Vittoria Haziel: La sindone è opera di Leonardo

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“Una voce che grida nel deserto” così si definisce la scrittrice Vittoria Haziel nel suo libro “ La passione secondo Leonardo” dove afferma di aver risolto il mistero della Sindone di Torino dicendo, e secondo lei dimostrando, che l’autore materiale è Leonardo da Vinci. <>. I sui studi fatti per arrivare a dimostrare l’opera d’arte del grande genio Toscano, hanno creato non pochi problemi alla scrittrice nel mondo della sindonologia, dove è vista come un “ strega “ una “eretica” e di dire tante sciocchezze. Fin dal 1990 la teoria della Haziel aveva fatto parlare la stampa nazionale e straniera. Senza dubbio colpisce per l’originalità dello studio e affascina come se fosse un romanzo giallo, in quanto bisogna calarsi nella mente misteriosa del grande genio di Leonardo. Ho parlato per telefono con la Haziel per richiederle un’intervista per l’inchiesta sulla Sindone che sto conducendo, in quanto voglio affrontare il problema a 360°, ascoltando tutte le voci anche le più “scomode”, per serietà e obbiettività verso i lettori. Subito si è dimostrata interessata, purtroppo in questo momento non può dedicarmi tempo in quanto sta ultimano il suo ultimo libro. Ma è bastato poco per farle tirare fuori le unghie e strapparle qualche battuta, naturalmente il tono era calmo ma le parole, anzi le sue verità sulla Sindone come dice lei, sono state taglienti. “ …Mi dispiace non ho tempo in questo momento, legga il mio libro lì troverà tutto quello che le serve per farsi la sua idea, è tutto scritto. Può usarlo per la sua inchiesta quanto vuole, se poi un giorno vuole dei chiarimenti mi richiami e vedremo” . Letto d’un fiato e senza pregiudizi, l’ho trovato interessante quanto meno segue una teoria, c’è molto materiale su cui possiamo discutere per dire tutto e il contrario di tutto. La Sindone è stata fatta da Leonardo da Vinci, e la Haziel ha trovato la prova, e addirittura la firma del Grande Maestro elementi secondo lei sotto agli occhi di tutti, messi sotto forma di codici da Leonardo. Seguendo come sostiene lei che “ il percorso di un laico può portare molto più lontano di quello di un “religioso che non ha mi camminato”, arriviamo alla conclusione che Leonardo genio bizzarro abbia “giocato” e non solo, per ordine di un sultano Ottomano a realizzare con la tecnica del fuoco la figura di un uomo a immagine e somiglianza dello stesso Leonardo. La Scrittrice fa notare la somiglianza di Leonardo con il volto dell’ uomo della Sindone, si sofferma sul fatto che l’uomo impresso sul lino, sia un uomo robusto, con i capelli lunghi ed impossibile trovare secondo l’autrice ai tempi di Gesù, uomini di tale fattezze. Cito dal testo (pag 31)- “I capelli lunghi: …a questo proposito l’osservazione di uno dei massimi esperti del periodo in cui visse Cristo:” Nel contesto sociale palestinese del sec I. un tale uomo sarebbe stato immediatamente identificato e controllato come nazir, cosa che è inconciliabile con la vita di Gesù, raccontata dai vangeli”. .Lo studioso – prosegue la Haziel- allude al fatto che Gesù, se avesse avuto i capelli lunghi, sarebbe stato identificato come <>, cioè uno che, per voto fatto, non doveva avere mai contatto con i cadaveri, ne bere vino. [..] Dunque non era un nazireo,e aveva indubbiamente i capelli corti.. Naturalmente, questi non sono gli unici elementi che secondo la Haziel portano a dire che la Sindone è opera di Leonardo, ma ne ha trovati altri più nascosti. Come per esempio quello sulla fronte dell’uomo della Sindone, la specie si espilon ( sul negativo ) o 3 ( visto sul positivo) dal testo- (pag 117): ” La prima spiegazione che poi è quella degli esperti, è che si tratta del rivolo di sangue fuoriuscito dalla vena frontale, lesa dalla corona di spine.. Ma – continua la Haziel – un’attenta analisi evidenzia una serie di strane coincidenze che fanno dedurre che il segno sia stato posto ( da Leonardo)ad hoc sulla fronte dell’ Uomo- Dio La scrittrice sostiene che quei segni siano l’uno l’opposto dell’altro e comunque sono legati alla Divinità, il 3 ricorda la trinità. E va avanti con un interessante teoria che ricorda molto alcuni tratti del romanzo di Daw Brawn, anche se in questo caso non ha nulla di un romanzo, così almeno sostiene l’autrice. Poi si arriva alla vera realizzazione di come Leonardo abbia fatto con il fuoco la Sindone, ne spiega la tecnica e dimostra come lei e Irene Corgiat hanno realizzato con la tecnica della Pirografia arte antica e conosciuta da Leonardo, la loro Sindone ( il volto solo) chiamata Sindone di Irere. Il risultato è molto fedele all’originale, e con le specifiche date dalla commissione scientifica STURP, che nel 1978 fu incaricata di far luce sulla Sindone di Torino, così la Haziel dimostra che la Sindone di Torino è solo un falso d’autore anzi di un genio: Leonardo. Questo è una sua teoria, che può essere discussa e negata, possiamo trovare 1000 prove contrarie e 1000 a favore, e comunque credo che vada letta senza alcun pregiudizio come le altre, solo così possiamo istaurare un dialogo tra le parti. La Haziel non contenta di aver trovato il modo con il quale il genio a fatto ( sempre secondo lei) la Sindone, va oltre, e cerca la firma di Leonardo, e la trova sotto il piede destro/sinistro a seconda che si guardi il positivo o il negativo del lino. Cito dal testo (pag 175) … Svelerò il mio segreto con una frase criptica da me composta come Leonardo avrebbe potuto scriverla per indicare esattamente il punto dove andare a trovare la sua firma: DISPETTO! SOL DIETRO SI E’ INTRISO!..[…] il risultato dell’anagramma è SOTTO IL PIEDE DESTRO/SINISTRO.

Domanda:Mi permetta una domanda Signora Haziel, ma lei chi è? Intanto uno spirito libero. E noi spiriti liberi, religiosissimi eretici ( Leonardo è ovviamente in testa al corteo), siamo destinati a essere per gran parte della nostra esistenza infinitamente soli. […] Sono comunque una contro tutti, non perché lo voglio io ma perché tutti hanno stranamente paura di me, senza conoscermi: sindonologi da una parte, leonardologi dall’altra, ognuno per i suoi particolari motivi, che si riassumono comunque nel fatto che non ero e non sono una “ addetta ai lavori”.

Questo è quanto più o meno avrebbe detto la Haziel in un’intervista, perché questo è quello che la scrittrice in breve al telefono mi ha detto di cercare nel libro, e per questo io la ringrazio per aver contribuito anche se in maniera indiretta alla nostra inchiesta.

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