Mastella lascia il governo. Prodi in bilico

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Mastella dopo il terremoto politico- giudiziario che ha investito la moglie  e dopo non aver trovato nessun accordo lascia il governo e manda a casa Prodi

Il governo è in crisi non è certo una novità, lo è sempre stato fin dall’inizio.

E’ probabile che si vada alle elezioni anticipate come vorrebbe Berlusconi, quello che è triste veramente, è che ancora una volta a rimetterci sono gli italiani, quello che non arrivano alla fine del mese, i precari,e quelli che hanno uno stipendio irrisorio.

Mastella ieri ha detto mi ritiro, basta, offeso per le accuse fatte a sua moglie forse troppo cercate e forzate. Mi dimetto a ripetuto a porta a porta ."..perche non c’è stato mai un vero accordo mai punti di intersa con questo governo nonostante io lo appogiassi.." e alla fine Mastella si è sentito solo, abbandonato, nessuna solidarietà  e lui a detto basta.

E ora su Mastella piovono parole come proiettili. «È chiaro che si era già accasato — mormorano attorno al Professore —: ha visto che molti dei suoi passavano con il centrodestra e, temendo che gli si svuotasse il partito, ha giocato d’anticipo». È il fantasma di Berlusconi, del mercato della politica, del «complottone» tanto volte evocato durante le battaglie sulla Finanziaria a prendere corpo in questa notte di pensieri cupi, atmosfera da ultima stazione, mentre i grandi capi dell’Unione entrano a testa bassa a Palazzo Chigi per un vertice che dovrà formalizzare la fine di un governo e l’inizio di una fase ancora tutta da costruire.

Se il governo cade, la colpa è di mastella? Tecnicamente si, ma la realtà è che questo goveno non a mai funzionato bene, lo disse anche tempo Bertinotti, lo a evidenziato la profonda crisi che impiccò Massimo Dalema sulla questione estera, la ferita mai risarcita del grave problema della nostra economia. Insomma un governo diviso al suo interno, unito solo quando si andava a ricercare la maggioranza alla camera, un governo che in Senato a sempre dovuto risicare i voti dei vecchi senatori cagionevoli di salute, un goveno nato sul voto risicato degli italiani, non poteva che entrare in profonda crisi.

Bisogna dare atto a Prodi di avere resistito fino ad ora, e come dice lui " se cado cado in piedi", ma bisogna pensare anche che un paese deve avere una sicurezza politica per andare avanti, deve risolvere i problemi non crearli.

Il goveno può cadere come può continuare, ma che senso ha che continui una maggioranza scarna e impoverita, una maggiornza che non andrebbe certo a risolvere i problemi del paese, mache rimance solo li per non darla vinta al nemico di sempre Silvio Berlusconi, allora meglio rimanere per ripicca o cadere e resettare il tutto ripartendo da zero?

Già se quale governo subentrerebbe? Uno  del centro destra, o un goveno tecnico? Il fatto è che qualsiasi goveno si verrà a formare non riuscirà a risolvere i veri problemi del nostro paese ormai sommerso da rifiuti,  soffocato dal caro vita e pressato dai fabbisogni giornalieri. Il paese italia viene ormai visto alla deriva da tutta europa, initile dire che comeci apostrofano i gironali di tutto il mondo, e questo non può essere tutta colpa dell’ex-ministro Mastella.