altri liquidi come per esempio il sudore ecc, ma di tracce di immagine sul retro no .
Queste realtà fecero trarre delle conclusioni allo STURP, che si trattava di un’azione non per contatto ma per distanza.

D:Può essere più preciso? Cosa intende per azione a distanza
R:L’azione a contatto era già stata esaminata ed esclusa dai primi studiosi del XX secolo da tre francesi ai quali gli appariva chiaro che l’immagine diminuisse per intensità, man mano che ci si allontanava dall’asse del corpo e quindi man mano che la distanza telo corpo aumentava. E questa loro ipotesi di una intensità dell’immagine inversamente proporzionale alla distanza telo corpo, è stata confermata dagli studi fatti con l’analizzatore VB8 fatto dagli americani e confermanti dal gruppo di tamburelli nel’78, cioè se esamino pixel per pixel l’immagine ne ricavo l’informazione sull’intensità di immagine per ogni pixel e poi trasformo questa intensità distanza telo corpo con la regola della proporzionalità inversa ottengo una perfetta immagine tridimensionale, cosa se la faccio su un dipinto o una fotografia non ottengo nulla. Vuol dire che la distribuzione dell’intensità dell’immagine segue esattamente quella legge, l’intuizione fatta all’inizio del XX secolo era esatta, quindi nell’immagine è insita un’informazione tridimensionale non causale, e quindi questo ha fatto pensare a una azione a distanza secondo la legge della proporzionalità inversa.

D:Come viene vista la Sindone dalle altre religioni?
R:Quando andai a parlare di Sindone in Danimarca e in Fillandia, in un ambiente dove i cattolici sono una minoranza, perché ci sono soprattutto i Luterani, ho trovato molto interesse, un desiderio di sapere, di conoscere e non solo per la parte laica. Ho avuto l’invito a tenere una conferenza all’università teologica di Helsingin dove vengono preparati i pastori e le pastoresse della Fillandia e ho notato una totale assenza di preconcetti. Sono stato in Corea dove ho parlato di Sindone, tra persone non cattoliche, e ho trovato interesse e attenzione, voglio dire se io mi avvicino alla sindone senza preconcetti, ma solo percepire, posso avere molte risposte, e questo non vuol dire che se sono Luterano mi converto al cattolicesimo tutt’altro, ma che questa immagine mi possa far riflettere e interrogare. Una prova si è avuta nelle ultime due ostensioni della Sindone nel’98 e nel 2000 dove il lino ha riunito molti visitatori non cattolici, esempio il rabbino capo di New York, e gruppi di musulmani che sono passati davanti alla Sindone e che ne sono rimasti colpiti, la Sindone non fa cambiare religione, ma interpella. Al di là dei risultati scientifici è comunque un richiamo alla sofferenza umana provocata da altri uomini. Naturalmente poi per un Cristiano non necessariamente cattolico è un rimando diretto ai vangeli indipendentemente dalla sicurezza o no delle scoperte scientifiche, in quanto Cristo è stato crocifisso e questo uomo è stato crocifisso. Nel campo ortodosso che amano venerare le immagini molto più dei cattolici c’è un interesse notevole, tanto che la commissione diocesana per la sindone a stretto dei rapporti con diverse nazioni del ex URSS, e sono stati fatti viaggi in Ucraina, Slovacchia, Romania, a portare una copia della sindone e devo dire che c’è stata un’accoglienza inaspettata, un vero segno importante di comunione. La Sindone per me può essere un ottimo ” strumento” interreligioso, a patto di non avere dei preconcetti. La chiesa cattolica non ha mai fatto del profeticismo tramite la Sindone, non ha mai usato la Sindone per lanciare i propri proclami, la Sindone non è un oggetto di fede per i cattolici, se un giorno si scoprisse ( ma non credo) che la sindone è un falso la fede di chi è cattolico non si sposterebbe di un millimetro.

