INTERVISTA al prof RUGGERO DE MARIA coordinatore del gruppo italiano dell’Istituto Sup di Sanità

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Autore: Filippo Baglini
fatta il : 28 Novembre 2006

L’annuncio è di pochi giorni fa ed è molto importante perché un’altra frontiera è stata superata nel campo della sanità e si sono aperti nuovi orizzonti verso nuove speranze. Il professor De Maria ha coordinato il gruppo italiano che è giunto a tale scoperta e ci spiega come è stato possibile.

Professore, la notizia di questi ultimi giorni, della scoperta tutta italiana delle cellule staminali tumorali del cancro al Colon, è senza dubbio un’importate passo verso la sconfitta del cancro. Ci può spiegare cosa sono le cellule staminali tumorali?
Tutti i tessuti sono prodotti da cellule staminali, non solo quelli sani, ma anche quelli malati. Le cellule staminali tumorali sono delle cellule staminali normali che a causa di mutazioni del DNA hanno perduto il controllo e danno origine a tessuti disorganizzati e in continua crescita che se non vengono rimossi dal corpo umano possono causare la morte. Questo concetto, apparentemente banale, è stato riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale della sanità solo di recente.

Come è stato possibile arrivare a tale scoperta?
Abbiamo studiato la capacità delle diverse popolazioni cellulari presenti nel cancro al colon di far crescere la massa tumorale o di dare origine a nuovi tumori. Abbiamo scoperto che solo il 2% circa delle cellule presenti nei tumori sono in grado di proliferare all’infinito dando origine alle altre cellule cancerose che compongono la massa tumorale.

Queste tipi di cellule sono individuabili anche per altri tipi di tumore?
Si, certamente nei tumori cerebrali, delle mammella e nelle leucemie. Ma abbiamo dati incoraggianti per quasi tutte le altre neoplasie.

Individuare queste particolari cellule, significa anche poter produrre farmaci mirati così detti intelligenti per debellare il tumore?
Certamente, perché adesso conosciamo meglio le cellule alla base della crescita tumorale e della formazione delle metastasi. Possiamo farle crescere in laboratorio e analizzarle a fondo per trovarne i punti deboli.

Nuovi farmaci significa anche ridurre e magari eliminare la dolorosa e invasiva chemioterapia?
La chemioterapia è utilissima, ma è probabile che in futuro venga considerata alla stregua di come oggi consideriamo la terapia della sifilide dell’inizio del ventesimo secolo, una terapia basata sull’impiego di arsenico che dava notevoli problemi di avvelenamento.

Ci sono attualmente farmaci che possono curare forme tumorali? Se si, c’e ne può dire alcuni?
Molti farmaci diversi dai chemioterapici tradizionali sono entrati nella comune pratica clinica, ma la maggior parte sono ancora in fase di sperimentazione.

Ci faccia capire , se oggi una persona è malata, o si ammala di cancro, i medici possono subito individuare le cellule staminali tumorali e combattere immediatamente il diffondersi di metastasi?
In atto è una procedura complessa che si può fare su un numero limitato di pazienti. Con l’aiuto di ulteriori ricerche per semplificare le procedure, speriamo di poter diffondere questa pratica ai più grossi centri oncologici italiani.

L’importanza della ricerca, per debellare i tumori ha fatto in questi ultimi 10 anni passi notevoli, può farci un statistica dei miglioramenti che si sono fatti per alcuni tumori?
Sebbene non vi siano ancora dati a lungo termine, si ritiene che la sopravvivenza dei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica o da tumori stromali gastrointestinali sia raddoppiata grazie all’impiego di un farmaco molecolare chiamato glivec. Ci sono altri esempi, come il beneficio dato dall’anticorpo herceptin ad una quota rilevante di pazienti affette da cancro della mammella o dell’anticorpo bevacizumab ai pazienti affetti da cancro al colon. Ma occorre tempo e supporto alla ricerca per avere risultati. A questo proposito mi lasci concludere con un auspicio. Spero che la ricerca venga finanziata sempre meglio e in maniera meritocratica.

La ringrazio moltissimo professore per la su gentilezza e complimenti per il suo importante lavoro per l’umanità.
grazie a lei

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