Parte tredicesima Alcuni segni inconfondibili prima della seconda venuta di Cristo

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Parte tredicesima Alcuni segni inconfondibili prima della seconda venuta di Cristo I segni inconfondibili che contraddistinguono nel tempo la seconda venuta di Cristo sono i seguenti:1) La distruzione del tempio di Gerusalemme (C’è già stata nel 70 dopo Cristo da parte dei Romani); 2) L’ultimo giorno non verrà fin quando il Vangelo non sarà predicato a tutte le genti (cfr Marco 13,10). Oggi nonostante i mezzi di comunicazione, milioni di persone non sanno chi è Gesù Cristo e non hanno ascoltato la proclamazione della Buona Novella, si pensi ad esempio alla Cina; 3) Il ritorno del popolo ebraico nella sua terra e questo è un fenomeno in corso, ma che sostanzialmente si è già compiuto (Istituzione dello Stato di Israele nel 1948); 4)La venuta dell’anticristo (se si tratta di un modo di pensare ed agire è già in atto, per quanto riguarda invece il personaggio specifico….), 5) Segni nel cielo (Matteo 24, confr. Luca e altri sinottici).Gesù Cristo che attualmente ha un corpo glorioso, frutto della Resurrezione, "mantiene", spiega Pawson "le stesse sembianze di quando andava predicando e facendo miracoli nella sua terra, anche se porta le sfigurazioni della crocifissione con le ferite sul capo, sulla schiena, i fianchi, le mani e i piedi; ma non è più soggetto ai processi "naturali" dell’invecchiamento, del decadimento e della morte. Quando egli ritornerà non sarà invecchiato, ma ancora nel pieno vigore di trentatreenne, eccetto i suoi capelli che sono bianchi come la neve" (Quando Gesù ritorna, editrice Verso la Meta), questo, è un simbolo della sua partecipazione alla natura divina come è descritto nel capitolo 1, versetto 14 dell’Apocalisse e nel libro del profeta Daniele al capitolo 7, versetto 13. E’ lo stesso Gesù risorto in carne ed ossa, (Questa, al nocciolo è la fede dei cristiani, i quali credono in una persona morta e risorta, Gesù Cristo Figlio di Dio che ha espiato i peccati di ognuno di noi e che ci salva se lo accogliamo nella nostra vita come unico Signore Salvatore e Messia), anzi per citare la Parola di Dio il verbo e il vocabolo esatto è: "in persona" (Vangelo di Luca, capitolo 24), proprio per sottolineare la totale umanità, che non si tratta di una fantasma o di solo spirito, ma di una persona umana, concreta, lo stesso Gesù risorto, scrivevo, che ha mangiato con gli apostoli dopo aver cotto una colazione sulle rive della Galilea, invitando l’incredulo Tommaso a "controllare" le sue ferite. "Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate: un fantasma non ha la carne nè ossa come vedete che io ho" (Vangelo di Luca, capitolo 24, versetto 39).Gesù Cristo scenderà dal cielo nella gloria e comparirà molto presumibilmente proprio nel punto da dove è asceso, nella sua terra, fuori dalla città di Gerusalemme, nei pressi dell’orto degli Ulivi: "Il Signore radunerà tutte le genti…uscirà e combatterà contro quelle nazioni…in quel giorno i suoi piedi si poseranno sopra il monte degli Ulivi che sta di fronte a Gerusalemme verso oriente" (Libro del profeta Zaccaria, capitolo 14, versetti 3 e seguenti).Sarà l’avvenimento più straordinario della storia. Tutti gli obiettivi saranno rivolti a Lui. I cristiani avranno già i loro corpi trasformati:"Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. E’ necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura: la morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione" ? (Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, capitolo 15, versetti 51-55).E questo corpo trasformato, sarà simile al corpo glorioso di Cristo. Prestate attenzione a questo commovente passo di San Paolo, dalla Lettera ai Filippesi, capitolo 3, versetti 18 – 21:"…molti ve l’ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo: la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra. La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose".  Questo straordinario evento si verificherà nel momento in cui Gesù Cristo "rapirà" la Sua Chiesa, sull’onda di un vento umido che soffierà da occidente, cioè dal Mediterraneo, come è descritto nella Bibbia nel Primo libro dei Re al capitolo 17, versetto 1 e al capitolo 18, versetto 44. "Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo" (Atti degli Apostoli, capitolo 1, versetto 11).A chi però vuole sapere precisamente quando questo avvenimento avverrà, Gesù risponde:"Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra". (Atti 1, 7). I dintorni di Gerusalemme saranno comunque certamente i luoghi, dove il Figlio di Dio apparirà nella sua gloria, una glorificazione pubblica, come pubblico è stato ignominiosamente giustiziato per crimini mai commessi. Almeno tre miliardi di persone ( cristiani salvati, cioè tutti i riconciliati con il Padre) saranno con Lui. Sarà lo spettacolo più entusiasmante mai trasmesso