Una società a misura di bambino: tolleranza zero alla violenza

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Sostenendo l’idea di una strategia europea sui diritti dei minori, il Parlamento condanna tutte le forme di violenza contro i minori – dalle mutilazioni genitali a ogni tipo di sfruttamento sessuale

 Approvando con 630 voti favorevoli, 26 contrari e 62 astensioni la relazione di Roberta ANGELILLI (UEN,IT), il Parlamento Europeo sottolinea anzitutto che occorre promuovere l’affermazione positiva dei diritti dei minori "al fine di creare una societa’ a misura dei bambini". In tale contesto cita "il diritto alla propria identita’, il diritto di crescere in un ambiente che dia sicurezza e protezione e si prenda cura del minore, il diritto a una famiglia, il diritto di essere amato e giocare, il diritto alla salute, all’istruzione, all’inclusione sociale, alle pari opportunita’, allo sport e ad un ambiente pulito e protetto ed il diritto di ottenere informazioni su questi aspetti".

Si compiace quindi dell’iniziativa della Commissione e ritiene fondamentale inserire e rappresentare i diritti dei bambini in tutte le politiche dell’Unione che li riguardano (mainstreaming). Ricorda peraltro che i minori e i giovani, a prescindere dall’età «hanno il diritto di esprimere il proprio parere» e che questo diritto deve essere garantito al momento dell’elaborazione di una strategia dell’Unione europea per i diritti dei minori.
 
 
I deputati chiedono poi l’istituzione di una linea di bilancio specifica sui diritti dei minori, che permetta di finanziare il lavoro di attuazione della comunicazione nonché progetti riguardanti specificamente i bambini. Tra questi ultimi sono citati un sistema europeo di allerta rapido per il "rapimento dei minori" e un organo di coordinamento incaricato di ridurre il numero di casi di sottrazione di minori. Tale linea di bilancio dovrebbe inoltre prevedere sovvenzioni per le reti di ONG operanti in tale ambito.
 
 
Il Parlamento plaude all’iniziativa della Commissione di introdurre a livello dell’UE un numero telefonico di assistenza ai minori e sottolinea la necessità che tale numero sia gratuito e disponibile 24 ore al giorno. Gli Stati membri dovrebbero inoltre adottare misure atte a informare i minori della possibilità di utilizzare questo servizio. D’altra parte deplora che non tutti gli Stati membri abbiano istituito garanti per l’infanzia e invita l’UE a fornire sostegno finanziario alla rete europea dei garanti per l’infanzia (ENOC).
 
Nell’affermare che la violenza contro i minori «è ingiustificabile, qualunque forma essa assuma e in qualsiasi contesto sia essa perpetrata», i deputati chiedono una legislazione comunitaria che vieti qualsiasi forma di violenza, abusi sessuali, punizioni umilianti e pratiche tradizionali lesive. Riconoscono in particolare la necessità di dare priorità a politiche di prevenzione e di potenziare i servizi sociali, «con particolare riguardo ai servizi di mediazione familiare, di migliorare il sostegno offerto alle vittime di violenze, di assicurare i responsabili alla giustizia». Chiedono inoltre la promozione di campagne di sensibilizzazione, di informazione e di istruzione.
 
 
Più in particolare, gli Stati membri dovrebbero adottare norme specifiche in materia di mutilazioni genitali femminili, anche per perseguire legalmente chiunque le pratichi. Dovrebbero inoltre stimolare la sensibilità dei medici sulle usanze tradizionali lesive e introdurre l’obbligo per gli operatori sanitari di registrare tutti i casi di mutilazione genitale femminile, anche in caso di sospetto. Occorre poi intervenire contro i delitti d’onore, i matrimoni combinati o i matrimoni con minori nonché condannare le violazioni dei diritti umani delle ragazze immigrate, istigate dalle famiglie, e verificare quali leggi possono essere applicate per riconoscere la responsabilità dei familiari.
 
