Intervista al Prof Carlo Pappone che ha operato da Boston un paziente ricoverato a Milano

0
3095


 

Autore: di Filippo Baglini
fatta il : 30 Maggio 2006

Il Profesor Carlo Pappone, responsabile di Aritmologia ed Elettrofisiologia cardiaca dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, è intervenuto da Boston, a oltre 6000 chilometri di distanza, su un paziente ricoverato nel capoluogo lombardo. In collegamento grazie alle ultime e più avanzate tecnologie satellitari e telematiche, ha guidato, mediante una speciale tastiera da computer, un piccolo sondino, mosso da campi magnetici, nel cuore di un uomo di 34 anni.

Professore, per la prima volta al mondo lei è riuscito da Boston ad operare attraverso un computer un paziente ricoverato al San Raffaele di Milano affetto da fibrillazione atriale, come è stato possibile? Vuole spiegarci la tecnica e la tecnologia usata, e le difficoltà incontrate?
Prof: Noi tutti elettrofisiologi vorremmo nelle nostre sale operatorie la migliore e più moderna tecnologia per permetterci di effettuare gli interventi più difficili in più breve tempo, meglio e in maniera più sicura. Quindi nel mio modo di vedere io non ostacolo la nuova tecnologia che possa solo migliorare le nostre capacità. Un piccolo magnete posto alla punta di un catetere viene guidata da un campo magnetico all’interno del cuore così come un ago della bussola viene influenzato dal campo magnetico terrestre. Esso viene condotto nei punti più difficili ed inaccessibile dalla mano. Il campo magnetico può essere guidato dall’esterno anche a parecchi metri di distanza. Noi abbiamo dimostrato che ciò è possibile anche da un continente all’altro. Ed il giudizio della sua efficacia è stato fatto valutare dai più grandi esperti al mondo nel loro continente, gli USA. Non ci sono state particolari difficoltà nemmeno nei tempi di latenza viste le distanze tra i 2 continenti.

Dopo questo intervento possiamo riporre i vecchi bisturi e forbici di una volta e dare inizio a un nuovo modo di operare?
Prof: Anche se tutto è andato bene e noi prima di un tale intervento avevamo già eseguito con successo centinaia di tali interventi stando molto lontani dal letto del paziente, non possiamo mettere sullo stesso piano interventi di ablazione via catetere con interventi chirurgici veri e propri dove forbici e bisturi saranno sempre il prolungamento della mano dell’operatore. In caso di complicanza chirurgica o di emorragia la mano dell’operatore diventa però insostituibile.

Pensa che questa tecnologia usata per il cuore, in futuro possa essere applicata anche per altri tipi di interventi chirurgici? E quali secondo lei?
Prof: La tecnologia robotica è stata usata da diversi anni in vari settori della chirurgia come la neurochirurgia o cardiochirurgia ma non si è mai diffusa in maniera esponenziale semplicemente perché l’intelligenza umana non potrà mai essere superata dall’intelligenza dei computer che comunque sono stati fatti dall’intelligenza umana. I casi non prevedibili possono essere risolti solamente dall’uomo e direttamente da lui senza interposizione dei robot.

Il paziente, come ha preso la notizia di essere operato a 6000 chilometri di distanza da un Computer? E ora come sta?
prof: Intanto, ora sta molto bene ed ha addirittura risposto in diretta dall’Italia subito dopo l’intervento. Ovviamente dopo aver firmato il suo consenso informato, ha accettato di buon grado di sottoporsi all’intervento. Tutto questo anche perché nel mio reparto tali interventi a distanza si fanno quotidianamente senza nessuna complicanza. Io usualmente mi trovo al di fuori della sala operatoria e qualche volta addirittura nella sala congressi davanti ad un numeroso pubblico di medici operatori che vengono da tutto il mondo.

Questo è senz’altro un grosso passo avanti della scienza per il bene dell’umanità. Professore con questo intervento si apre l’era della medicina democratica per tutti? Penso per esempio alle persone del terzo mondo, donne, anziani e soprattutto bambini affetti da cardiopatie, finalmente possono essere curate a distanza?
prof: Ho già detto queste cose in diretta da Boston e le ripeto perché ne sono convinto. Sono certo che con un po’ di buona volontà potremo assicurare la democrazia della scienza garantendo a tutti le stesse opportunità tecnologiche. Sono anche convinto che si possa realizzare questo ambizioso progetto soprattutto nell’interesse di quei pazienti che non possono essere curati da medici che si trovano molto lontani dal loro territorio o addirittura in altri Continenti.

