Continuo SULLE TRACCE DELLA CRONOLOGIA DI GESU’ IL NAZZARENO

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Luca narra la storia dal punto di vista di Maria, madre di Gesù, presentando un modello di verginità sul quale si basa il credente. Matteo racconta la nascita di Gesù, partendo dal punto di vista di Giuseppe e questo sta a significare e ricordare che Gesù è il discendente di Davide promesso dai profeti. Le differenze tra le due narrazioni ( che di seguito approfondiremo) non devono portare a nessuna confusione, e se volete, potete lasciarvi il beneficio del dubbio, ma non bisogna dimenticare che le due narrazioni rispecchiano due diversi modi soggettivi di narrazione e anche due diverse esigenze catechistiche dei narratori. Basti pensare anche oggi, se facciamo vedere una partita di calcio a due persone e gli facciamo scrivere la cronaca, sicuramente ognuno mette i suoi particolari soggettivi. Le prime comunità cristiane a cui era rivolto il testo di Matteo per esempio erano ebrei ed ecco spiegata la genealogia e i riferimenti ai testi veterotestamentari. Mentre Luca era rivolto a un “ pubblico” detto dei Gentilini, ecco perché lui usa riferimenti attuali come il censimento decretato da Cesare Augusto:

Lc [2,1-7] “…In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero. Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.  Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,  per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta… Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Il vangelo dell’infanzia di Matteo inizia con la genealogia e la nascita verginale di Gesù e termina con la visita dei Magi dall’oriente per adorare a Betlemme di Giudea il re, il messia, dalla quale Giuseppe discendeva confermando la profezia di Michea [5,1]: Matteo[2,1] ” Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».…”

I re Magi erano degli studiosi dei cieli e non solo, gli possiamo considera gli astronomi di oggi. Essi erano molto attenti ai segni e alle profezie e come abbiamo visto, molte profezie annunciavano un nascita la quale sarebbe stata segnata con un evento nel cielo.

 

Molte persone tra cui anche scienziati, per molti anni non  credevano che ai tempi di Gesù, o anche prima, si avessero delle conoscenze nel campo dell’astronomia, si pensava che fino al medioevo nessuno avesse disegnato i cieli. A frantumare questo credo, furono i rotoli del mar morto, dai quali gli archeologi trovarono due oroscopi, con segni astrologici e astronomici, il che si dedusse che l’astronomia era conosciuta fin dai tempi di Gesù. Gli astrologi di allora servivano per prevedere la nascita e la morte dei re.

A questo scopo tracciavano il movimenti del pianeta più grande Giove e vedevano come si congiungeva con altri pianeti. Ora se uniamo le profezie con le carte del cielo era ovvio che in quell’epoca tutti erano in attesa di qualcosa di veramente grande.

I Magi arrivarono prima a Gerusalemme e riferirono a Erode, il re locale, che essi avevano visto una stella che annunciava la nascita di un Re. Ma i Magi non videro una stella cometa come narra la tradizione, ma una fenomeno astronomico vero e proprio capitato in quel periodo e che oggi con i moderni programmi e un comune computers, possibile rivedere e rintracciare la mappa del cielo del periodo di Gesù.

Un primo tentativo fu quello di identificare la “ stella” con la cometa di Halley, essa in verità passò nel 12 a.c, ma troppo presto per i calcoli dei  Tempi, anche perché va tenuto conto che il Cristo doveva essere nato per forza dopo la morte di Erode il grande, e tale decesso è storicamente provato con certezza intorno al 4 a.c. Quindi il bambino doveva essere comunque nato prima della morte del re tanto da permettere a costui di ordinare la famosa strage degli innocenti che secondo il vangelo di Matteo [3,16] <i>..”Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò moltissimo, e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai magi…</i>. Essendo rivolta a tutti i bambini da due anni in giù, la data potrebbe spostarsi di due anni indietro quindi nell’anno 6 a.c.

 

La stella cometa nasce da un quadro di Giotto che nel 1301 nella cappella degli Scrovegni accanto alla Natività inserisce sopra la capanna una cometa, e il motivo è semplice, proprio in quell’anno nel 1301 a Dicembre proprio pochi giorni prima della tradizionale natività apparve nel cielo la famosa cometa di Halley, fenomeno luminoso, ma che non ha nulla a che fare con la nascita di Gesù. Allora cosa videro i Magi nel cielo?