 
Il Parlamento chiede di garantire piena protezione e assistenza alle vittime della tratta e un’attiva lotta contro il traffico di minori, qualunque sia la forma di sfruttamento, tra cui il lavoro, il matrimonio forzato, l’adozione illegale e le attività illecite, lo sfruttamento sessuale e la prostituzione, ecc.. Più in particolare, sottolinea che è necessario sviluppare un quadro giuridico adeguato in materia di sfruttamento sessuale e di abusi contro i minori e rafforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia tra gli Stati membri, Europol, Eurojust e tutti gli organismi internazionali competenti. Lo sfruttamento sessuale dei minori, a suo parere, dovrebbe essere equiparato al reato di stupro a livello di sanzioni penali. Parimenti, l’acquisto di prestazioni sessuali da minori deve essere considerato un reato.
 
 
Gli Stati membri dovrebbero anche prevedere sanzioni nei confronti di chi pratica il turismo sessuale con il coinvolgimento di minori e studiare, con la Commissione, la possibilità di adottare una strategia UE concertata in questa materia. I cittadini dell’UE coinvolti, inoltre, dovrebbero essere giudicati in base a norme penali extraterritoriali uniformi per tutta l’UE, mentre a Europol deve essere conferito il mandato di effettuare inchieste volte a identificare gli autori di simili reati. E’ anche necessario promuovere codici di condotta presso l’industria alberghiera e turistica.
 
 
Il Parlamento osserva che, in Europa, «i minori sono già esposti in tenera età ai film d’orrore, alla pornografia e alla violenza mediatica con la possibilità di devastanti conseguenze psicosociali». Chiede pertanto agli Stati membri di potenziare i meccanismi di controllo sui contenuti della programmazione televisiva nelle fasce orarie con un maggior pubblico infantile, così come il controllo parentale mediante l’informazione adeguata ed omogenea dei programmi televisivi. Occorre poi vietare la pornografia infantile e la violenza sui bambini in tutti i servizi di media audiovisivi e creare un sistema di regolamentazione «adeguato, efficace e proporzionato» che miri a vietare la trasmissione d’immagini e contenuti nocivi. Va anche vietata la commercializzazione di videogiochi violenti «che possono essere dannosi per lo sviluppo psicofisico … in quanto istigano alla violenza e al sessismo»
 
 
In tale contesto, una delle priorità fondamentali deve essere quella di rafforzare le operazioni transfrontaliere contro i siti Internet di pornografia infantile e di migliorare la cooperazione tra autorità pubbliche ed enti privati affinché si impegnino a chiudere i siti web illegali. I deputati chiedono poi di applicare tecnologie di bloccaggio per impedire agli utenti Internet di accedere a siti illegali correlati ad abusi sessuali su minori. Sostenendo l’impegno della Commissione nel valutare la fattibilità tecnica dell’esclusione dal sistema di pagamento online dei siti che vendono materiale pedopornografico in rete, esortano anche altri attori economici – ad esempio le banche, i fornitori di servizi Internet e i gestori di motori di ricerca – a partecipare attivamente alla lotta alla pornografia infantile e ad altri tipi di sfruttamento sessuale dei minori a scopo commerciale.
 
 
Il Parlamento auspica inoltre che gli Stati membri prevedano un sistema di accesso alle informazioni sulle condanne in seguito ad abusi commessi su minori, affinché le persone condannate per abusi sessuali «siano da considerare per sempre in tutta l’UE assolutamente inidonee a lavorare con minori e possano pertanto essere escluse dall’accesso a determinate professioni che comportino il contatto con bambini». Occorre poi adottare misure per prevenire con la massima efficacia casi di recidiva e, in proposito, è auspicata la rapida interconnessione in una rete europea dei casellari giudiziari nazionali.
 
 
I deputatiricordano che all’interno dell’UE il 19% dei bambini vive sotto la soglia di povertà. Chiedono quindi agli Stati membri di fissare obiettivi ambiziosi per l’eradicazione della povertà infantile e di assistere e proteggere tutti i bambini dai rischi di malnutrizione, malattia e maltrattamenti, a prescindere dalla loro situazione sociale e/o giuridica e dei genitori. L’esistenza di migliaia di bambini di strada e di bambini costretti a mendicare, per i deputati, «costituisce un grave problema dal punto di vista dei diritti sociali e umani» e, pertanto, sollecitano sanzioni «contro i responsabili dell’umiliazione di bambini costretti a mendicare». I minori Rom e di altre minoranze nazionali, peraltro, devono beneficiare di misure mirate, soprattutto per porre fine alla discriminazione, alla segregazione, all’esclusione sociale e scolastica nonché allo sfruttamento di cui sono spesso vittime.
 
