L’enigma della sindone commentata dal prof. Nicolò Cinquemani

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Professore perché un medico chirurgo come lei si è interessato alla Sindone?
R: Per la mia particolare predisposizione ai problemi della fisica, avevo intuito che la variazione del 14C del lino era dovuta alla radiazione che aveva formato l’immagine.
Nel 1992, permanendo ancora l’equivoco dell’origine medioevale, ho pubblicato il mio primo lavoro sulla Sindone “Analogie fra la Sacra Sindone e alcuni fenomeni fisici manifestatisi a Medjugorje”. La riproduzione della moneta sull’occhio destro dell’uomo della Sindone, trovata da Filas, poteva essere provocata solo da una radiazione di raggi gamma con neutroni e protoni, che inevitabilmente avrebbero arricchito il 14C del lino.
Lei è riuscito a misurare l’altezza dell’Uomo della Sindone. Che tecnica ha usato?
R: Ancora oggi la maggior parte degli studiosi ha idee vaghe sull’altezza dell’Uomo della Sindone, perché non distingue con precisione i coaguli sanguigni dall’immagine corporea.L’esame delle foto all’infrarosso a luce trasmessa fatte nel 1978 da Barrie M. Schwortz mi ha permesso non solo di calcolare l’altezza del Corpo ma molti altri dati. Sulla foto dorsale, a partire dalla corda del perizoma, tutta la parte inferiore del corpo fino ai calcagni è riprodotta sul telo dal sangue e dal siero colati dalla ferita al costato.
Un confronto con la foto a luce diretta di Enrie, risalente al 1931, mi ha permesso di stabilire i seguenti punti di repere: dal calcagno destro all’ala iliaca destra segnata dalla corda del perizoma vi sono 114 cm. Dall’ala iliaca destra al piano occipitale indicato dal coagulo sanguigno, che ha la forma di una N maiuscola, vi sono 63 cm. Dal piano occipitale al vertice vi sono 10 cm. Il totale è di 187 cm. E’ possibile controllare sugli uomini normotipo di 187 cm la corrispondenza di questi dati. La deduzione più importante è che il corpo era in completa estensione. Ancora adesso gli altri studiosi ritengono che l’Uomo della Sindone avesse le gambe parzialmente flesse e il collo flesso.
La completa estensione degli arti inferiori è dimostrata dalla continuità dell’impronta sanguigna delle natiche, delle cosce e dei polpacci schiacciati dalla forza di gravità sul piano sepolcrale.
Stampando la diapositiva a luce trasmessa su carta multigrade, si può misurare la larghezza dell’impronta sanguigna lasciata sul telo dalla natiche, dalle cosce e dai polpacci. Questo fatto esclude la flessione delle gambe. Se il collo fosse stato flesso, appoggiato su un cuscino o su un sepolcro concavo, in ogni caso il punto di appoggio del piano occipitale segnato dal coagulo ad N maiuscola non si troverebbe a 63 cm. ma intorno ai 72-73 cm. dall’ala iliaca destra.
Potrà apparire cosa singolare ma questa semplice misurazione su un uomo normotipo dell’altezza di 187 cm. dimostra che il corpo disteso era in completa estensione prima della Resurrezione. Nell’istante della Resurrezione, quando è partita la radiazione, nella posizione in piedi il capo era ruotato con lo spostamento di 9,5 cm. in basso, con il collo sempre in estensione, ma con un’angolazione del piano facciale di 30° rispetto all’asse corporeo.
Gli altri studiosi non hanno studiato le foto a luce trasmessa dell’americano. Esse erano disponibili già dal 1978. Non risulta che siano state fatte fotografie a luce trasmessa in occasione del restauro del 2002. Di conseguenza si continua a sostenere che il collo e le gambe erano flesse e che la statura non superava 173 cm.
La sintesi di queste asserzioni è costituita dalla statua dello scultore Mattei esposta al Museo della Sindone a Torino. Essa mostra l’Uomo della Sindone con il collo e le gambe flesse.
Gli avambracci sono estesi per coprire con le mani i genitali. Le mani invece sulla Sindone sono poste più in alto sull’ipogastrio. Da questo particolare della statua si può dedurre che ancora oggi non è stato compreso che Gesù sulla Croce aveva un perizoma. La corda del perizoma con la sua doppia impronta sanguigna non è stata identificata come tale sulla foto dorsale; ne consegue che questo importantissimo repere che indica la cresta dell’ala iliaca destra non è stato utilizzato.Questo fatto è una delle cause degli errori sul calcolo della statura.
