FINANZIARIA 2008/Tax Shelter: una vittoria per il Cinema Italiano

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“Evviva. La Legge Finanziaria 2008 introduce il sistema di detassazione degli utili investiti nella produzione cinematografica, definito tax shelter.

"…L’innovativa norma è stata fortemente promossa, in chiave “bi-partisan”, dall’ideatrice Onorevole Gabriella Carlucci (Responsabile Dipartimento Spettacolo Forza Italia) e fatta propria dal Senatore Willer Bordon (Unione Democratica). Il testo era stato proposto dall’Onorevole Gabriella Carlucci all’interno della sua legge a favore del cinema e dell’audiovisivo. L’emendamento, votato in precedenza il 9 novembre, aveva ottenuto un vasto consenso, a conferma della sensibilità dell’aula del Senato verso un tema così importante. Con l’approvazione della legge Finanziaria, il tax shelter è legge dello Stato.”.

                                                                                               On. Gabriella Carlucci                                                                                                 Sen. Willer Bordon    COS’E’ IL TAX SHELTER Nel settore cinematografico sono ormai decenni che si discute di introduzione del meccanismo del cosiddetto “Tax Shelter” . La logica connessa a questo strumento, per mezzo di misure di defiscalizzazione e di reinvestimento degli utili, ha dato un impulso straordinario a molti mercati cinematografici in molti paesi europei che hanno optato per l’introduzione di detto meccanismo. Del resto, autorevoli rappresentanti di numerose forze politiche nelle ultime legislature hanno ogni volta affermato, in ognuna delle loro dichiarazioni di intenti, che a tale logica sarebbe utile e opportuno rifarsi anche in virtù dell’esperienza positiva degli altri paesi membri dell’Unione Europea .
Con l’approvazione della Finanziaria 2008 il tax shelter è legge. Di tale meccanismo troveranno benefici in primis i produttori ed i distributori che hanno utili da reinvestire.  Ma anche gli esercenti, vedendo dilatarsi la stagione cinematografica e potendo in tal modo aprirsi alle fonti più disparate di sperimentazione commerciale. Se ne gioveranno altresì gli autori, sia quelli che realizzano film commerciali, per il sicuro aumento della produzione; sia quelli che realizzano film di impegno; poiché, come già in passato i momenti di congiuntura favorevole hanno dimostrato che un incremento dei capitali disponibili allarga gli orizzonti degli imprenditori fino a comprendere le opere di prestigio. Se ne gioveranno anche i registi esordienti, per le cui opere prime o seconde si ricorre prevalentemente al finanziamento statale, in quanto possono finalmente avere la garanzia che le loro fatiche avranno il riscontro di un pubblico pagante.
Ma, soprattutto, se ne gioveranno i rappresentanti delle categorie che sono, da sempre, gli assi portanti dell’industria cinematografica. E, da ultimo, ne trarrà benefico il pubblico nel suo complesso potendo godere di un’offerta di film più vasta, differenziata e distribuita nel tempo.Anche in questo ambito il nostro mercato cinematografico si accomunerà a quello degli altri Paesi europei e non, nei quali le nuove uscite si succedono nell’arco di tutto l’anno.

Vi sono stati in precedenza tentativi per l’introduzione del  del Tax Shelter e della detassazione degli utili reinvestiti, ma la tanto decantata introduzione non è poi avvenuta e sembra non sia mai decollata per mancanza di copertura economica. Forse lo Stato non era pronto ad accettare “coraggiosamente” una riduzione delle proprie entrate (che però avrebbero generato lavoro e dunque compensi per il mancato introito erariale).

I promotori di questa iniziativa ritengono che l’adozione di un meccanismo di agevolazione fiscale quale quello del Tax-Shelter porterà ossigeno e nuova linfa vitale alla società cinematografica in Italia. Il modello proposto, fornisce un potente strumento incentivante, concentrato esclusivamente sulle opere destinata alle sale, ad una cinematografia nazionale sempre più appiattita sul contributo pubblico.