“Lucia racconta Fatima”

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Il libro autobiografico “Fuggita da satana” (ed. Piemme) è stato pubblicato nel 2007 ed è già alla 2a edizione.

"La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che pareva che si trovasse sotto terra. Immersi in questo fuoco, i demoni e le anime, come se fossero bracci trasparenti e negre o color bronzo, dalla forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportati dalle fiamme, che uscivano da loro stessi, insieme a nugoli di fumo e cadevano da tutte le parti, simili alle faville che cadono nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra gridi e gemiti di dolore e di disperazione che facevano raccapricciare e tremare di spavento. I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e negri".

Il libro autobiografico “Fuggita da satana” (ed. Piemme) è stato pubblicato nel 2007 ed è già alla 2a edizione. Michela (nome falso dell’autrice, adottato per porsi al riparo dalle vendette della setta satanica da cui è fuggita) ha raccontato una storia vera nei minimi particolari. Irretita da una “psicoterapeuta” che l’ha iniziata alle pratiche omosessuali è stata poi introdotta gradualmente, sempre da parte della psicoterapeuta, nella setta diabolica di incappucciati (della quale, secondo l’autrice, fanno parte anche medici, ginecologi ecc.). L’autrice descrive i particolari delle messe nere a cui ha partecipato, sotto effetto di stupefacenti, in compagnia di uomini e donne incappucciati. In occasioni di tali messe è stata dissacrata l’Eucarestia, sono state effettuate orge ed ogni genere di perversione. In alcune occasioni sono stati compiuti anche sacrifici umani ed azioni pedofile “La Dottoressa prese allora un serpente e glielo infilò di testa nella vagina. Pur essendo ottenebrata, la ragazza urlava e tentava di divincolarsi, ma non riusciva a vincere la forza delle corde con cui era legata, mentre un paio di adepti le trattenevano le braccia e le gambe. Quando il serpente la morse, dall’interno uscì un fiotto di sangue che si fece sempre più intenso. Il Sacerdote prese allora il coltello e cominciò a farle dei tagli sul corpo. Fu una scena talmente terribile che per un lungo periodo l’ho completamente rimossa dai miei ricordi. Seppi tra l’altro che in un’altra messa nera il sacrificio era stato completato in modo ancora più bestiale: il Sacerdote era arrivato al punto di piantare la lama del coltello nel petto della vergine offerta a Satana e altri avevano utilizzato diversi strumenti per squarciarle il torace e riuscire a strappare via il cuore, che fu posto nel calice, e l’utero. Durante questi folli riti eravamo tutti come impazziti, le urla bestiali si accavallavano….” (pag. 97) – “….Si trattava di un maschietto di sei-sette anni, vestito con una tunica bianca, senza cappuccio. Stava attaccato alle braccia del sacerdote, come se si fidasse di lui, e probabilmente era stato drogato. Le formule utilizzate non le avevo mai sentite in precedenza: veniva invocato soltanto Asmodeo, mentre nelle altre occasioni sentivo nominare anche Lucifero e Belzebù. La dottoressa mi stava di fianco e mi sussurrava: “Vedi com’è fortunato….lui può donare a satana la sua innocenza…..”. Mentre un altro adepto teneva fermo il bambino, il sacerdote lo stese sull’altare e cominciò a fargli sgocciolare addosso cera bollente. Anche altri confratelli gli posarono sul corpo piccoli carboni accesi. Il piccolo urlava e in tutti noi cresceva la rabbia verso di lui. Poi il Sacerdote lo sodomizzò e altrettanto fecero gli altri maschi della setta. A vedere gli abusi pazzeschi a cui veniva sottoposto questo povero bambino provai un blocco che mi rese totalmente incapace di fare una qualunque cosa contro di lui. Probabilmente mi era tornata in mente qualche violenza subita nella mia infanzia….Seppi dalla Dottoressa che dovevo formarmi adeguatamente perché in alcuni riti l’offerta di un bambino a satana avrebbe dovuto concludersi con il taglio dei testicoli, e la deposizione del cuore del bambino dentro il calice….” (pag. 118-119).
Da quest’inferno Michela passa all’amore di Cristo, grazie a Chiara Amirante (fondatrice di Nuovi Orizzonti) che Michela avrebbe dovuto uccidere su incarico della setta satanica.
Il libro è una validissima pubblica testimonianza dell’esistenza di satana, dei satanisti, delle messe nere, degli omicidi rituali ecc.. E’un’autobiografia rafforzativa di quanto scritto nelle autobiografie “L’eletta del dragone” di Clotilde Bersone http://www.chiesaviva.com/eletta.htm e “Trance formation of America http://www.genitoricattolici.org/trance.htm ; ma è soprattutto un’edificante testimonianza dell’amore di Gesù Cristo, che sa trarre dal letame delle perle, e dell’opera restauratrice dello Spirito Santo che trasforma degli zombi in testimoni di Dio grazie alla preghiera, ai sacramenti, agli esorcismi, ma soprattutto grazie al desiderio di conversione che può scaturire anche da chi è immerso nelle tenebre.
Si tratta certamente di un libro da leggere e da regalare, soprattutto a quanti negano l’esistenza di satana e dei satanisti (catechisti, preti e vescovi compresi).
Nel libro in oggetto non si fa però menzione del risultato di indagini tese ad assicurare alla giustizia coloro che (descritti nel volume) si sono macchiati di orribili delitti. Spero soltanto che, come spesso succede quando si tratta di satana e di riti esoterici, non sia finito tutto nel tritacarne delle archiviazioni o in qualche “porto delle nebbie”. Pensare, infatti, che prima della destinazione infernale (in mancanza di conversione) queste persone siano rimaste impunite o continuino ad agire indisturbate non solo non è edificante, ma è anche deleterio per l’intera società!
 
 
 
Dr. Arrigo Muscio