INTERVISTA: la Divina Commedia diventa un Musical

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Autore: Filippo Baglini
fatta il : 9 Febbraio 2007

 


Il massimo capolavoro della letteratura italiana diventerà un’ opera musicale e sarà l’evento dell’anno. L’iniziativa vuole avvicinare al poema il grande pubblico con un linguaggio nuovo e suggestivo e pone la capacità di dante riparlare agli uomini di oggi del senso della vita e dei tormenti spirituali che la contraddistinguono.
Senza dubbio una rappresentazione teatrale originale e colossale, in grado di raccontare i canti del poema dantesco unendo molti generi artistici, danza, canto, scenografie moderne, effetti computerizzati, il tutto su di un palco di 650 metri quadrati.
La musica farà da padrona, dal punk,Rock, jazz per descrivere l’inferno, al gregoriano per il purgatorio e infine la musica classica per avvolgere le scene del Paradiso. Ideatore e compositore delle musiche è il monsignor Marco Frisina, direttore del centro liturgico del Vicariato di Roma e della Cappella lateranenze già noto autore di molte colonne sonore. La prima assoluta in autunno sarà rappresentata – col patrocinio del Vaticano, del Senato della Camera dei deputati annuncia Riccardo Rossi direttore generale di NOVA ARS, la società produttrice dell’opera.
  Abbiamo fatto alcune domande al Dott Rossi e al monsignor Frisina per approfondire alcuni punti di questa straordinaria opera:
Foto: Mon.Frisina da Marco Frisina .com
Mons. Frisina, come le è venuta l’idea di musicare la Divina Commedia?
Nel poema dantesco ci sono tanti stimoli musicali. Inoltre il Papa, nel presentare la sua prima enciclica “Deus Caritas est”, ha fatto allusione al viaggio di Dante come viaggio dell’uomo che cerca la sua vera dimensione: l’Amore, che è Dio stesso. Tutto questo mi ha spinto a tirar fuori un’opera musicale di grande suggestione.

Direttore, cosa vuol dire produrre un progetto che è già annunciato come un Kolossal mondiale? Quali sono i rischi maggiori?
Per la NOVA ARS produrre un kolossal vuol dire impegnarsi ad offrire un prodotto di alta qualità per il grande pubblico perché, in primo luogo, lo richiede il soggetto che stiamo trattando.
La Divina Commedia oltre ad essere conosciuta ed amata in Italia, è anche molto nota all’estero come simbolo della nostra cultura e della nostra lingua. Lo dimostra la grande risonanza che la “La Divina Commedia. L’Opera” ha avuto anche fuori dai confini nazionali.
Più che di rischi parlerei di difficoltà, che in una produzione come questa, mi creda sono molte, ma alla fine quasi sempre superabili.

Mons. Frisina:Con quale criterio avete scelto le parti per la sintesi del il libretto finale da mettere in scena? Non avete avuto il timore ti tagliare parti importanti e significative?
Sono stati scelti i brani più significativi, quelli che possono essere meglio compresi dalla gente. Ogni personaggio che Dante incontra nel suo viaggio è l’uomo con i suoi diversi volti che manifestano la fragilità della condizione umana ma nel contempo anche la sua grandezza: da Francesca a Pier delle Vigne, dal conte Ugolino a Pia dei Tolomei, da San Bernardo a Beatrice, essi divengono l’espressione poetica dell’umanità di volta in volta dolente e gioiosa, meditabonda e sofferta.

Quanto tempo c’è voluto per scrivere le parti, si parla di 100 elementi d’Orchestra.
Frisina:Da circa un anno sto lavorando al progetto. Sì: l’Opera sarà realizzata con 100 elementi d’Orchestra e ciò si rende necessario per il respiro stesso del poema e per le esigenze di alcune scene.

Come ha scelto le musiche ? Si passa dal rock all’Inferno al gregoriano e al sinfonico nel Paradiso.
Frisina:La scelta delle musiche è suggerita dal testo stesso. Ho usato alcuni suoni del rock per musicare l’Inferno, suoni che esprimono dolore. Il gregoriano è presente nel Purgatorio, perché è per eccellenza il genere musicale a servizio della preghiera, e il Purgatorio è il luogo della preghiera. Nel Paradiso, in cui regna l’amore, le melodie sono improntate a questo sentimento e la musica diampio respiro era giusta. infine, la musica sinfonica esprime la pura gioia di quel luogo di beatitudine.
Quante persone lavoreranno a questo progetto?

 Dott.Rossi:Centinaia tra artisti, ballerini, cantanti, attori, addetti alla produzione, alle luci, fonici, addetti alla sicurezza e alla logistica.

