Cosa è la follia?

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…“follia non è altro che l’incapacità di comunicare le proprie idee”: è come quando ci troviamo in un paese straniero in cui vediamo tutto ciò che succede intorno a noi ma siamo incapaci di spiegarci e di essere aiutati, perché non capiamo la lingua.
Ebbene, questa situazione l’abbiamo provata tutti… perchè “tutti in un modo o nell’altro siamo folli”.
Questa è l’interpretazione che lo scrittore Paulo Coelho da nel romanzo Veronika decide di morireIn questo romanzo l’autore riversa la sua personale esperienza di tre anni consecutivi di ricovero in un ospedale psichiatrico di Rio de Janeiro. Lo scrittore, non ha capito ancora il motivo del suo ricovero, forse i genitori avevano equivocato il suo comportamento tra il timido e l’estroverso? Forse era per quel suo desiderio di essere un artista, che l’avrebbe portato a vivere nell’emarginazione e morire in miseria?
Sono d’accordo con Coelho quando propone una profonda riflessione su quella che viene considerata la “normalità” e da subito emerge che la normalità e la follia non sono per lui due opposti, ma due facce della stessa medaglia: “Mantenetevi folli e comportatevi come persone normali”. Il confine tra la normalità e la follia lo stabiliscono solo le convenzioni, le consuetudini di un popolo, di una società. Tutti noi a nostro modo siamo folli, basterebbe avere il coraggio di esteriorizzare tutti le nostri desideri, tutte le nostre voglie, i nostri capricci. Inutile far finta di nulla, ma tutti noi siamo schiavi della società e da quello che ci ha imposto, è lei che detta le regole, è lei che isola i pazzi e da spazio a quelli che non lo sono. Queste sono le regole, chi non le rispetta, è un pazzo. Essere un pazzo significa, essere tagliato fuori dal tutto, non appartenere più alla tribù sana, ma essere una nullità malata, scomoda, insignificante.
La vera follia, credo, siagiudicare folle qualcuno perché non rispecchia la tua immagine o il tuo pensiero.
Penso che il pazzo, sia una persona molto coraggiosa, molto di più di quelli così dette normali, perché trova la forza di aprire i cassetti più nascosti della mente e liberare le paure, i misteri che spesso nascondiamo perché costretti da un sistema.
Il disturbo mentale ha sempre fatto paura, qualcuno dice quasi come la morte. In passato si pensava che i pazzi fossero posseduti da demoni, ed è solo a fine ‘800 che si cerca di dare una interpretazione del disturbo su basi scientifiche. La psichiatria, è entrata nelle menti, distruggendo tutto ciò che incontrava, per primo uccidendo l’aspetto umano. Franco Basaglia, lo psichiatra cui si deve l’introduzione in Italia della legge 180 e la chiusura dei manicomi, della follia diceva: "La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’ essere".
Parole che possiamo accettare o contestare, lascio ad ognuno di voi la libertà di pensiero. Comunque la legge 180 (mai perfettamente applicata e sicuramente migliorabile) viene attaccata dalle nuove correnti della psichiatria organicista, e non soltanto da Tobino, che si limitava a esteriorizzare le sue perplessità, preoccupandosi principalmente non della legge in se, ma dei malati.
La psichiatria spesso, nell’inseguire l’irraggiungibile, cioè i misteri della mente, perde dietro di se l’uomo, e il suo cuore. Dobbiamo ringraziare Tobino, che attraverso i suoi libri ci fa entrare in quel magico mondo fatto di matti, facendoci capire che una vera risposta alla follia, non c’è, forse c’è un modo per aprire le nostri menti alle loro: l’amore.