Intervista al Senatore Giulio Andreotti

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Autore: Filippo Baglini
fatta il : 21 Maggio 2007

Intervista dell’ ItaloEuropeo al Senatore Andreotti

D:Senatore Andreotti, un suo commento sul Family day?
R:E’ stata un’esplosione positiva di genuino sentimento popolare, provocata dalla reazione contro tendenze che mirano a sovvertire le basi della nostra convivenza (comuni a cattolici e a non cattolici).

D:La vittoria di Sarkozy in Francia fa sperare i francesi in una nuova politica, cosa ne pensa della figura del nuovo presidente?

R:In verità della Francia – salvo la parentesi di De Gaulle – ho sempre ammirato una sostanziale continuità nella conduzione all’alta politica. Penso che Sarkozy, pur avendo una personalità molto marcata, non derogherà dalla tradizione.

D:Si parla ora di cambiare il sistema elettorale. Molti sono interessati a quello tedesco, altri a quello spagnolo e francese. Per un paese come l’Italia, e per gli italiani soprattutto, quale dovrebbe o potrebbe essere la legge elettorale migliore e perchè?
R:Credo che il più confacente a noi italiani sia il sistema proporzionale, con un tetto minimo che eviti le polverizzazioni. L’abbiamo sperimentato a lungo e bene; anche con l’appoggio esterno dei socialisti quando non erano ancora del tutto sdoganati.

D:In Italia ci sono troppi parti. Si parla da tempo di raggruppare tutto in due grandi coalizioni? Cosa pensa in merito ad avere solo due grandi partiti?
R:La semplificazione totale è illusoria e confondente. Guardi oggi come all’interno sono poco convergenti e armonici l’uno e l’altro Polo.

D:La finanziaria sembra non aver soddisfatto gran parte degli italiani, anche quelli che alle elezioni votarono Prodi. Il capo del governo dice di stare tranquilli che i risultati verranno; lei crede davvero che questa finanziaria riporti un riequilibrio nei portafogli degli italiani?
R:Mi viene in mente – ma la prenda come una battuta – quello che Mussolini confidò al suo commesso Navarra: “Governare gli italiani non è difficile; è inutile”.

D:In Italia ci sono molti precari, e disoccupati. Per i giovani che non possono costruirsi una propria vita, perché il loro presente è troppo fragile, che futuro si devono aspettare?
R:Penso che si debba puntare molto – anche se non esclusivamente – alle possibilità offerte dal modello di Unione Europea, perfezionandolo. Naturalmente accompagnandolo con una più ampia e vera conoscenza delle lingue.

D:I giovani nelle scuole hanno preso il sopravvento sui professori. Un preside non può rimprovera un alunno troppo agitato senza rischiare di essere denunciato o peggio picchiato. Secondo lei cosa manca per riportate i valori nelle nostre scuole italiane?
R:Forse Lei esagera, sia nella generalizzazione delle difficoltà sia rifacendosi ad una modello paradisiaco quasi mitizzato.

D:Tema di maggior importanza è l’eutanasia e accanimento terapeutico: Il caso Welby ha diviso l’Italia. Altri casi simili vengono alle cronache. Su questo tema quale potrebbe essere una legge che chiarifichi una volta per tutte le cose?
R:Certo occorre un chiarimento legislativo, ma un margine di valutazione caso per caso resterà sempre.

D:Il ritorno delle nuove Brigate Rosse, hanno fatto ripensare agli anni di piombo. Cosa pensa di questa nuova uscita delle B.R , possibile che sia così difficile estirparle?
R:Forse generalizzare quel che è accaduto in un paio di Centri Sociali è esagerato. Ma negli anni settanta arrivammo impreparati alla crisi così tragica, che è meglio peccare in eccesso di vigilanza che chiudere gli occhi. Vi è tuttavia una novità positiva: la fine dell’Unione Sovietica.

D:Senatore Andreotti, in quest’ultima domanda vorrei che dicesse qualcosa del suo ultimo libro “1953. Fu legge truffa?”. Perché ha ritenuto opportuno scriverlo? Che messaggio Le piacerebbe che rimanesse di questo libro.
R:Il messaggio è di cercare sempre il colloquio tra forze politiche ed anche tra semplici cittadini, non affidando le soluzioni a meccanismi di “premi” o di artificiose rappresentanze.

Grazie molte senatore
Ringrazio lei.

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