La Cina liberi subito Hu Jia e gli altri attivisti dei diritti umani

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Il Parlamento condanna l’arresto del dissidente cinese Hu Jia e ne chiede l’immediato rilascio, assieme agli altri oppositori. Nel sollecitare la Cina a non sfruttare i Giochi Olimpici come pretesto per limitare la libertà .

Per il Parlamento, la Cina deve inoltre chiudere le “prigioni nere” create per isolare le persone scomode in vista delle Olimpiadi.
 
Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione comune sostenuta da tutti i gruppi (eccetto PSE e IND/DEM) che condanna «con fermezza» la detenzione di Hu Jia, chiedendone l’immediato rilascio, insieme a tutti gli altri dissidenti arrestati e tenuti in prigione per reati d’opinione. Rivolge inoltre un «pressante appello» alle autorità cinesi affinché garantiscano in tutte le circostanze la sua integrità fisica e gli permettano di ricevere assistenza medica. I deputati chiedono poi al Consiglio dell’Unione europea di intraprendere iniziative nei confronti delle autorità cinesi per quanto riguarda l’arresto di Hu Jia e la scomparsa, il 22 settembre 2007, di Gao Zhisheng, noto avvocato per i diritti umani «che è divenuto un simbolo delle difficili condizioni delle varie migliaia di difensori dei diritti umani attualmente imprigionati in Cina».
 
Più in generale, il Parlamento chiede alla Cina di rispettare i propri impegni per i diritti umani e per lo Stato di diritto, «cessando di molestare i difensori dei diritti umani … al fine di dimostrare il suo impegno verso tali diritti nell’anno in cui ospita le Olimpiadi». A quest’ultimo proposito, sollecita pressantemente la Cina «a non usare i Giochi Olimpici come pretesto per arrestare, detenere e imprigionare illegalmente i dissidenti, i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani che diffondono notizie o manifestano contro gli abusi dei diritti umani». Anche perché il Parlamento ritiene che le preoccupazioni in materia di diritti dell’uomo «dovrebbero ottenere più attenzione alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino». Chiede quindi alla Cina di modificare il proprio diritto penale per facilitare la libertà di espressione dei giornalisti, scrittori, liberi professionisti e reporter che trasmetteranno al mondo le notizie riguardo un evento di tale rilievo come le Olimpiadi.
 
Il Parlamento, infine, sollecita le autorità cinesi a chiudere le cosiddette “prigioni nere”, ossia luoghi di detenzione creati per imprigionare i soggetti scomodi prima delle Olimpiadi di quest’anno.
 


Background – chi è Hu Jia
 
Nel corso degli ultimi anni Hu Jia e sua moglie Zeng Jinyan hanno richiamato l’attenzione sugli abusi dei diritti dell’uomo in Cina e, a causa delle loro campagne d’informazione, hanno passato numerosi periodi agli arresti domiciliari. Nel 2006 Zeng Jinyan figurava tra i cento “eroi” del mondo scelti dalla rivista Time e, nel 2007, insieme a Hu Jia, ha ricevuto il premio speciale per la Cina di Reporter senza frontiere e la nomina al premio Sacharov per la libertà di pensiero attribuito ogni anno dal Parlamento europeo.
 
Il 27 dicembre 2007 a Pechino, la polizia ha portato via l’attivista per i diritti umani Hu Jia dalla sua casa con l’accusa di incitamento alla sovversione e 57 intellettuali cinesi hanno prontamente pubblicato una lettera aperta chiedendo il suo immediato rilascio. Il 31 dicembre, il Presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert PÖTTERING, ha rivolto alle autorità cinesi un monito a causa della detenzione di Hu Jia e un appello affinché le prossime Olimpiadi siano usate dalla Cina come una possibilità di dimostrare il suo impegno per il rispetto degli standard per i diritti dell’uomo riconosciuti a livello internazionale, ivi compresa la libertà d’espressione.