Zacchera: “bravi i nostri militari in Kosovo”

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Zacchera: “bravi i nostri militari in Kosovo

Roma – A fine della scorsa settimana, l’Onorevole Marco Zacchera, Responsabile Esteri di Alleanza Nazionale, è stato in Kosovo “a salutare i nostri soldati che, in silenzio, anche da quelle parti lavorano duro per mantenere la pace”

Zacchera fa un radiografia della regione, che definisce, “disastrata” e “dove il 50% del reddito arriva dagli aiuti internazionali, dove pullulano le mercedes di dubbia provenienza e la malavita imperversa”. Tutto va avanti, prosegue il parlamentare, “tra uno sfrecciare di auto delle associazioni di aiuto visto che i soldi (pubblici) si sprecano: hanno bloccato per malversazioni anche il n.2 della missione ONU, facendolo tornare di volata in America, ma la corruzione è evidente e generale”. 
Il mondo (e soprattutto l’Europa) per mantenere un simulacro di pace “hanno deciso di pagare di fatto un costoso “pizzo” a due milioni di kossovari la gran parte disoccupati e nulla facenti, che campano in modo balordo o con le rimesse degli emigranti”. 
Un paese, afferma il parlamentare, “dove tra tre mesi verrà auto-proclamata una Repubblica che si staccherà da Belgrado in spregio del diritto internazionale, dove i serbi di conseguenza auto-proclameranno l’autoannessione alla Serbia di un paio di distretti, ma dove non c’è più nulla della idealità di una volta né personalità come il mio amico Ibrain Rugova, purtroppo morto l’anno scorso. La Serbia guarda a Putin, il Kossovo albanese agli USA ed all’Albania mentre è evidente lo sfacelo morale, materiale, politico. Un Kossovo dove ai lati delle strade in ogni angolo c’è un cimitero. Noi paghiamo e guardiamo dall’altra parte…e pensare che geograficamente siamo nel pieno dell’Europa!”.
Sulla questione del Kosovo occorre dire la verità, “oggi metà del reddito dell’area è dato dagli aiuti internazionali che anzicchè creare vero sviluppo suscitano strani appettiti: perfino il numero due della missione ONU, un americano, è stato inquisito per presunte tangenti e richiamato in patria”.

Plauso quindi, conclude il parlamentare “alla dedizione ed all’ottimo lavoro delle nostre forme armate presenti in Kosovo ma non facciamoci illusioni sul futuro”.

ITALI PRESS