dalle televisioni. Si andrà volando! Chi non ha mai preso l’aereo non sa cosa vuole dire. Ma a quel giorno e a quell’ora, non ci sarà bisogno delle cinture di sicurezza: "Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore." (Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi, capitolo 4, versetti 16 e 17). A quel punto tutti capiranno. Tutti sapranno. In un baleno a tutto il mondo sarà chiara, evidente, la Verità. Chi ha scritto il Nuovo Testamento si è ingegnati non poco a trovare il termine giusto nella lingua greca attribuendo a questo evento i termini: Parousia (essere accanto); Ephiphaneia (apparizione sulla scena); Apokalypsis (mostrarsi).I veri credenti in Cristo non rimarranno affatto sorpresi perché essi vivono in attesa del Signore Gesù. In tutte le epoche: "Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro…" (1 Tessalonicesi, 5, 4). Perché il Signore tornerà "come un ladro nella notte" (Matteo 24,43; 1 Tessalonicesi 5, 2; Apocalisse 16,15).Vi saranno dei segni inconfondibili che scandiranno le ultime fasi della storia, come vari disastri nel mondo (descritti nel capitolo 24 del Vangelo di Matteo, versetti 4-8); Persecuzioni nella Chiesa, per cui ci sarà una moltitudine di martiri come annunciato nel libro dell’Apocalisse (capitolo 6, versetto 9 – 11; capitolo 7, versetti 9-17; capitolo 11, versetto 7; capitolo 13, versetto 15; capitolo 20, versetto 4); abbandoni della fede, perché l’amore dei più si raffredderà; falsi profeti:  "Essi curano la ferita del mio popolo ma solo alla leggera, dicendo: Bene, bene! Ma bene non va" (Libro del profeta Geremia, capitolo 6, versetto 14 e capitolo 8, versetto 11).Gesù annuncia che subito dopo la tribolazione di quei giorni il cielo di oscurerà, sia di giorno che di notte, la luna e gli astri usciranno dalla loro orbita, fin quando il lampo della gloria di Cristo risorto non avvolgerà tutto il mondo e sarà ancora più visibile a tutti i popoli (da levate a ponete).  Il capitolo 24 del vangelo di Matteo, ben descrive il susseguirsi degli eventi escatologici (degli ultimi tempi, le fasi ultime della storia). "…Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre" (Vangelo di Matteo, capitolo 24, versetti 33-35). In sostanza Gesù invita a stare svegli. A rimanere sobri. A vegliare, a "stare in campana" tanto per capirci. E a questo proposito è estremamente significativa la parabola delle dieci vergini raccontata nel capitolo 25, versetti 1-13 che si conclude così: "Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora".La storia nel suo insieme, nonostante tutte le sue tragedie, ha per dono di Cristo risorto, un lieto fine: Dio farà un nuovo cielo e una nuova terra>.In "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia", della Conferenza Episcopale Italia (n. 29 del 2001), è scritto: "Noi viviamo tra il giorno della risurrezione di Cristo e quello della sua venuta. Egli è Colui che verrà alla fine dei tempi, per portare a compimento in tutto il creato la volontà del Padre. Per questo il Cristianesimo vive nell’attesa, nella costante tensione verso il compimento; e dove tale attesa viene meno c’è da chiedersi quanto la fede sia viva, la carità possibile, la speranza fondata".Ma ora, dov’è Gesù Cristo?"Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io" (Vangelo di Giovanni, capitolo 14, versetti 2-3). La realtà che vengono prese in considerazione trascendono, in questo momento, la nostra realtà, le nostre categorie di pensiero, i limiti del tempo e dello spazio. Gesù attualmente è in Paradiso. Gli studiosi spiegano che  il vocabolo ha alla base la parola dall’antico iranico "pairidaeza" che in ebraico è diventata "pardes". La versione greca della Bibbia tradotta dai "70 saggi" l’ha poi stabilizzata in "paràdeison" che originariamente significava "recitare con un muro o una siepe" e rimandava a un "giardino di piacere", custodito da un confine. La parola  "pardes" compare tre volte nell’Antico Testamento (Neemia, capitolo 2, versetto 8; Qoelet, capitolo 2, versetto 5; Cantico dei Cantici, capitolo 4, versetto 13. Per quanto riguarda il "paradiso terrestre" di cui si parla nei capitolo 2 e 3 della Genesi, viene usato il generico "gan", che i Settanta tradussero con la parola "paràdeison". Il Paradiso vero e proprio, viene collocata in cielo perché lo si immagina al di fuori, ma anche al di sopra del creato, delle stelle, dei pianeti, della volta celeste. Mentre l’inferno viene spontaneo collocarlo in basso, alla parte opposta del cielo, nelle tenebre, contrapposte alla sfolgorante luce celeste. Gli studiosi ricordano ad esempio cosa Gesù promette al "buon ladrone" crocifisso con lui: "Oggi sarai con me in paradiso" (Vangelo di Luca, capitolo 23, versetto 43). Il libro dell’Apocalisse ricorda come nel paradiso di Dio vi sia l’albero della vita (Ap. 2,7; 22,1; 2,14). La Bibbia ricorda che Enoch (Genesi 5,21-22) ed Elia (2Re 2,1) alcuni personaggi dell’Antico Testamento "ascendono"  in cielo "ove le anime dei giusti brillano come stelle in eterno (Libro di Daniele, capitolo 12, versetto 3).  