D:Come mai c’è ancora tanta confusione, e astio tra scienziati?
R:Ci sono due aspetti da prendere in considerazione, uno è l’aspetto scientifico: sulla Sindone non ci sono ancora risposte certe al 100%, anche se purtroppo alcuni credono di averle trovate, e credo che lei nelle sue interviste si sia reso conto che ci sono i fondamentalisti di ” destra ” e di ” sinistra”. La Sindone è ancora oggetto di studi, e le risposte possono essere solo parziali, anche se alcune risposte possono essere considerate certe, ma comunque la questione rimane aperta sulle grandi domande che la Sindone ci pone dal suo silenzio. C’è da dire che è difficile che scienziati seri litighino, (possono litigare sulla prima uscita di un articolo) ma quando ritratta di confrontare i dati, numeri e risultati, gli scienziati non litigano ragionano, in modo obbiettivo Esistono scienziati obbiettivi sulla sindone? Alcuni dicono di no, altri dicono di si, io ho parlato di scienziati seri e quando uno scienziato è serio è anche obbiettivo. Continuando nella risposta precedente dico, che gli scienziati cercono di capire come si è formata l’impronta di quell’uomo in base alle leggi della natura. Ma se io fossi uno scienziato fondamentalista per cui parto dal presupposto che la Sindone è autentica o peggio ancora che sia la prova scientifica della resurrezione, oppure il caso opposto che devo dimostrare che è un falso medioevale, e che sia l’uno che l’altro forzano le conclusioni al solo scopo di dimostrare la loro tesi preconcetta, allora si che si arriva ad avere astio tra uomini di scienza e purtroppo c’è ne sono parecchi sia da una parte che da l’altra. Personalmente e anche il centro internazionale di Sinologia è quello di evitare ogni forma di fondamentalismo facendo uno studio serio e sensato per non cadere nell’errore di fare una finta scienza. Naturalmente, essere in mezzo, mi è successo spesso di essere criticato sia da”destra” sia da “sinistra”, ma secondo me è la posizione più giusta e la più seria. Questo naturalmente crea incertezza da parte della gente, primo perché i giornali danno notizie su apparenti e quindi falsi scoop,spesso alcuni giornalisti mi hanno chiesto: ” quale sono le ultime novità sulla sindone? E io rispondo – non c’è ne sono …” mi rispondono: ma come non c’è ne sono. No dico io, se vuole le dico un piccola scoperta; ..no no non ci interessa questa non è una grande notizia… . Ma la scienza non si fa per scoperte sensazionali, la scienza si fa per piccoli mattoncini! La sindone è un argomento che si presta molto per lo scoop e per vendere più copie, ma questo va bene altro al vero significato e su cosa è la Sindone.

