La Ue vara le norme per ridurre CO2

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Lo sforzo chiesto all’Italia nel piano di Bruxelles contro i gas serra prevede che l’Italia tagli il 13% di emissioni di C02 nei settori non inclusi nel sistema di scambio di emissioni (Ets) e aumenti del 17% i consumi energetici da fonti rinnovabili entro il 2020. 

 

BRUXELLES – Il collegio dei commissari della Commissione europea ha approvato il pacchetto di proposte legislative per la lotta al cambiamento climatico. Le proposte, articolate in cinque differenti normative, mirano a rendere operativi gli impegni presi a marzo dell’anno scorso dall’Unione europea per una riduzione delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2020, un aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili del 20% e un aumento della quota di utilizzo di biocarburanti nel settore trasporti del 10%.

 
José Manuel Barroso ha anzitutto sottolineato che la presentazione del pacchetto smentisce coloro che affermano che l’UE non tratta delle questioni che stanno a cuore ai cittadini. La lotta contro i cambiamenti climatici e la ricerca di fonti energetiche sicure, sostenibili e competitive, ha infatti sottolineato, riguarda «tutti gli europei, tutti i giorni».
 
L’obiettivo del pacchetto, ha spiegato, è di ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra ed essere pronti a raggiungere il 30% attraverso un accordo internazionale, nonché di raggiungere una quota del 20% dell’uso di energie rinnovabili. A tal fine, le proposte della Commissione prevedono un aggiornamento del sistema di scambio di emissioni (ETS) per portare a una riduzione delle emissioni da parte delle grandi industrie, la definizione di obiettivi nazionali vincolanti in settori non compresi dall’ETS, come i trasporti, l’edilizia, l’agricoltura e i rifiuti, un nuovo approccio per promuovere obiettivi vincolanti nazionali in materia di energie rinnovabili, nuove norme per stimolare la cattura e lo stoccaggi del carbonio e nuove disposizioni in materia di aiuti di Stato.
 
Nel ricordare che parte del mandato prevede un obiettivo del 10% per quanto riguarda il ricorso ai biocarburanti per far contribuire anche i trasporti al taglio delle emissioni, il Presidente della Commissione ha voluto chiarire che la proposta tiene anche conto della «necessità di garantire la sostenibilità ambientale». Sicché, la proposta «crea il più completo sistema sostenibile per la certificazione dei biocarburanti», che siano europei o importati, e intende promuovere «il rapido sviluppo dei biocarburanti di seconda generazione».
 
Anticipando le critiche di coloro che denunciano gli elevati costi economici insiti nella proposta, il Presidente ha sottolineato che tali costi «sono gestibili» e che rappresenterebbero meno dello 0,5% del Prodotto interno lordo nel 2020, ossia 3 euro a settimana per ogni cittadino europeo. Molto più onerosa, anche «più di dieci volte tanto», ha sottolineato, sarebbe «l’inazione». Alla luce dell’aumento del prezzo del petrolio e del gas, ha aggiunto, più che parlare di costi si dovrebbe parlare dei vantaggi per l’UE.
Per quanto riguarda le imprese europee, riconoscendo che il taglio delle emissioni può inficiare la loro competitività nei confronti dei concorrenti mondiali non vincolati a obblighi simili, il Presidente ha sottolineato la necessità di giungere ad un accordo internazionale. Per evitare delocalizzazioni industriali, ha aggiunto, occorre anche la certezza giuridica e, pertanto, imprese ad alta intensità energetica avrebbero diritti di emissione gratuiti.
 
La proposta, ha inoltre insistito, deve proteggere l’ambiente e l’economia europee, senza portare «all’esportazione dell’occupazione». Indirizzare l’Europa verso un’economia a basse emissione, può anche stimolare il progresso tecnologico che, a sua volta, è capace di creare nuova occupazione.
 
Il Presidente Barroso ha quindi concluso sostenendo la necessità che l’Europa affronti unita questa sfida per non «dipendere da regimi che non sono amici» e, pertanto, occorre «trasformare il consenso politico in azioni concrete».