Professore, in passato sono state dette molte cose su come si è potuta formare l’immagine sul lino, alcune delle quali molto strane, poi una delle ultime ipotesi parla di una forte radiazione elettromagnetica. Lei che cosa ne pensa? Come si è formata l’immagine?
R: Nel 1° libro del 1995, registrato per i diritti d’autore sulle “Doppie immagini della Sacra
Sindone” ho avanzato per primo l’ipotesi che l’immagine sindonica fosse stata creata dalla fuoriuscita dal corpo di una radiazione di tipo atomico, contenente anche raggi gamma, neutroni e protoni.
Si parla di un immagine tridimensionale dell’immagine impressa. Di che cosa si tratta?
R: Già dall’inizio ho scritto che l’immagine era tridimensionale come un’ologramma perché creata dai raggi infrarossi e dalle microonde, come avviene nelle fotografiche olografiche. I raggi gamma, i neutroni e i protoni avrebbero invece variato il tasso del 14C.
Alcuni Teologi dicono che per leggere e studiare la Sindone bisogna studiare approfonditamente i Vangeli. Anche Lei è dello stesso parere?
R: Sono dello stesso parere, in particolare è necessario studiare la versione in greco del Vangelo di Giovanni pubblicato dall’Editrice Vaticana.
Professore ci aiuti a capire: secondo Lei come è morto l’Uomo impresso su quel lino
R: Gesù sarebbe morto perché nella seconda caduta sul Calvario, era caduto supino su uno dei lunghi chiodi già fissati sul patibolo.
La punta del chiodo che fuoriusciva dal legno per circa 12 cm. Si sarebbe conficcata nella spalla destra, determinando un emotorace destro per lacerazione dell’arteria succlava.
(Comunicazione dell’Autore al Congresso di Sindonologia del 1997 a S. Marino).
Nel suo libro “La doppia immagine della Sacra Sindone e la sua radiazione” sostiene che il patibolo conservato nella Chiesa S. Croce a Roma non sarebbe del ladrone Desma ma di Gesù Cristo. Come è arrivato a tale conclusione?
R:Ritengo che la cosiddetta “trave di Desma sia quella di Gesù, non solo per la scritta in Greco “Del Signore Jesus” ma dal confronto con i rilievi fatti sulla posizione dei fori dei chiodi sulla trave e le colate di sangue sugli avambracci dell’Uomo della Sindone.
La Sacra Sindone ha percorso una strada lunga 2000 anni da Gerusalemme fino a Torino e i fattori inquinanti sono stati moltissimi, penso ai vari incendi, al polline a chi l’ha toccata. Quanto hanno inciso questi agenti estranei alla datazione del lenzuolo?
R: I dati fondamentali permangono ancora oggi.
Professore, pensa che un giorno la scienza possa davvero risolvere il mistero oppure la sfida del lino continuerà la sua strada enigmatica, per interrogare ancora le nostre menti e le nostre coscienze?
R: Gli elementi ci sono tutti per dimostrare, non solo l’autenticità del lino, ma che Cristo è risorto.
Siamo arrivati alla fine del nostro incontro, le lascio lo spazio per accennare una cosa che le sta a cuore e che vorrebbe ancora dire sulla Sindone.
R: Secondo il mio parere ci sono degli ostacoli legati alla mancanza di coraggio e di umiltà da parte di molti studiosi che non riconoscono i propri errori e non prendono in considerazione le ricerche fatte da latri studiosi, ritenendo di essere gli unici ricercatori qualificati.
Un esempio della mancanza di coraggio è la mancata ripetizione di nuove titolazioni del 14C sulla striscia ricucita sul lato destro della Sindone che dovrebbe avere valori altissimi di 14C perché avvolgeva le gambe di Nostro Signore.
Nella posizione di morte tracciata dai coaguli sulle foto a luce trasmessa, appare lo schiacciamento delle natiche, delle cosce e dei polpacci. La foto a luce diretta mostra invece la rotondità delle stesse parti, come quelle di un uomo vivo in piedi.
Chiunque può rendersi conto di quanto si è detto stampando su carta multigrade la diapositiva dorsale a luce trasmessa di Barrie M. Schwortz.
Per ulteriori dettagli consiglio lo studio del mio ultimo libro”le doppie immagini della Sacra Sindone e la sua radiazione” Ed. Kappa Roma
La ringrazio professore R:Grazie a lei

vedi:Anche la sua ultima pubblicazione: www.cinquemaninicolo.it/lamortedigesu/..:Chi è legalmente responsabile della morte di Gesù Cristo?

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