D:Nel 2002 ci fù un restauro sulla Sindone, da molti definito misterioso, perché fatto a porte chiuse e senza diffusione di notizie, e mi riferisco all’intervento di rimossa del telo d’Olanda e delle pezze cucite dalle suole Clarisse sui buchi fatti dall’incendio del 1532. Perché è stato necessario l’intervento e a che risultati siamo arrivati?
R:Innanzitutto non c’è proprio nulla di misterioso, tutto è stato filmato, documentato e fotografato. Il fatto delle porte chiuse è stato solo un fatto di sicurezza e nient’altro. La Sindone è di proprietà della Santa Sede e ogni decisione viene presa dal Papa. Ogni proposta viene esaminata e poi il Papa decide se e quando intervenire su precise regole che vanno rispettare come tali, e anche per il restauro del 2002 andò così. Il Cardinale di Torino è solo il custode incaricato dalla Santa Sede.
Il problema nacque per conservare al meglio la Sindone e ridurre il degrado del lino, già dal 1992 ci ponemmo questo grosso problema. Fu nominata una commissione di studiosi internazionale su come riuscire a conservare al meglio la Sindone. Nel Febbraio del ’96 la commissione arrivò a una conclusione che la Sindone non era conservata in modo ottimale e che doveva essere presa una decisione su come conservarla al meglio. In tempi antichi il lino veniva piegato e posto in urne rettangolari, ma il lino è un tessuto molto delicato e le pieghe rovinarono il lino e tracce evidenti sono ancora tutt’oggi visibili intorno al volto alla base del mento. Allora si arrotolò, ma anche questo caso non era la conservazione ottimale perché si frammentavano le tracce di sangue secco sul lino, erra un problema molto grande. L’unico modo migliore di conservarla era metterla distesa e non piegarla ne arrotolarla mai più. In oltre c’era da considerare l’ingiallimento del tessuto dovuto a batteri e a ossidazione, non c’è alcun dubbio che molti secolo fa l’immagine del corpo di quell’uomo si vedeva di più visto che era su uno sfondo bianco, ma che purtroppo con il tempo si è colorito diventando giallo e che ha diminuito l’intensità dell’immagine. L’idea che Adler propose fu quella di conservarla distesa e conservarla non in atmosfera ma sotto l’Argon a una data temperatura ( che va dai 19° d’Estate a 23° di Inverno) questo per non rovinare il lino e per non far troppo scurire il fondo del lino, fermando così l’ossidazione, e dal 98 è così conservata nel Duomo di Torino. Un’altra intuizione di Adler fu quella di rimuovere le toppe cucite dalle clarisse nel 1534 e il telo d’Olanda che era stato cucito a supporto del lenzuolo per tonfarlo sciupare sempre dalle clarisse. Tra il telo d’Olanda e la Sindone e tra le toppe e la Sindone Adler sostenne che ci doveva essere dello sporco, del materiale estraneo fonte di grande inquinamento. Ed infatti fu proprio così, una volta che Mechthild Flury Lemberg massima esperta mondiale di tessuti antichi, scucì con estrema cura e precisione le toppe che accompagnavano il lino da oltre 500 anni quello che si notò fù proprio che sotto imprigionato tra le toppe e il telo d’Olanda trovammo dei residui di roba bruciata, polvere di carbone appartenuta ai secoli passati perché quando le buone clarisse cucirono le toppe non ripulirono le bruciature al contorno dei buchi, perché era comunque parte di tessuto da rispettare. L’intervento del 2002 fu necessario, per evitare che lo sporco andasse a giro per il tessuto. Fu fatta una relazione dettagliata al Vaticano che ordinò subito l’intervento per rimuovere il telo di Olanda e le toppe, in assoluto riserbo per la sicurezza. E per tutta la durata del restauro si tenne lontana la stampa e la gente, ma solo per un fatto di sicurezza, ma successivamente al termine dei lavori la cosa venne pubblicata a tutti. Naturalmente oggi rispetto all’ostensione del 2000 la Sindone appare diversa cioè si vedono i buchi e non ci sono più le toppe ma è stato ricucito un telo nuovo alla Sindone questo per farla stare il più tesa possibile ed essere maneggiata con cura, il nuovo telo è stato lavato molte volte non contiene sostante chimiche ecc… e il caso a voluto che il nuovo telo venga dall’Olanda. Quindi nessun mistero. www.pagliarino.com/sindone/sindone/sind_tappe_intervento.htm vedi RESTAURO su gentile concessione di Pagliarino

D:Ma con tutti queste manipolazioni il telo negli anni si è allungato?
R:Provi a prendere un fazzoletto e lo tiri leggermente ai lati esso si allunga. I tessuti sono elastici e così anche quello della Sindone pensi negli secoli quante volte è stato preso in mano e aperto teso piegato e riaperto. Stabilire per esempio la lunghezza del corpo dell’uomo della Sindone è piuttosto rischioso un sacco di persone lo hanno fatto si hanno misure che vanno da 1,69 a 1,82 chi a ragione? Facciamo una media e ci azzecchiamo. Quello che voglio dire è che non sono sbagliati, anche è difficile per un lenzuolo di 2000 anni stabilire con esattezza la misura, poi giocano molto le valutazioni soggettive.

D:Ci sono altre reliquie conosciute che si possono confrontare con la Sindone?

