NEL NOME DI MARIA.

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Sappiamo tutti, il martirio e le sofferenze che ha dovuto subire Cristo, per compiere la volontà del Padre, dove è racchiuso un messaggio basilare per tutta l’umanità. Ma c’è una figura sopra tutte, che accompagna la sofferenza sul monte della morte ed è quella della Vergine e Madre di Gesu’.

Sappiamo tutti, il martirio e le sofferenze che ha dovuto subire Cristo, per compiere la volontà del Padre, dove è racchiuso un messaggio basilare per tutta l’umanità. Ma c’è una figura sopra tutte, che accompagna la sofferenza sul monte della morte ed è quella della Vergine e Madre di Gesu’.

Maria. Una figura ubbidiente, appassionata e devota per suo figlio, lo ha amato con educazione ed armonia, tanto da non soffocarlo nella sua personalità e non condizionarlo nell’orientamento del suo cammino. Piu’ la figura di Gesu’ cresceva piu’ Maria si ritirava nell’ombra, seguendo sempre il figlio nel viaggio, segnato dal Padre, silenziosa e paziente fino al golgota.

Una figura quella di Maria che incarna tutte le madri del mondo, sia nella gioia, che nella sofferenza e il suo amore si è diluito tra il cammino di Cristo e quello dell’umanità.Il cuore di Maria è stato uno scrigno dove ha raccolto il vero insegnamento del Figlio, in una perfetta intesa teologica, mistica e sacra, che solo Lei, ha potuto assaporare nella sua propria intimità e silenzi.Anche a Maria, il mistero dell’incarnazione le fu rivelato gradualmente: ella ha dovuto sperimentare le dilazioni di Dio. La pazienza che Ella ebbe e di cui tutti abbiamo bisogno, ci insegna e ci costruisce la strada verso una luce che porterà l’uomo fuori dall’oscurità.Un esempio di attesa nella mitezza di un cuore puro, dove l’amore per il Figlio diventa infinito, diventa parte dell’umanità, scolpendo nei secoli l’insegnamento dell’amore.Lei prima di altri percepì di essere parte di un disegno Divino, accettando il mistero, assaporandone solo l’amore che provava verso suo Figlio: il Cristo. Scivolando nel mistero, non con la rassegnazione di qualcuno che si arrende di fronte a un enigma, ma piuttosto con la disponibilità di chi si apre per essere abitato nelle pieghe piu’ nascoste del cuore, da qualcosa o da Qualcuno.Cristo, catechizzò Maria prospettandole il progetto di Dio, e deve essere stato straordinario lo sguardo che La Madonna pose su suo figlio ormai uomo. Come una normale Madre che a un certo punto della vita si accorge che il figlio che ha davanti deve compiere il cammino della vita. Si sarà ricordata della notte del parto, di quel primo pianto per l’umanità, della fuga angosciante per salvare il suo bambino, e di Giuseppe uomo fedele che amava pari al figlio, in un intesa di cuori sublime e perfetta. Sapeva bene, Maria che non avrebbe mai piu’ rivisto suo Gesu’, perché così era stato deciso, non si oppose, accettò il doloroso cammino che doveva fare il Figlio, essa era stata scelta per questo, anche Lei contribuì a quel disegno, che la matita di Dio stava tracciando.L’anima di Maria si dette fin dall’inizio all’ Amore di Dio, guadagnando la Verginità, e la purezza.Dio se la strinse a se nella delicatezza del suo amore. Ed ella, era tutta disposta per Dio e al suo volere con tutta la sublimità e la semplicità, amare Dio come Lui amava lei. Fu’ questa preparazione del cuore per Lui che elevò Maria ad un grado, in certo modo, infinito e di pura Verginità. Essa, amava Dio senza esprimersi sul suo grande amore. Perché, studiare l’amore vuol dire diminuire e razionalizzare la volontà del cuore. La Vergine, durante tutta la sua vita, si è offerta a Dio nell’ amore e nella pazienza.Dio, la ricompensa rendendola Madre del Verbo fatto carne, Le dà la possibilità dell’amore piu’ grande quello per un figlio e la rende una madre come tutte le altre, le fà provare la gioia, le paure, la sofferenza.Ad ogni passo di Cristo sotto la pesante Croce, ad ogni frustata inflitta sul corpo sanguinante, Maria era lì, era insieme al suo Gesu’, e sentiva anche lei dentro di se il dolore e le atrocità della condanna. La Madonna con il volto lavato di lacrime e gli occhi fissi sul Corpo flagellato dava una forza e sostegno di amore, in un dialogo silenzioso e infinito, inconcepibile per noi. Gesu’ tra le tante cadute, prima di essere issato alla morte, guardava sua Madre trasmettendole la forza di vivere e il coraggio di morie per Risorgere con Lui. Cosa abbia provato Maria, nel vedere crocifiggere il proprio Figlio, nel sentire le urla sotto i penetranti chiodi, è inimmaginabile. I Vangeli danno solo un’idea di dolore che noi dobbiamo allargare, all’infinito. Perché in quello spasimo, in quel supplizio, c’era racchiuso il dolore di tutte le madri del mondo, che soffrono per i loro figli. Lo straziante dolore, che colpì al cuore la Vergine, deve essere stato inumano. Lei, in un istante morì con Lui, con quell’amore che aveva cresciuto, e che in un attimo Gridò il dolore all’umanità.Come una normale mamma, gridò il dolore e pianse il figlio morto pur sentendo nel cuore già la voce della resurrezione. Maria stava là, passionale davanti alla Croce, tesa verso il cuore di suo Figlio come a raccogliere nel proprio tutto il sangue versato. Vorrebbe essere lì insieme a Lui come se non volesse perdere nulla del suo grido, come voler raccogliere l’ultimo gemito del Verbo.La Vergine, sotto la Croce grondante di sangue, abbracciò il Figlio in una intimità degna di chi Ama veramente con il cuore, immobile nel pianto che vuol essere parola per dire all’umanità: <“ Guardate questo è mio Figlio morto per tutti voi, morto per l’amore vostro”>. E subito, il Golgota divenne centro del mondo, dal quale milioni di strade si sono dischiuse per tutti noi, dove ogni giorno camminiamo tra irte salite e dissestanti discese, seguiti dal cuore infinito della Madre delle Madri. DiFilippo Baglini