L’Europa e la democrazia

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Serbia, Cipro, Spagna, Malta, Montenegro e (da ieri lo sappiamo con certezza) anche Italia. La prima parte del 2008 sarà decisiva per la sorte politica di molti Paesi nell’area del Mediterraneo, siano essi membri dell’Unione europea o candidati a diventarlo nei prossimi anni.
 Il via al periodo elettorale l’ha dato la Serbia che, dopo aver concesso l’indipendenza all’ultima repubblica dell’ormai defunta Federazione jugoslava (il Montenegro nel 2006), adesso si confronta con un’altra questione territoriale di estrema rilevanza geopolitica, quella del Kosovo. L’esito delle presidenziali, che hanno confermato l’europeista Tadic a Presidente e arginato le tendenze nazionaliste, è stato giudicato positivamente sia dalla Commissione europea che dalle cancellerie dei 27.
La prospettiva politica per i serbi (in sostanza, riconoscimento dell’indipendenza al Kosovo in cambio di un’accelerazione verso l’adesione all’Ue) sembra avere adesso maggiore consistenza.
Gli eventi delle prossime settimane, e in particolare quelli proprio del Kosovo, saranno cruciali. La nostra newsletter approfondirà il tema nei prossimi numeri. Entro aprile andranno alle urne gli altri Paesi dell’area mediterranea citati.
Anche per il Montenegro, che sceglierà il Presidente, si avrà un’indicazione sul cammino del nuovo Paese balcanico verso l’Europa. Per gli altri, quelli già parte dell’Unione, le elezioni si inseriscono nel periodo di ratifica del nuovo Trattato di Lisbona, con la sola eccezione di Malta che ha ratificato, all’unanimità in Parlamento, settimana scorsa (insieme alla Slovenia, Ungheria e Romania).
L’augurio per tutti – Italia compresa – è che la prospettiva europea sia protagonista del dibattito elettorale, perché di risposte ai problemi, quelli geopolitici nei Balcani e quelli quotidiani dei cittadini – dai rifiuti all’economia all’ambiente – l’Europa ne ha.