R:Di reliquie c’è ne sono molte, sulla loro autenticità bisognerebbe approfondire meglio. C’è stato un periodo storico, in cui si portavano dalla terra santa reperti, reliquie per venerare e conservare il passaggi di Cristo. Bastava che una reliquia venisse a contatto con un oggetto che esso diventava automaticamente una reliquia e questo a fatto moltiplicare e confondere un falso dal vero, ecco perché bisogna andare cauti. Comunque ci sono delle reliquie, interessante come il sudario di Oviedo, alcuni studiosi comparano il volto con quello della sindone, e tutt’oggi gli studi proseguono intensamente, ma nessuna reliquia è mai stata studiata come la sindone e i confronti non sono così semplici, possiamo confrontare il sangue certo ma non è una prova definitiva ci vorrebbe il DNA.
E comunque non c’è mai da dimenticare che la Sindone come altre reliquie sono state toccate da molte persone nei secoli.

D:Sul test del carbonio 14 pensa che si siano prese tutte le attenzioni e le precauzioni del caso? Voglio dire impossibile che studiosi non abbiano pensato che la sindone portava forti fonti di inquinamento che potevano alterare il risultato? Non c’stata troppa velocità nel dare il risultato?
R:Questo purtroppo non è stato fatto. Il carbonio 14 è una delle più grandi scoperte della chimica a dato anche un Nobel per la sua scoperta, ha delle incertezze certo, si è migliorato nel tempo ma rimangano delle incertezze. La domanda è : il carbonio 14 è utilizzabile anche per oggetti che hanno dei forti inquinamenti? Se io riduco gli inquinamenti esterni posso affermare che il C14 è ottimo ma quando sono in presenza di bruciatore o polveri, pollini ecc… vale ancora il discorso? Su un telo di mummia egizia carico di batteri è risultato più giovane dello scheletro che conteneva. Ci sono studiosi che dicono sulla la Sindone, che durante i vari incendi il lino si sia potuto arricchire di carbonio e se sono in quantità superiore alla media si può avere una data giovane del lino.
Altri sostengono che c’è stato un arricchimento del C14 dovuto ad una forte radiazione nucleare, ma non possiamo fare una fisica e una chimica di una resurrezione, perché posso solo fare una chimica e una fisica di un eventi naturali. La resurrezione di un corpo non si è mai vista e sicuramente è una cosa eccezionale che probabilmente non seguirà le leggi che conosciamo. Allora non posso fare ipotesi che di scientifico non ha nulla, certo se io irradio un tessuto esso appare più giovane certo, ma chi è stato a irradiarlo? In natura non esistono delle sorgenti da irradiare così tanto un oggetto da alterare l’attività di un campione. Bisognava fare un’altra cosa durante gli studi: perché prelevare solo dei campioni da un punto solo ( e anche in una zona molto inquinata) e statisticamente poco significativo? E non farlo su vari punti. Si poteva fare tutto e il contrario di tutto, trascurando poi il fatto che siano stati in buona o in cattiva fede, ma non credo che tutti fossero in cattiva fede.

D:E fare un confronto con le prime icone, dove si iniziò a raffigurare il volto di Cristo con i capelli lunghi, può essere un’ipotesi come spunto preso da chi aveva visto la sindone?
R:E’ un idea che molti storici dell’arte hanno sempre avuto, soprattutto per le icone successive al quarto quinto secolo. Mentre se guardiamo le immagini di Cristo disegnate nelle catacombe romane troviamo un giovane con capelli corti senza barba,un tipologia diversa. Poi a un certo punto partendo dall’icona conservata a Santa Caterina e fatta disegnare dall’imperatore Giustiniano le cose cambiarono, evidentemente qualcuno aveva reso noto un’altra immagine Acheropita e che molti successivamente si siano ispirati a quella, è un’ipotesi che tra le tante ipotesi più bizzarre può essere certamente considerata. Per vedere la cosa in modo asettico,oggettivo e quello che ha fatto il professor Tamburelli di dare al computer il compito di sovrapporre le icone al volto della Sindone quello che fanno oggi con le foto per identificare i latitanti. Questo metodo ha dato risultati molto concreti, e la possibilità che sia stata la Sindone ad ispirare le icone da un certo metodo in poi è molto alta.

Grazie Professore
Grazie a lei è stato un piacere sono a sua disposizione.

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