UN MALIGNA DEPRESSIONE.

0
920
depressione.jpg

Ci sono fatti, che non dovrebbero accadere. Ci sono, storie che non dovrebbero mai essere raccontate. Avvenimenti talmente atroci ed insensati che facciamo fatica a sopportare il peso della verità.

Ci sono fatti, che non dovrebbero accadere. Ci sono, storie che non dovrebbero mai essere raccontate. Avvenimenti talmente atroci ed insensati che facciamo fatica a sopportare il peso della verità. Spesso, l’incredulità scuote le nostre menti, che si incollano su quelle notizie macabre che la televisione ci proietta, magari durante un quieto pasto in famiglia. Lo sappiamo tutti, che è realtà e non un film thriller proiettato in prima serata, ma l’assurdità di quei fatti, ci riserva un isola come rifugio, dove naufraghiamo un commento: “Non è possibile!”.

Ma il possibile, è proprio lì, spalmato sulla nostra bella Italia. Una bambina di due mesi uccisa dalla giovane madre che poi si è inferta alcune coltellate e si è rimessa a letto, un uomo ha stretto a sé il figlioletto di sette mesi e si è buttato dall’ottavo piano di un palazzo sfracellando le due vite e  una ragazza di vent’anni che ha chiuso il bimbo in un sacchetto di plastica e nascosto in un armadio subito dopo averlo partorito. Tutto questo è accaduto in un unico giorno, a poche ore di distanza l’uno dall’altro. E questi fatti, vanno a  sommarsi a tanti altri avvenimenti scioccanti di figli che uccidono i genitori. Raccapriccianti storie di persone, che a volte ci viene il dubbio se sia giusto buttatele sui giornali o in trasmissioni televisive tanto per fare notizia. Cosa sta succedendo intorno a noi? Cosa è che spinge la mente umana ad arrivare a tanto? Chi c’è dietro a questi scenari, cosa si nidifica  tra le pieghe piu’ nascoste della mente umana, fino a portarla ad uccidere e spesso a non ricordare?.Depressione. Ecco la risposta della scienza, ecco la mano assassina, è proprio lei la responsabile di tutto, magari legata a una mente già fragile di nascita. Una malattia vera e propria, causata dagli stress. E qui, mi viene una domanda, che per certi versi puo’ essere assurda, ma  lecita, ma come è possibile che, in una società come la nostra dove abbiamo tutto, esista lo stress? Quantificarlo è impossibile, è un insieme  di fenomeni che ci sono intorno a noi. Lo stress; molte definizioni, ma nessuna da sola può identificarlo, è frutto del benessere, o forze del male uso che ne facciamo. Assurdità? forse!

Comunque ritengo che racchiudere il malessere nella depressione, sia vero solo per certi casi. Per quelli macabri e inconcepibili, ci deve essere altro, qualcosa che sfugge anche allo studio minuzioso e indagatore della scienza. “La madre a ucciso suo figlio “: …Era depressa. E il caso si chiude dietro a una montagna di carta, e sotto pene a volte ridotte, appellandosi al fatto che non era nel pieno delle sue facoltà mentali. Allora chi li aveva per lei?. Mi sembra un’ottica giusta nella sua partenza, ma da scandagliare piu’ in profondità. Ci sono stati tanti casi e altri ce ne saranno ancora, quindi, vuol dire, che non abbiamo risolto il problema, e anche studiare la depressione a tavolino, non ha portato fino ad ora a una cura vera e propria che limiti i danni della mente. No! a mio avviso ci deve essere qualcosa di piu’ grosso, di piu’profondo che entra indisturbato attraverso i canali piu’ deboli del nostro corpo, sfruttandoli come un ascensore per scendere nelle zone piu’oscure del cervello, nelle parti piu’ profonde, forse proprio in quelle non ancora scoperte dall’uomo, e si impossessa della mente e del corpo. Spesso quando vengono interrogati gli assassini, sembrano stupiti, a volte dichiarano di essere stati rapiti come da una forza strana e altre invece sono coscienti di avere fatto qualcosa di orribile ma che non si spiegano il perché, e rimangano in una fase tra lo stordimento e lo sciok, fissi a guardare il vuoto, con i loro corpi di nuovo lasciati a se stessi. Pensiamo per un attimo, ai casi delle bestie di Satana del Varesotto, o quelle giovani ragazze che uccisero a coltellate in una sera di giugno la povera suora a Chiavenna. I risultati sono sempre quelli, atrocità e assurdità. Facciamo un parallelo con i casi di questi giorni. Sempre giovani a compiere gli omicidi, risucchiati dalla follia di un istante, e dalla staticità della freddezza poi, nel ritornare alla realtà, se mai si possa parlare di un vero e proprio ritorno al mondo reale.