Gesù per esprimere la salvezza che Egli introduce il concetto di "Regno dei cieli". Un luogo ove si gode della visione beatifica del volto di Dio, immersi nel Suo Amore in eterno e dove si gioisce della presenza di tanti fratelli santi, in attesa della resurrezione dei corpi. La Bibbia dice chiaramente ci sarà un evento preciso dal quale si capirà che l’anticristo inizierà il suo dominio sulla terra: la pace in Israele (solo in una fase iniziale). In questo tempo la moralità nel mondo sarà completamente degenerata, ci sarà un’economia globale, la possibilità di controllare chi compra e quando lo fa, ci sarà un governo pseudo-mondiale, una religione pseudo-globale, e la possibilità per l’Anticristo (naturalmente non si chiamerà così, avrà un nome e un cognome), di proporre la sua immagine in maniera interattiva e di codificare e schedare in modo sottocutaneo ogni uomo e donna del pianeta.La resurrezione dei corpi è il centro della fede cristiana. Il cristiano crede che Gesù cristo è il Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto, vivo. Egli è lo stesso ieri, oggi, sempre! ( cfr. Ebrei 13,8).<Io sono la Risurrezione e la Vita> (Giovanni 11,25). Sarà lo stesso Gesù a risuscitare nell’ultimo giorno coloro che avranno creduto in lui e che avranno mangiato il suo Corpo e bevuto il suo Sangue (cfr Giovanni 6, 54). Questo è il motivo fondamentale per cui la fede cristiano-cattolica è inconciliabile con altre fedi o credi o religioni. Al di là del dialogo. Non parliamo poi della New Age che "predica" la reincarnazione. Un cattolico non può avere nulla a che fare con "filosofie", pratiche, teorie che "contemplano" la reincarnazione.<Essere testimone di Cristo è essere "testimone della sua Risurrezione" (Atti degli Apostoli 1,22), aver "mangiato e bevuto con lui dopo la sua Risurrezione dai morti" (Atti  degli Apostoli 10,41). La speranza cristiana nella risurrezione è contrassegnata dagli incontri con Cristo risorto. Noi risusciteremo come lui, con lui, per mezzo di lui. Fin dagli inizi, la fede cristiana nella risurrezione ha incontrato incomprensioni ed opposizioni. Dice Sant’Agostino: "In nessun altro argomento la fede cristiana incontra tanta opposizione come a proposito della risurrezione della carne". Si accetta abbastanza facilmente che, dopo la morte, la vita della persona umana continui in modo spirituale. Ma come credere che questo corpo, la cui mortalità è tanto evidente, possa risorgere per la vita eterna?Che cosa significa "risuscitare"? Con la morte, separazione dell’anima e del corpo, il corpo dell’uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della Risurrezione di Gesù…ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso, in un "corpo spirituale" (1 Corinzi 15,44). Il "come" supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto: è accessibile solo nella fede. Ma la nostra partecipazione all’Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del nostro corpo per opera di Cristo. Quando? Definitivamente "nell’ultimo giorno" (Giovanni 6,39-40. 44.54; 11,24); "alla fine del mondo". Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla Parousia di Cristo>> (dal Catechismo della Chiesa Cattolica, paragrafi  995 – 1001).Il capitolo 4 dell’Apocalisse,  versetti 2- 9 descrive il trono di Dio: ""Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono. Attorno al trono, poi, c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio. Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono a intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d’occhi davanti e di dietro. Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l’aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l’aspetto d’uomo, il quarto vivente era simile a un’aquila mentre vola. I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno a dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: Santo, santo, santo, il Signore Dio, l’Onnipotente. Colui che era, che è e che viene"!Nel capitolo 21, versetti 10-22, e nel capitolo 22, versetti 1-2, il libro dell’Apocalisse descrive la Gerusalemme celeste dove dimora Dio e dove dimorerà per l’eternità con gli uomini redenti:"L’angelo mi trasportò in spirito su di un  monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello. Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e le sue mura. La città è a forma di quadrato, la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: misura dodici mila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono eguali. Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente. Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello…Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e da una parte e dell’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni".          

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