INTERVISTA Le cellule staminali nel liquido amniotico. Parla il prof. Govanni Franco Zanon,

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Autore: Filippo Baglini
fatta il : 19 Gennaio 2007

E’ probabile che nei prossimi anni le neomamme conserveranno in apposite banche le cellule del loro liquido amniotico. Le cellule potrebbero servire a curare malati e a superare i conflitti etici suscitati da quelle embrionali.
Abbiamo intervistato il prof. Zanon Giovanni Franco, direttore del reparto di pediatria presso l’università di Padova.

Professore, ci spieghi le differenze tra le cellule staminali di un embrione e quelle recentemente scoperte nel liquido amniotico.
La differenza consiste solamente nella diversa fonte da cui vengono reperite le cellule staminali e che quindi non coinvolgono l’embrione perchè sono libere nel liquido amniotico. Si possono quindi estrarre dal liquido prelevato per una normale diagnostica prenatale

Questa scoperta secondo lei porterà alla fine delle dispute sulle cellule staminali embrionali?
Penso che, come ho già detto, la diversa fonte e il fatto che l’embrione non venga minimamente coinvolto possa permettere di superare i problemi etico-religiosi tanto dibattuti.

Quanto tempo passerà prima che si possa sperimentare questa ricerca sull’uomo?
E’ difficile prevedere gli sviluppi delle ricerche di laboratorio e i tempi che sono richiesti per trasferire le conoscenze ed i risultati sulla normale attività clinica. E’ ragionevole pensare che nell’arco del prossimo decennio ci possano essere delle sperimentazioni cliniche attendibili.

Per portare avanti questo straordinario successo della medicina occorreranno molti finanziamenti, dove verranno presi?
E’ una bella domanda. Certamente sono necessari finanziamenti importanti anche perché ritengo in linea generale che i finanziamenti in sanità sono investimenti e non costi come spesso si sente dire.


L’Italia in questo progetto che ruolo ha, intendo nel reperimento delle cellule staminali nel liquido amniotico ?
Il ruolo del dott. De Coppi nel reperimento di questa fonte di cellule staminali è stato fondamentale in quanto è proprio lui che le ha trovate e coltivate nel corso delle sue ricerche negli USA ed ora in collaborazione tra Londra e Padova sta portando avanti delle ricerche sui possibili sviluppi in questo campo .

Con queste cellule staminali, si potranno ricostruire tutti gli organi o solo alcuni in particolare?
E’ argomento di ricerca e di studio e quindi non è possibile dare una precisa definizione. Per il momento si stanno studiando vari aspetti dello sviluppo delle cellule staminali e sembrano promettere bene. E’ prematuro dare ora dei confini precisi alla ricerca.

La ringraziamo molto professore per il suo intervento.

grazie a voi

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