Elezioni immediate o no: l’opinione degli Italiani all’estero

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La vergogna per la propria patria d’origine e’ un sentimento diffuso fra gli Italiani all’estero Mentre in Italia continuano le consultazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con i vari partiti per capire quale sia la migliore soluzione per affrontare questa delicata crisi di Governo, molti in Italia si chiedono se sia opportuno o meno andare al voto immediatamente, oppure se è meglio creare prima un Governo di scopo che prepari una nuova legge elettorale e solo quando questa sarà pronta andare nuovamente alle urne. Le risposte a tali domande variano ovviamente in base a quelle che sono le proprie convinzioni politiche e personali ed è difficile riuscire a dire per quale soluzione propenda la maggioranza del Paese. Gli stessi schieramenti politici sembrano confusi su tale questione. In generale si può dire che i partiti fino ad ora all’opposizione, ovvero quelli di centro-destra, propendono per le elezioni immediate, mentre quelli di centro-sinistra sono favorevoli ad un Governo istituzionale o tecnico che modifichi la legge elettorale, ma le eccezioni sono parecchie. Vi è l’Udc di Casini che questa mattina ha affermato di essere disponibile ad un “governo di pacificazione tra gente responsabile di centrodestra e centrosinistra”, mentre i leader dei partiti suoi alleati, Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lega Nord, sono rimasti dell’opinione che bisogna correre alle urne. Anche l’ex maggioranza, come consuetudine, si dimostra divisa, con alcuni partiti dell’ala più radicale, Verdi e Comunisti Italiani, ma anche l’Italia dei Valori disponibili ad elezioni immediate, mentre i restanti partiti vorrebbero che si cambiasse prima la legge elettorale.

News ITALIA PRESS ha voluto vedere se i cittadini italiani residenti all’estero avevano un’opinione riguardo questo tema e pertanto ha intervistato tre fra giornalisti ed editori residenti in diverse parti del mondo. Nonostante quella dei residenti al di fuori dei confini nazionali non possa essere ritenuta una comunità politica omogenea è emerso nettamente la richiesta di modificare l’attuale legge elettorale prima di andare a nuove elezioni. Luisa Pace, giornalista di Focus Magazine, residente in Francia, ha affermato che “oltre ad essere una mia personale convinzione, la maggior parte degli Italiani presenti a Parigi è favorevole ad un governo ad interim”. Della stessa opinione Josè Paratore, editore e direttore della testata Italiani d’Argentina, il quale ha definito l’attuale legge elettorale “una trappola preparata dal governo precedente quello di Prodi, che ha reso impossibile governare. In questo modo è stata tradita la volontà degli stessi elettori perché non si è data la possibilità alla maggioranza democraticamente eletta di poter amministrare lo Stato per l’intera durata della legislatura come dovrebbe normalmente avvenire. Solo dopo tale periodo si può giudicare l’operato di una determinata classe politica, prima è impossibile”. Domenico Mancini, editore e direttore del Giornale Italiano, ha spiegato che “gli Italiani negli Stati Uniti si dividono in due classi, coloro che sono informati che propendono per un cambiamento dell’attuale legge elettorale, in particolare per il ritorno alla possibilità di scegliere il candidato a cui si dà il voto, e coloro che non sono informati che quindi non hanno alcuna convinzione”.

Quest’ultima dichiarazione di Mancini fa sorgere la questione riguardo l’interesse degli Italiani all’estero verso la politica della loro patria d’origine. Luisa Pace ha affermato che “si seguono molto le vicende italiane e vi è grande interesse, specie da quando si è data ai residenti all’estero la possibilità di votare. Si avverte un forte bisogno di partecipazione”. Bisogna sottolineare che la giornalista di Focus Magazine risiede però in Francia, paese comunitario e limitrofo all’Italia. Dello stesso avviso, però, è anche Paratore che ha sottolineato come “anche coloro che non sono giornalisti, comunque non hanno smesso di essere cittadini italiani. Ci sono diverse frange, ma l’interesse e la voglia di partecipare sono in generale prevalenti. Lo stesso diritto al voto è stata una nostra richiesta ed una nostra conquista e penso che perciò dovremmo essere tenuti in maggior conto dalla politica italiana visto che siamo una grande risorsa per il paese”. Mancini è stato invece più critico ed ha affermato che “c’è un certo problema di informazione. Nel 1996, quando sono arrivate le prime schede per posta molti non sapevano cosa fare e chiedevano ad altri di votare per loro. Dobbiamo cercare di educare queste persone, ma non è un compito facile. Gli stessi partiti qui arrivano in forma distorta visto che i rappresentanti locali non si sa con quali criteri vengano scelti”.

Un altro sentimento che è emerso durante l’intervista è la grande delusione per quanto sta avvenendo in Italia, per le scene di festa durante la caduta dell’esecutivo, per gli insulti fra senatori e per la conflittualità eccessiva del paese. Lo stesso sentimento lo si avverte nei residenti in Italia ed anzi sta sfociando in vera e propria antipolitica. Luisa Pace ha affermato a questo proposito che “il pericolo che la delusione possa prevalere è reale, specie se non si formerà un Governo ad interim per cambiare la legge elettorale. Con i limiti dimostrati da tale legge si rischia che la gente scoraggiata deserti le urne”.