QUANDO I RICCHI FANNO I BUONI

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È uno di quei nomi che subito ti fanno scattare una serie di reazioni spesso preconcetti che in qualche modo questi “unici” si addossano per statuto:Bill Gates, l’uomo più ricco del mondo.


Bill Gates, l’uomo più ricco del mondo per anni, il padrone di Microsoft, alcuni lo odiano, altri hanno usato litri di inchiostro, anzi ore di tastiera, per cercare di descrivere la sua parabola economica. Un genio unico sicuramente, creando una vera e propria patologia umanitaria: la dipendenza dal computer. Mentre gli economisti disquisiscono sulle sue finanze, dentro di me una domanda che mi ha sempre tormentato da quando ho incrociato una sua foto: ma quanti anni ha? È un giovane che sembra vecchio o un vecchio invidiosamente giovane? Ora, sempre grazie a lui, posso saperlo in un.. click Explorer, motore di ricerca e… William Henry Gates III, meglio conosciuto come Bill Gates, nasce il 28 ottobre del 1955 a Seattle da William Gates Jr, avvocato, e Mary, insegnante.
Il fatto straordinario di questi ultimi giorni è che il grande vate del pc va in pensione, si ritira, lascia la Microsoft, l’uomo che ha trasformato in meno di venticinque anni il mondo dell’informatica mondiale, quindi, il mondo diventa un filantropo. Dopo aver messo già a posto le questioni di famiglia, ovvero aver già stabilito cosa erediteranno Jennifer, Katarine e Rory John Gates, in modo da non condizionarli da una eredità troppo sostanziosa, ha già disposto il testamento che prevedrebbe per i figli solo diciassette milioni di dollari a testa, e il resto alla fondazione che porta il suo nome e che ora sarà la sua missione.

Non posso di sicuro disquisire sugli effetti devastanti o meno dei suoi affari, dell’effetto domino causato dal quasi monopolio dell’azienda di Windows, ma mi hanno sempre un po’ colpito le poche cose trapelate dalla vita privata. Una moglie conquistata tra gli uffici della sua azienda che invece dei salotti buoni o del thè pomeridiano, si occupa dei figli portandoli personalmente a scuola, va a fare la spesa come qualsiasi mamma-moglie, anche se il buget della sua carta di credito è un po’ diverso. Un ruolo di padre non lasciato alla miglior tata sul mercato, ma vissuto con un atteggiamento protettivo verso quei media che possono essere pericolosi per una crescita educativa dei piccoli, ancora da sviluppare e quindi da proteggere: il pc solo 45 minuti al giorno, 1 ora nei fine settimana.

Ora il papà pensionato senza alcun problemi di inps, si da’ alla solidarietà, annuncio fatto al suo ultimo discorso show sulle tecnologie del futuro, preannunziando che la gente interagirà molto più naturalmente con la tecnologia nel prossimo decennio attraverso la parola ed il tocco. Ma questo futuro è il suo passato, perché la nuova vita del convertito Bill vede una vera e propria missione per i bambini poveri.
Non è il gesto del magnate di turno o del vip in voga che elargisce la sua donazione ben sponsorizzata dai news o nemmeno l’annuncio dell’adottamento di un figlio via internet con foto a colori sulla rivista patinata che ha ottenuto l’esclusiva. Anche questa nuova versione dell’amato/odiato Gate lo vede coinvolto con tutta la sua filosofia manageriale. “come fare il massimo del bene al maggior numero di persone con le risorse di cui disponiamo?”
Il Bill pensiero è stato espresso a Harvard, una vera e propria lezione di solidarietà nel mondo globalizzato.
“ci sono nel mondo migliaia di bambini che muoiono perché le loro madri e i loro padri non avevano potere nel mercato e nessuna voce nel sistema. Ma voi e io li abbiamo. Noi possiamo far si che le forze di mercato operino più a favore dei poveri dando vita ad un capitalismo più creativo che si mette al servizio delle vittime delle peggiori ingiustizie”.
Parole e atteggiamenti che se messi in bocca a qualche politico rischierebbe anche il nobel per la pace.
L’uomo dalle sfida mai scontate e spesso vinte afferma nello stesso intervento.” Se riuscissimo a trovare strategie rispondenti ai bisogni dei poveri in modo da generare profitto per le imprese e voti per i politici, avremo trovato un modo sostenibile di ridurre le ingiustizie nel mondo. Uno sforzo consapevole per rispondere a questa sfida cambierà il mondo.” In altre parole la sfida è quella di passare dalle tragiche domande di fronte a certe assurdità del mondo, a qualche risposta concreta e possibile, certo fatta con i soldi, ma senza buttarli via.
E di soldi la Bill & Melinda Gates Foundation ne ha veramente tanti, qualcosa come 65 miliardi di euro, un patrimonio superiore al Prodotto interno lordo del 70% dei Paesi del Pianeta. E quando i soldi sono tanti le perplessità crescono. Da applausi e ovazione la campagna di 218 milioni di dollari in vaccini contro la poliomielite e il morbillo in varie parti del mondo, compreso il Delta del Niger; contemporaneamente però avrebbe investito più di 400 milioni di dollari in società, Royal Dutch Shell, Eni, Exxon Mobil, Chevron e Total in primis, che causano le malattie respiratorie proprio dei bambini del Delta del Niger, come si deduce da un’inchiesta piuttosto autorevole come quella condotta dal Times.
A dirla come Kennedy:”non chiederti cosa il paese deve fare per te, ma cosa tu puoi fare per il paese”… ma tirar fuori soldi non basta, fare grandi iniziative non basta, aiutare le persone disagiate non basta, anche fare solidarietà ha una sua etica, e non riconoscerlo può procurare danni collaterali enormi, come la povertà.