IRAN. DUE SORELLE CONDANNATE ALLA LAPIDAZIONE PER ADULTERIO

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la Corte Suprema iraniana ha confermato le condanne alla lapidazione di due sorelle riconosciute colpevoli di adulterio, scrive il quotidiano Etemad.

Le condannate, identificate solo come Zohreh, 28 anni, e Azar, 27, potrebbero quindi essere giustiziate in qualsiasi momento.
Sono entrambe sposate e risiedono a Shahriar, un sobborgo vicino a Teheran.
Secondo il loro avvocato, Jabar Solati, le due donne sono state condannate senza prove, con una sentenza basata esclusivamente sulla ‘sapienza del giudice’, un principio stabilito dalla legge islamica, che da’ un ampio potere discrezionale all’autorita’ giudicante.
Zohreh e Azar, ha sottolineato l’avvocato Solati, erano state denunciate dal marito della prima, che, spinto dalla gelosia, aveva nascosto una telecamera nell’abitazione in cui viveva con la moglie per filmarla quando lui era assente.
Sarebbe emerso che le due sorelle ricevevano degli uomini, e per questo erano state condannate a 99 frustate per ‘relazioni illegali’.
Sei mesi dopo essere state sottoposte alla punizione corporale, sono state convocate davanti ad un altro tribunale, che le ha riconosciute colpevoli di adulterio.

 

BANGLADESH. DUE CONDANNE ALL’IMPICCAGIONE PER OMICIDIO
 

4 febbraio 2008: due giovani sono stati condannati a morte in Bangladesh per l’omicidio di un agente finanziario, avvenuto nel 2006 a Chittagong.
Originari della città di Agrabad, Akter Hossain Rubel, 32 anni, e Mofassel Hosain Raju, 30, sono stati riconosciuti colpevoli dal tribunale speciale presieduto dal giudice Shafiqul Karim dell’omicidio di Salimullah, che avrebbero sequestrato ad Agrabad, condotto nell’area di Double Mooring ed ucciso a coltellate, il 13 ottobre 2006.
Latitante dal giorno dell’omicidio, Raju è stato condannato in contumacia.

 

ARABIA SAUDITA. TRE DECAPITATI PER TRAFFICO DI DROGA
 

4 febbraio 2008: tre cittadini stranieri sono stati decapitati in Arabia Saudita per traffico di droga.
Si tratta dell’indiano Rashid Akbar Hussein Eddin e del pakistano Wassee-Allah Rafee-Allah Khan, condannati per traffico di eroina, e dell’iracheno Ahmed al-Khazali, condannato per traffico di hashish, rende noto il Ministero degli Esteri saudita.
I primi due sono stati messi a morte nel nord del paese, il terzo nella città santa di Mecca.
Le autorità saudite seguono una rigida interpretazione della legge islamica, che prevede la pena di morte per omicidio, traffico di droga, stupro, rapina a mano armata e omosessualità.

 

IRAN. NOVE MINORENNI ATTENDONO ESECUZIONE
 

4 febbraio 2008: nove minorenni detenuti nel carcere iraniano di Rajaishahr sono in attesa di essere giustiziati.
Condannati a morte per reati commessi da adolescenti, i nove saranno messi a morte quando raggiungeranno il diciottesimo anno di età.
Si tratta di Benjamin Rasouli, Behrooz Shojaii, Morteza Feizi, Massoud Kafishir, Saiid Gazi, Hossein Taranj, Mehdi Azimi, Hamed Pour Heydari e Mostafa Naghdsisono, tutti rinchiusi nel carcere situato a circa 100 km dalla capitale Teheran.
L’ultima impiccagione nota di un minore in Iran risale allo scorso 5 dicembre, quando Makwan
Moloudzadeh è stato messo a morte nel carcere di Kermanshah per aver avuto rapporti omosessuali con coetanei all’età di 13 anni.

 

 
 
Questa pubblicazione è stata realizzata nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Cooperazione italiana. Tuttavia le opinioni qui espresse sono imputabili soltanto a Nessuno tocchi Caino e non possono in alcun modo essere considerate rappresentative delle posizioni ufficiali della Cooperazione italiana.

 

 
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