Le sindoni: storia e leggende.

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Ringraziamo per il contributo il dott. Cicocne del CICAP:

1. Importanza delle reliquie nell’impero bizantino come simbolo e sostegno del potere
Verso la metà del VI secolo d.C., le cronache bizantine ci raccontano di come l’imperatore Giustiniano I avesse preso l’immagine sacra del volto di Gesù, detta di Camulia, dipinta miracolosamente su un tessuto di lino, e l’avesse fatta portare in giro per le città dell’impero allo scopo di raccogliere fondi. Questa immagine fu trasferita a Costantinopoli, al tempo dell’imperatore Giustino I, e usata come stendardo dell’impero. In seguito l’imperatore Maurizio la usò come vessillo dell’esercito nella guerra contro i Persiani. Altri cronisti riferiscono che solo grazie a questa miracolosa immagine l’esercito dell’imperatore Eraclio I ottenne una clamorosa vittoria contro il re persiano Cosroe II. Giustiniano II, al tempo del suo primo impero (685-695), coniò le monete del regno con l’immagine di Camulia: è la prima volta che il volto di Gesù compare sulle monete.
Usata anche durante le guerre interne per il potere, alla fine del primo regno di Giustiniano II l’immagine di Camulia andò perduta e nessun cronista l’ha più nominata. Durante il secondo regno di Giustiniano II (704-711), una diversa immagine di Gesù fu usata per le monete e, probabilmente, anche come vessillo dell’impero.
Intanto era diventata famosa ed estremamente prestigiosa un’altra immagine del volto di Gesù, quella conservata a Edessa, conosciuta col nome di Mandylion, di cui i cronisti parlavano fin dalla seconda metà del VI secolo. Alla sua azione taumaturgica era attribuita la salvezza della città dall’attacco del re persiano Cosroe II. Dopo che Edessa fu conquistata dai Saraceni (639), l’imperatore Romano I Lakapenos, coreggente con Costantino VII Porfirogenito, minacciando d’assalire la città di Edessa, si fece consegnare il Mandylion, che fu solennemente portato a Costantinopoli il 15 agosto 944. È attestata la grande riverenza con cui questa immagine era tenuta nella cappella imperiale del palazzo di Bucoleon, rinchiusa dentro un vaso d’oro pendente dal soffitto. Nella stessa cappella stavano anche altre importantissime reliquie della passione di Gesù, quali pezzi della croce e del sepolcro, una sindone e altri teli funebri; ma grazie alla presenza del Mandylion si usava dire che a Costantinopoli vi era non solo Gesù morto, per le reliquie della passione, ma anche Gesù vivente, rappresentato appunto dal Mandylion.
C’è un legame stretto tra la sacralità del potere imperiale e il possesso delle reliquie. L’imperatore usa inviare agli eserciti in battaglia alcune di queste reliquie o altri oggetti, che erano stati consacrati dal contatto o dalla vicinanza con queste e ne emanavano il “profumo”.

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