Scontri in Kenya, Medici Senza Frontiere assiste i feriti a Nairobi

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Nairobi / Roma Durante gli ultimi due giorni, le equipe di Medici Senza Frontiere hanno curato 34 feriti nelle bidonville di Mathare e Kibera. Di questi, 8 erano feriti da colpi di arma da fuoco. Molti feriti sono stati riferiti agli ospedali.

È a Mathare che le equipe di Medici Senza Frontiere hanno ricevuto la maggior parte dei feriti negli ultimi giorni. Tra mercoledì 16 e venerdì 18 gennaio nel pomeriggio i due centri di salute nella bidonville hanno ricevuto 32 pazienti vittime delle violenze di strada.

A Kibera, dove Medici Senza Frontiere ha aumentato la sua presenza nelle sue cliniche per potere rispondere a un eventuale afflusso di feriti, venerdì 18 gennaio le equipe hanno curato due bambini colpiti da colpi di arma da fuoco. Uno dei due ha 13 anni, l’altro è ancora più giovane. Entrambi avevano ricevuto un proiettile nella gamba.

La maggior parte dei pazienti, tra cui due donne, hanno ricevuto ferite da coltelli e bastoni, e alcuni di loro sono stati feriti molto gravemente. Molti pazienti hanno dovuto essere trasferiti in ospedale.

Le strutture sanitarie di emergenza di Medici Senza Frontiere rimangono aperte nelle bidonville di Mathare e Kibera. A Mathare, Medici Senza Frontiere ha aperto due centri di salute alla Blue House (la clinica di MSF per la cura delle persone colpite dall’HIV e dalla TBC) e nelle strutture del National Council of Churches of Kenya, con quindici operatori sanitari (medici e infermieri) e 8 operatori di soccorso.

Tre ambulanze girano per le bidonville per soccorrere i feriti. Per i più gravi è stato messo in piedi un sistema di riferimento con un ospedale pubblico e uno privato. A Kibera, anche due centri di salute dove Medici Senza Frontiere normalmente offre cure di base e contro l’HIV/AIDS sono stati attrezzati per ricevere i feriti. Infine, è stato approntato un sistema di ambulanze per il trasporto dei feriti gravi all’ospedale di Masaba, dove sono attivi un chirurgo e un anestesista di Medici Senza Frontiere.

foto:blogspot.com