In tempi recenti si è capito che quello che videro i Magi e non solo, fu una grande luce dovuta alla congiunzione di due pianeti, Giove e Saturno che per diffrazione della luce ( 5 volte superiore della somma delle due sorgenti prese singolarmente) si tradusse in cielo come un forte bagliore assomigliante a un’unica stella, un fenomeno oggi bene studiato e che avviene ogni 854 anni. Basti prendere un comunissimo programma di astronomia che si trova gratuito in internet e inserire i dati del periodo di Gesù, e si ricostruisce perfettamente la mappa del cielo ai tempi del Nazzareno. L’astronomo statunitense Michal Molnar lo ha fatto e si è accorto che Giove in quel periodo si trovava nella costellazione dell’Ariete e Saturno nei Pesci dal Giugno del 6 a.c. al Gennaio del 5a.c dove Saturno è passato in Ariete ed  è  rimasto visibile fino alla metà di Febbraio del 4 a.c. La congiunzione dei pianeti è avvenuta proprio quando Saturno è entrato in Ariete, ed è lì che è avvenuto il fenomeno luminoso che è rimasto visibile nel cielo per lungo tempo anche di giorno, ed è naturale che un fenomeno del genere non poteva passare inosservato, se poi ci mettiamo le premonizioni, allora la cosa si fece davvero interessante per la gente dell’epoca e non solo per i magi.

Non dimentichiamo che Giove era la stella simbolo del Dio babilonese Marduk, e Saturno era la stella simbolo di Istraele. Questo significava molto per l’epoca, cioè la riunificazione religiosa di due grandi popolo in perenne guerra. L’importanza dei simboli, degli eventi non va mai trascurata, perché essi traducono la storia ne sono parte e si uniscono alle pagine scritte di chi ha visto e insieme se giustamente interpretati possono condurre alla verità.

Continuiamo a seguire i Magi che ci portano alla grotta del Cristo: i Magi come detto e citato dai vangeli, giunsero da oriente a Gerusalemme  e poi andarono a Betlemme si sbagliarono? No.

Il fatto è spiegabile scientificamente. I due pianeti sono disposti est-ovest si avvicinano si incontrano, sembrano fermarsi ( e per due notti sembrano fermi) ed è in questa fase che irradiano molta luce, poi si invertono la rotta verso sud- ovest  Giove entra in pesci a fine Gennaio del 6d.c. subito dopo il tramonto del sole.  I Magi videro indicare prima Gerusalemme a ovest, arrivati li in città videro la “stella” indicare il sud cioè Betlemme. Chi a voglia di usare un computer può ritrovare la mappa del cielo che era sopra e scoprite che il fenomeno appena descritto è avvenuto ogni 854 anni, nel 1702, nel 854 e nel anno 7 a.c intorno alla data del 13 Novembre.

 

 Ora, se non vogliamo sentirsi troppo legati a un data inconsueta, possiamo ritornare alle scritture di Luca e abbracciare un periodo dove sicuramente Gesù è nato. Luca dice che nel periodo della natività a Betlemme i pastori vegliavano i loro greggi durante la notte, ma i pastori ebrei partivano per la transumanza all’inizio della primavera per fare ritorno in autunno si può dedurre tenendoci larghi che il Cristo dovrebbe essere nato proprio inquieto periodo tra la fine di Marzo e la fine dell’autunno, ma se vogliamo avvicinarci con maggiore precisione bisogna rifarsi al moto dei pianeti.

 

Comunque sia è scientificamente provato che Gesù non è nato nel 1d.c e se prendiamo un programma astronomico non da nessun segno di fenomeni particolarmente interessanti o che avrebbero colpito l’occhio attento di astronomi dell’epoca.

 

Allora chi fù a indicare la nascita di Gesù al 1 secolo d.c.? E perché è stata attribuita al 25 Dicembre? Bè, alla prima domanda possiamo rispondere dicendo che fu un errore di calcolo sul calendario del tempo fatto dal monco Dionigi il Piccolo nel secolo VI e per la seconda domanda possiamo dire che fu per un discorso legato piu’ al profano  che al sacro, e cioè a una festa romana del Sol Invictus cioè una festa solare, generatrice di vita e Costantino dopo la conversione decise si cristianizzare tale festa e il 25 Dicembre divenne il simbolo della nascita del rigenerarsi sia in natura che in Cristo.