 
Un’attenzione particolare deve essere inoltre dedicata alla situazione dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei minori migranti che devono poter godere dei propri diritti a prescindere dallo status giuridico dei genitori. Un occhio di riguardo va anche ai minori non accompagnati in tutte le pratiche di immigrazione, legale e illegale, per sottrarli allo sfruttamento da parte della criminalità organizzata. I bambini, d’altra parte, dovrebbero essere rimpatriati «solo quando è garantita la loro sicurezza», ferma restando l’esigenza di ritrovare le loro famiglie.
 
 
Il Parlamento ricorda che il diritto all’istruzione e alla formazione è un diritto sociale fondamentale che va garantito a prescindere dall’origine sociale ed etnica del bambino e dalla sua situazione fisica o giuridica, o da quelle dei suoi genitori. Ritiene pertanto che impedire alle ragazze di beneficiare della scolarizzazione, di praticare sport, quale il nuoto, «non è giustificato da nessuna cultura o religione e non deve essere tollerato». Con 200 voti favorevoli, 367 contrari e 134 astensioni, l’Aula ha peraltro soppresso un paragrafo che, esprimendo preoccupazione per le molteplici violazioni dei diritti di cui sono vittime le ragazze di famiglie immigrate, raccomandava «con insistenza» agli Stati membri di introdurre il divieto di indossare il velo e l’hijab, «quantomeno nella scuola primaria». E ciò al fine di «consolidare maggiormente il diritto all’infanzia e garantire successivamente una libertà di scelta effettiva e non imposta».
 
 
I deputati rilevano che la futura strategia comunitaria dovrebbe riconoscere il ruolo importante della famiglia «quale istituto fondamentale della società per la sopravvivenza, la protezione e lo sviluppo dei minori». Sollecitano pertanto soluzioni efficaci atte a prevenire l’abbandono di minori e compensare l’accoglimento in istituto dei minori abbandonati od orfani. Occorre inoltre tenere pienamente conto dei diritti dell’infanzia in sede di conciliazione della vita professionale e familiare. Si deve poi riconoscere che un numero crescente di persone «vive oggigiorno nell’ambito di situazioni familiari alternative, che non corrispondono all’immagine della famiglia nucleare classica composta da madre, padre e loro figli biologici».
 
 
Il Parlamento esorta gli Stati membri a sopprimere tutte le limitazioni al diritto dei genitori di avere contatti con i figli determinate dalle differenze di nazionalità. E chiede che venga affrontato il problema della sottrazione internazionale dei minori, contesi spesso tra i genitori in seguito a separazioni o divorzi, «tenendo sempre nella massima considerazione l’interesse superiore del minore». D’altro canto, va valutata la possibilità di introdurre uno strumento comunitario in materia di adozioni che migliori la qualità dell’assistenza nei servizi di informazione, la preparazione per l’adozione internazionale, il trattamento delle procedure di richiesta di adozione internazionale e i servizi post-adozione.
 
 
La Commissione e gli Stati membri sono invitati ad accordare particolare attenzione a tutte le forme di discriminazione nei confronti dei minori, compresi coloro che soffrono di difficoltà di apprendimento (per esempio dislessia, discalcolia, disprassia) o di altre disabilità. I deputati chiedono poi che, tra le priorità della strategia, figuri l’approvazione di una serie coerente di misure volte a garantire ai bambini portatori di disabilità l’esercizio dei propri diritti, «al fine di evitare ogni forma di discriminazione e di favorire la loro integrazione scolastica, sociale e professionale, in ogni fase della loro vita».
 
