Harakiri di un Paese [il Teorema della Mafiogenesi]

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Pasticci, contraddizioni, indecisione.

Dateci oggi il nostro part-time quotidiano, persino di governo. Se una volta il referendum era il terrore della maggioranza, con la crisi è diventato una bandiera, una delle tavole della legge. Cercasi salvagente. Bacchettiamoci tutti, allora, critici e positivisti, da Nord a Sud, per il lassismo con cui sopportiamo i miasmi di una classe dirigenziale sempre più pretenziosa e scansafatiche. Scorrendo i titoli di qualsiasi quotidiano si rimane stupiti dal rapporto cose che funzionano – cose che non vanno (per lesinare su quelle che non vengono fatte andare). Un mese di tempo, poi scatterà il deferimento alla Corte di Giustizia della Comunità Europea. Il nodo dei rifiuti si stringe sempre più, ma a Montecitorio pensano alla legge elettorale, perché la politica è il narcotico capace di addormentare le menti e sedare ogni rivolta, ideologica o di piazza che sia. L’Udc si chiama fuori da qualsiasi futura coabitazione con le forze di sinistra, Rifondazione Comunista vorrebbe le elezioni nel corso dell’estate, il Pd si batte & si sbatte per promuovere il governuccio. Per l’Economist il ritorno della destra sarebbe una pillola avvelenata, un suicidio di massa rituale e congegnato, peraltro quasi inevitabile, ma nel frattempo i guai spuntano come funghi fuori stagione. Il sottobosco è ideale, il substrato anche meglio: la ’ndrangheta ha più soldi della BCE, la spesa al dettaglio ha raggiunto cifre impensabili, e si ricorre al mutuo a tasso variabile per farvi fronte. Gli ecomostri seminati per il territorio vengono segnalati e puntualmente non sfruttati, recuperati o abbattuti; la Sanità si dibatte fra avvisi di garanzia, denunce e decessi per incompetenza.

La bioetica non faccia conflitto con la biomedicina, e ci dia un vademecum terapeutico per il male che ci affligge: le nostre istituzioni. “Stare in apnea a lungo”, afferma l’ex Guardasigilli Mastella, “porta il paese all’embolia”. Lo si dica alla gente di Acerra, che vive da anni coi bidoni di rifiuti tossici sepolti negli orti e nei campi dietro casa; agli agricoltori vessati da estorsori e latori di minacce d’ogni fatta. L’esistenza è un bene che sarebbe saggio difendere da qualsiasi mafiogenesi.