Spesso, siamo portati subito a guardare l’aspetto psicologico e psichiatrico, che senza dubbio avvolge gli assassini, ma che è un risultato a mio avviso di una possessività, avvenuta in tempi piu’ remoti, lontani dall’insorgere della malattia vera e propria. I fatti accaduti in queste giornate a Roma, Rimini e nel Varesotto di bambini uccisi massacrati, sono troppo folli, sono troppo disumani per racchiuderli in una malattia figlia del nostro tempo.Forse, la depressione lo stress, non sono altro che l’etichetta che è posta sulla porta dell’inferno di  Satana, perché è l’inferno che vediamo davanti ai nostri occhi, quando vediamo e sentiamo queste notizie stravolgenti bestiali, inumane, che possono solo appartenere all’inferno. Il maligno si manifesta sotto ogni forma, in quanto esperto camaleonte e avvoltoio di carne debole e menti giovani facilmente malleabili al suo tocco perfetto, e infernale. No bisogna aver paura, a dire che Satana è tornato a colpire di nuovo, solo per il fatto che queste madri e quel padre non  appartenevano a nessuna setta delle bestie del maligno. Non bisogna sminuire la potenza di questo male devastatore che colpisce proprio nei punti piu’ delicati dell’’uomo, cioè la mente.Questi fatti racchiudono, la terribile mano di una forza incontrollabile, che si mostra impadronendosi dei corpi e si  diverte ad uccidere solo per il gusto di andare contro i principi dell’amore, restituendo poi corpi svuotati di tutto, incapaci di intendere.Certo, gli assassini che compiono tali massacri, non hanno scusanti, devono essere curati per non fare piu’ male ne agli altri ne a loro stessi,  messi tra le mura di un carcere perché così è la legge. Sono sempre soggetti malati e a rischio, ma sono anche un risultato, di un entità nascosta e perfida.Potrà sembrare una cosa banale sostenere l’opinione del demone che muove le fila, ma non deve esser poi piu’ di tanto archiviata, proprio perché può essere un assurdità.Qui i fatti ci raccontano, storie di persone giovani che commettono dei crimini infernali, e rapportare tutto alla, pazzia allo stress, è un po’ riduttivo. Certo problemi reali come la depressione sono importati, ma bisogna scavare ancora di piu’ nelle coscienze umane. Risalire l’ardua salita dei silenzi piu’ oscuri o le mute grida di alcune persone, che si lasciano scivolare e ipnotizzare dal canto della sirena del male. Poi successivamente  e lentamente il canto diventa malattia ed essa sfocia in atti indegni per l’uomo. Ecco, solo allora Satana ha finito il suo compito ed pronto per un nuovo corpo. Cosa raccontare ai figli che dal loro mondo di piccole e innocenti certezze, sentono l’eco di queste notizie. Cosa passerà nella testa si un bambino quando avverte questi fatti? Forse nulla, o forse molto di piu’ dei grandi. Ci sono fatti disumani, che colpiscono l’opinione pubblica  e finiscono poi ammassati nella cronaca, fino a giacere sepolte nel tempo. Ci sono storie che recano in se misteri, troppo profondi, troppo radicati dove la umana trova dei limiti invalicabili.               

 

LEAVE A REPLY