Farmacie – Orari, turni e ferie, un servizio in evoluzione

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In riferimento all’ articolo apparso sul numero 79 della rivista "Sanità Lazio",
ritengo opportuno intervenire e fare alcune considerazioni.Dr. Francesco Viti de Angelis

In riferimento all’ articolo apparso sul numero 79 della rivista "Sanità Lazio",
ritengo opportuno intervenire e fare alcune considerazioni.
Premesso che concetti fondamentali come la "Pianta Organica", che regola l’ omogenea
distribuzione delle Farmacie sul territorio e lo stretto legame che vincola
Farmacia-Farmaco-Farmacista, sono alla base di un corretto svolgimento del servizio
di distribuzione del Farmaco in Italia, negli ultimi anni sull’ onda dello
scellerato concetto che assimila il Farmaco ad un bene di consumo vari Ministri si
sono misurati con dei provvedimenti che nulla hanno a che fare con la tutela della
salute pubblica e con una corretta, moderna, professionale e capillare distribuzione
del Farmaco.
Detto questo i colleghi autorevoli che oggi prendono posizione, sono gli stessi che
da anni rappresentano la nostra categoria, titolari di farmacia e non, e che non si
sono accorti, o non si sono voluti accorgere delle nuove esigenze che lentamente
stavano maturando nella nostra professione lasciando l’ iniziativa a terzi estranei
alla professione i quali hanno operato in modo confusionario e frammentario.
Da dati facilmente rilevabili, risulta che da Roma in su abbiamo una Farmacia ogni
4000 abitanti circa, mentre da Roma in giù questo rapporto sale a 7500. Già questo
fa capire come negli anni passati una corretta revisione della pianta organica ed un
puntuale svolgimento dei concorsi per assegnare le nuove sedi farmaceutiche avrebbe
moderato il problema dell’ acceso alla titolarità e dell’ occupazione in farmacia ed
in aggiunta la riduzione del rapporto abitanti-farmacia avrebbe di molto migliorato
le cose, oggi è già tardi parlarne.
Un discorso a parte lo meriterebbe l’ AIFA – Agenzia Italiana per il Farmaco, ente a
cui sono demandate tutte le responsabilità dalla determinazione del prezzo, al
controllo della qualità, alla registrazione ed immissione in commercio dei farmaci,
il cui operare potrebbe e dovrebbe migliorare a tutela della credibilità dell’
intero sistema produttivo e distributivo del Farmaco.
Queste premesse fanno capire come per il mondo della Farmacia siano necessari
interventi strutturali organici e non frammentari, spinti da interessi diversi da
quello che dovrebbe essere l’ unico scopo e cioè la tutela della salute pubblica e
che atteggiamenti vetero-protezionistici, anche nell’ affrontare l’ argomento degli
orari, dei turni e delle ferie delle farmacie sono estremamente sbagliati.
Diverse sono le esigenze che quotidianamente deve affrontare un farmacista titolare
se la sua sede farmaceutica si trova vicino ad un grande ospedale, ad un
poliambulatorio, ad un mercato, in un centro turistico, in un centro storico di una
grande città d’ arte, in un quartiere periferico o dormitorio, in un piccolo centro
di provincia, su una via a grande scorrimento, in un centro commerciale, in una
stazione ferroviaria, ecc.., pertanto governare il problema orari, turni e ferie
dall’ alto è sbagliato. Secondo me andrebbe elaborato un sistema che salvaguardati i
turni festivi delle farmacie permettesse a ciascun titolare di adattare il proprio
orario di apertura e le ferie alle esigenze della propria farmacia, dotandosi quindi
di uno strumento idoneo per migliorare la gestione della sua azienda ed affrontare
adeguatamente le nuove sfide e le competenze professionali di cui in futuro sarà
investito. Non dimentichiamo la grande difficoltà di far convivere in farmacia
professione e commercio, salvo alcuni eccessi che tutti noi conosciamo bene, la
farmacia italiana questo lo ha sempre fatto con grande dignità e professionalità
meritando negli anni la stima e la fiducia dei cittadini.

UDC-Lazio Dip. "Politiche del Farmaco"