Cosa si sente di dire a quei pazienti che stanno aspettando un intervento e che vogliono provare ad essere operati con questa nuova tecnica? Quanto costa?
prof: Posso senz’altro dire che sono a disposizione per tale intervento anche su vasta scala. La realizzazione di un tale progetto su vasta scala farebbe notevolmente abbassare gli attuali costi di questa procedura. Io sono altresì convinto che procedure complesse devono essere effettuate da operatori molto esperti e che pochi devono essere i centri idonei ad effettuare tali procedure nell’interesse non solo dei pazienti ma anche della comunità. Con il sistema magnetico pochi centri esperti possono effettuare procedure remote su pazienti di tutte le regioni, Nazioni e Continenti senza necessità di spostamenti che richiedono spesso spese aggiuntive anche considerevoli.

In futuro il robot che è stato usato per l’operazione, sarà presente in tutti gli ospedali del mondo o sarà esclusiva solo di alcuni?
prof: Torno a ripetere che il sistema robotico in sala operatoria non può sostituire la mano di un chirurgo e non come il sistema magnetico da noi utilizzato. I robot che eseguono operazioni chirurgiche sono stati considerati nel passato più un fiore all’occhiello che veramente alternativi.

Sono anni che lei lavora e testa questa tecnica al San Rafferme di Milano, quanto c’è ancora da fare? Dove vuole arrivare?
prof: Sono quasi 2 anni che lavoro con il sistema magnetico a distanza per l’ablazione ed la cura di tutte le aritmie cardiache anche le più complesse con ottimi risultati e senza complicanze. Con questo sistema l’operatore evita completamente le radiazioni e questo è importante perché in centri come il nostro operiamo quotidianamente decine e decine di pazienti provenienti da tutte le regioni d’Italia ed anche dall’estero. Come tutti sapete, dobbiamo effettuare controlli molto ravvicinati per verificare la quantità di esposizione e se trovati con dosi eccessive dobbiamo sospendere qualsiasi attività a danno dei pazienti e della struttura

Possiamo dire Professore che è un successo tutto Italiano?
prof: Ritengo di sì senza falsa modestia. D’altra parte tutti i giornali USA e le televisioni di tutto il mondo lo hanno visto in diretta. Certo, dietro questi risultati c’è tutta la mia equipe che non è stata molto visibile ma che esiste e che è abituata a lavorare in silenzio. I successi si ottengono sempre con l’aiuto di validi collaboratori e le persone intelligenti ben comprendono. Posso solo dire che sono stato aiutato anche da una equipe di ingegneri non solo italiani. Insomma per la realizzazione di questo progetto sono stati coinvolti molti cervelli che non hanno avuto bisogno di emigrare negli USA. Posso anche affermare che più di un mio collaboratore sono stati coinvolti in progetti di ricerca in collaborazione con gli USA.

Casa il nostro paese a livello politico istituzionale dovrebbe fare per aiutare a migliorare il traguardo raggiunto da questo intervento?
prof: Tutti sanno che i fondi per la ricerca sono elargiti senza una chiara progettualità e senza aver dimostrato di essere veramente tra i migliori. Alla fine c’è poco o quasi niente per tutti. Io ritengo che essi debbano essere dati ai migliori che abbiano però dimostrato di esserlo. Noi fortunatamente non abbiamo tali problemi perché tutte le industrie mondiali oramai hanno fiducia nei nostri progetti e alla fine premiano il nostro coraggio, impegno, entusiasmo e professionalità.

La ringrazio professore per il tempo che mi ha dedicato, Le auguro un buon lavoro e spero che in futuro ci siano altre buone notizie per l’intera umanità.
Prof: grazie a lei.

scheda del professor Carlo Pappone:

Carlo Pappone è primario dell’Unità Operativa di Aritmologia dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano. Si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1986 all’Università degli Studi di Napoli Federico II e si è specializzato nel 1990 in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare. Tra il 1991 e 1992 ha seguito un training post laurea in elettrofisiologia negli Stati Uniti (Ann Arbor, presso l’University of Michigan, USA, e ad Oklahoma City, presso l’University of Oklahoma Health Sciences Center). Nel 1995 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Fisiopatologia Cardiovascolare all’Università “Tor Vergata” di Roma. Membro onorario delle più importanti società di Cardiologia ed Elettrofisiologia mondiali tra cui il NASPE e l’ACC.
Ogni anno è invitato a tenere Invited Lectures presso i più importanti e frequentati congressi americani di cardiologia ed elettrofisiologia; Invited visiting professor per tenere Cardiology Grand Round presso la Virginia University e la Michigan University.

Archivio inchieste

LEAVE A REPLY