Morto anche il settimo operaio Thyssenkrupp di Torino.

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Giuseppe Demasi 26 anni era l’unico sopravvissuto alla strage del 6 dicembre.In segno di lutto cancellati i festeggiamenti per il capodanno a Torino.

Non c’è la tatta, Giuseppe Demasi, 26 anni, l’operaio di Torino della Thyssenkrupp è morto dopo una lunga agonia.Il ragazzo era l’unico rimasto in vita dopo la tragedia. Nell’incendio era morto sul colpo Antonio Schiavone, poi nelle settimane successive si sono verificate le altre morti. Demasi era stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma nei giorni scorsi le sue condizioni si erano aggravate.
Stasera, a Torino per decisione del sindaco, non ci saranno festeggiamenti per salutare il nuovo anno, sarà una notte di silenzio carico di rabbia e impotenza, saraà una notte come le altre, una notte che racchiude in se un dolore immenso per tutte le vittime di Torino, ma non solo.

Il silenzio, si estende anche a tutte le vittime del lavoro che in questo anno sono morte per colpa di qualcuno, per colpa di necligenze, di distrazioni, di superficialità e per la non curanza delle altre persone.

Proprio venerdì gli operaio dell’acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà per il loro compagno che stava lottando fra la vita e la morte e per ricordare le altre sei vittime: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò.

Per il nuovo anno si fanno promesse, buon auspici, basterebbe fare veramente e definitivamente qualcosa di concreto per risolvere il problema della sicurezza del lavoro. Sicurezza vuol dire rispettare le persone, garantire e proteggere la vita, la sicurezzaa è molto più importante dello stipendio, vuol dire non trattare le persone  come bestie, e gli operai vero importante motore della nostra società, hanno il diritto di essere tuttelati e bene.

La nostra costituzione italiana, come primo articolo mette

 Art. 1.L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

specifichiamo meglio, fondata sul lavoro sicuro, che i nostri politici nel 2008 faccino d’avvero qualcosa di serio e non siano solo portatori di parole inutili, che siano veramente uniti ( almeno in questo) a fare leggi, norme, controlli più severi, lo devono fare per quei ragazzi che sono morti, lo chiedono loro, lo chiedono  Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.

L’italoeuropeo, nel 2008 seguirà con molta attezione il tema sicurezza, in questo momento ci sentiamo di condividere il dolore delle famiglie in questo ultimo giorno dell’anno.

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