Come è stato scelto il regista e su che base si scelgono gli interpreti?
Rossi:La regia teatrale è affidata ad Elisabetta Marchetti con la quale Mons. Frisina ha lavorato in diverse occasioni. La regia richiede una grande sintonia non solo professionale, ma anche umana tra gli artisti che curano il progetto. L’elemento innovativo delle proiezioni, curate da Paolo Miccichè, richiede anch’esso una forte sinergia con la regia.
Per gli interpreti, tra qualche settimana partirà il casting per la scelta dei cantanti, ma abbiamo ricevuto già centinaia di richieste di partecipazione, la selezione sarà sicuramente impegnativa.

Il ricavato dove verrà destinato?
Rossi:Una società come la nostra che si impegna nella produzione della Divina Commedia non può non avere una forte responsabilità sociale. Parte del ricavato sarà perciò devoluto per la realizzazione di opere di beneficenza nelle varie realtà locali dove lo spettacolo verrà rappresentato. Un’altra parte sarà invece destinata alla costruzione di nuove chiese nella Diocesi di Roma. Forse non è molto noto che, proprio nella culla della cristianità, le zone di nuova costruzione manchino spesso delle strutture per le celebrazioni e per le altre attività di aggregazione sociale, soprattutto per i giovani.

Dante scrisse la Divina Commedia per lanciare un messaggio all’umanità, che ritrovasse la diritta via. Pensa che anche oggi ci sia bisogno di questo?
Frisina:Dante scrisse la Divina Commedia per lanciare un messaggio all’umanità, che ritrovasse la diritta via. Pensa che anche oggi ci sia bisogno di questo? E per seguire i tempi moderni è stato necessario musicare una straordinaria opera per far capire quanto bisogno c’è di ritrovare la via giusta?
L’attualità dell’opera di Dante è dimostrata dalle molte iniziative culturali tutt’oggi legate ad essa.
Ciò significa che gli uomini del nostro tempo sentono il bisogno di ritrovare la propria anima. La Divina Commedia è infatti la storia di un uomo che ritrova la sua anima attraverso un viaggio doloroso ma purificatore che lo porta a ritrovare se stesso e a riconquistare l’amore.

Monsignor Frisina, pensa che la poesia, la musica, siano un mezzo per avvicinarsi a Dio?
Sono assolutamente convinto che la musica e la poesia possano aiutarci ad avvicinarci a Dio perché sono espressione della sua bellezza e dell’armonia del mondo creata da Lui. D’altronde la musica ha un significato fondamentale nella storia della civiltà e nella cultura religiosa di ogni popolo.
siano un mezzo per avvicinarsi a Dio?
Sono assolutamente convinto che la musica e la poesia possano aiutarci ad avvicinarci a Dio perché sono espressione della sua bellezza e dell’armonia del mondo creata da Lui. D’altronde la musica ha un significato fondamentale nella storia della civiltà e nella cultura religiosa di ogni popolo.

Direttore,quando e dove partirà la prima messa in scena dell’opera e quali saranno le tappe nel mondo?
L’Opera sarà rappresentata dall’autunno a partire da Roma, dove lo spettacolo resterà per tre mesi. Il tour toccherà poi tutte le principali città italiane tra le quali – ovviamente – Firenze. Per quanto riguarda il tour all’estero, è ancora presto per parlarne nel dettaglio, ma siamo già in contatto con le maggiori Capitali europee.

Direttore, se ripensa alla sua straordinaria carriera, questo evento lo ritiene il più importante che abbia mai seguito? Oppure c’è ne sono stati altri?
RossiHo avuto l’onore di seguire in questi anni, a fianco del Maestro Frisina, numerosi eventi che mi hanno dato forti emozioni. Senza dubbio il progetto de “La Divina Commedia. L’Opera” è il più grande e importante tra questi.

Perché è stato importante realizzare questo evento?
Rossi:Per portare l’opera di Dante, meravigliosa e sempre attuale, agli uomini di oggi e in particolare far riscoprire questo prezioso tesoro della nostra cultura ai giovani.

Direttore, c’è qualche altra cosa che le sta a cuore e che vorrebbe dire su questo progetto?
E’ mia personale convinzione che la musica e l’arte siano uno dei più potenti strumenti di aggregazione e che con il loro linguaggio universale arricchiscano l’uomo. La Divina Commedia è per tutti e la NOVA ARS garantirà uno spettacolo gratuito in ogni città per coloro che vivono in situazioni di maggiore disagio.
Riassumendo, il nostro obbiettivo è quello di far conoscere al pubblico la più grande opera della cultura italiana con un linguaggio nuovo e coinvolgente.

Ringrazio entrambe per l’intervista.
grazie a lei.

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