 
Per quanto riguarda la salute, il Parlamento invita gli Stati membri e le loro autorità competenti a raddoppiare gli sforzi affinché i minori vivano in un ambiente fisico sano, «tenendo presente l’effetto sproporzionato dell’inquinamento e delle cattive condizioni di vita sui giovani». Esprime peraltro preoccupazione per l’aumento dell’obesità in Europa e chiede di regolamentare «la pubblicità aggressiva ed ingannevole» e di migliorare le disposizioni relative all’etichettatura nutrizionale degli alimenti. Occorre inoltre intensificare gli sforzi per contrastare gli effetti deleteri degli alcolici sulle donne e i minori e lottare contro il fenomeno della vendita e del consumo di droga e alcol negli istituti scolastici e nei loro dintorni, informando i minori dei pericoli di tale consumo.
 
 
I deputati, inoltre, rammentano il diritto alla salute sessuale e riproduttiva degli adolescenti, e insistono sull’osservanza della legislazione vigente a protezione dei diritti delle lavoratrici, nonché un accesso paritario ed universale per tutte le donne alle cure sanitarie pre e postnatali di qualità nel settore pubblico. Ricordando poi il diritto degli adolescenti a una formazione e a servizi in materia di salute riproduttiva e di pianificazione familiare, sottolineano l’importanza di promuovere politiche sulla salute sessuale e riproduttiva al fine di ridurre e possibilmente evitare le infezioni sessualmente trasmesse (compreso l’HIV/AIDS), le gravidanze indesiderate e gli aborti illegali e non sicuri per le giovani donne. Gli Stati membri sono anche invitati a fornire istruzione, informazione e consulenza in materia sessuale e a facilitare l’accesso ai vari contraccettivi.
 
 
In merito al lavoro minorile, il Parlamento sottolinea che è essenziale che i minori aventi un’età legale sufficiente per lavorare «siano rimunerati sulla base di pari salario per pari lavoro». Allo stesso tempo richiama l’attenzione sullo sfruttamento dei bambini e adolescenti «nel mondo della moda, della musica, del cinema e dello sport». Occorre inoltre assicurare che tutte le politiche, interne ed esterne, a livello sia degli Stati membri che dell’UE, tengano in considerazione l’eliminazione di tutte le forme di lavoro minorile. Vanno quindi introdotte in tutti gli accordi internazionali clausole, giuridicamente vincolanti, sul rispetto dei diritti dei minori, mentre gli aiuti allo sviluppo dovrebbero essere subordinati al rispetto della convenzione sul divieto del lavoro minorile. E’ anche proposta l’introduzione di una "etichettatura positiva" per i giocattoli importati non fabbricati da bambini e di un meccanismo che consenta alle vittime del lavoro minorile di chiedere riparazione nei confronti delle imprese europee.
 


 
Il Parlamento sottolinea che il fenomeno della delinquenza giovanile da parte di minori ai danni, per la maggior parte, di vittime minorenni, «costituisce in modo allarmante una tendenza in aumento in tutti gli Stati membri». Occorre quindi una risposta politica integrata, non soltanto a livello nazionale bensì anche comunitario. Va pertanto elaborato un programma quadro che raggruppi misure imperniate su tre linee direttrici: misure preventive, misure di integrazione sociale per i delinquenti minorenni nonché misure di intervento giudiziario ed extragiudiziario. In tale contesto, andrà elaborato un piano di prevenzione globale contro la criminalità giovanile, il fenomeno del bullismo nelle scuole e la specifica problematica delle bande giovanili, che coinvolga innanzitutto le famiglie, le scuole, i servizi sociali, i centri sportivi e di aggregazione giovanile e i giovani stessi. Sono poi incoraggiate misure a favore del reinserimento dei giovani delinquenti.
 
 
I deputati riconoscono il diritto di ogni bambino di essere registrato alla nascita, «come riconoscimento giuridico della sua esistenza e del suo diritto di acquisire una nazionalità e un’identità, indipendentemente dal sesso o dall’origine etnica, nonché dalla nazionalità o dalla condizione di rifugiato, immigrante o richiedente asilo dei suoi genitori». A loro parere, i certificati di nascita aiutano a proteggere i bambini, in quanto ostacolano la tratta di minori e il traffico di organi, pongono un freno all’adozione illegale e impediscono le dichiarazioni false relative all’età dei minori in vista di matrimoni precoci, il reclutamento militare dei minori, lo sfruttamento sessuale, il lavoro minorile e il trattamento giurisdizionale dei minori come se fossero adulti.
 
foto:ecplanet.com