La provincia di Macerata aderisce al Protocollotra Regione e Province marchigiane per l’emigrazione

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Obiettivo: sostenere azioni in favore degli emigrati e nello stesso tempo promuovere i territori marchigiani presso le comunita’ dei corregionali sparse nel mondo  Maceratesi all’estero: una risorsa per la Provincia
Obiettivo: sostenere azioni in favore degli emigrati e nello stesso tempo promuovere i territori marchigiani presso le comunita’ dei corregionali sparse nel mondo

La Provincia di Macerata ha aderito al protocollo d’intesa tra Regione e Province marchigiane nel settore delle politiche per l’emigrazione. La finalità – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Alessandro Savi – è quella di avviare una collaborazione tra Regione, Province e Associazioni dei marchigiani all’estero per sostenere azioni in favore degli emigrati e nello stesso tempo per promuovere i territori marchigiani presso le comunità dei nostri corregionali sparse nel mondo.
Il protocollo d’intesa, che prossimamente sarà sottoscritto dal presidente Silenzi con il presidente Spacca ed i presidenti delle altre Province, si inquadra nell’ambito della legge regionale che, tutelando sotto il profilo economico, sociale e culturale i cittadini marchigiani trasferitisi all’estero, promuove iniziative a favore degli emigrati e delle loro famiglie volte a conservare l’identità della terra d’origine e rinsaldare i rapporti culturali con le Marche.
Il protocollo d’intesa prevede, tra l’altro, l’istituzione di un Osservatorio interprovinciale sui flussi migratori dei marchigiani all’estero, l’ideazione di progetti che vedano coinvolte le associazioni presenti nel Consiglio dei marchigiani all’estero.

La Provincia di Macerata si sente particolarmente coinvolta nell’iniziativa in quanto nel corso del ‘900 sono stati molti i maceratesi emigrati, soprattutto in Paesi del Sud America. Come ha avuto modo di documentare recentemente la giornalista Paola Cecchini nel suo libro “Terra promessa”, la provincia di Macerata è la più “argentina d’Italia”. Una cittadina Monte Buey, nella regione di Cordoba, ad esempio, deve la sua nascita ad una comunità italiana con folta presenza di emigrati originari di Treia.
La provincia di Macerata è anche quella più interessata alla triste esperienza dei desaparecidos, durante gli anni bui della dittatura militare, come è stato ricordato nel settembre scorso in un incontro pubblico a Camerino con Estela Carlotto, presidente dell’associazione delle “Nonne di Plaza de Mayo”. Tra gli argentini di origine maceratese fatti “scomparire” dal regime militare si ricordano Nadia Doria (nata a Civitanova Marche ed emigrata a Rosario); Norberto Morresi (la cui famiglia è originaria di Petriolo) ed Adelaide e Lorenzo Ismail Viñas, figli della scrittrice e ceramista Adelaide Gigli e nipote di Lorenzo Gigli di Recanati, il pittore dei due mondi.
Dal libro della Cecchini si hanno notizie anche di emigrati della nostra provincia che hanno acquisito fama e notorietà, come il giornalista Attilio Valentini di Porto Recanati (direttore de “La patria degli italiani”, il più importante giornale d’emigrazione); il giornalista Comunardo Braccialarghe di Macerata (che ha pubblicato con lo pseudonimo di Folco Testena oltre 50 libri, tra saggi e romanzi); il pittore montecassianese Giuseppe Cingolani (già restauratore degli affreschi della Cappella Sistina del Vaticano, e fondatore a Santa Fe dell’Ateneo di Arti e Scienze (1909); l’ex calciatore della Spal Oscar Alberto Massei e quello del Wolfsburg, Andrés D’Alessandro.

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