Circostanze Della Società

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Riflettendo su quanto sta accadendo nel mondo, tanto nelle realtà più vicine quanto in quelle remote, che spesso non tangono la nostra sensibilità o la sfiorano appena, poiché non ci riguardano in prima persona, c’è molta carne da mettere al fuoco.

Le buone notizie sono sempre poche, e l’ottimismo spesso vacilla pericolosamente. Non si tratta soltanto di guerre, corruzione, morte, sfascio politico e degrado ambientale, bensì di un male “microsociologico”, col quale si viene a contatto a pelle, anche senza l’accento tragichenfatico con cui tg e media ci assillano. Il male è evidente in tutto; può sembrare di minore importanza rispetto agli orrori del mondo, ma è ugualmente capace di minare il buonumore e il sorriso, può offuscare perfino la più viva speranza. La leggerezza e l’indifferenza con cui si getta una carta a terra, il sospetto e l’irritazione negli occhi della signora sul treno, fissi sull’extracomunitario seduto accanto, lo sguardo infastidito da paura e pregiudizi, quelli che faticano a morire; e ancora sigarette che insozzano la tra speranza dell’aria, attimi di vita bruciati a ogni respiro in nome di uno vizio; il bottegaio che dopo aver incassato i tuoi soldi elargisce un sorriso fatto a stampo e ti liquida senza scontrino, magari con un arrivederci sbrigativo. Il suo non è che un falso commiato, mirato solo ad allontanare il cliente, poiché vederlo sparire in fretta aiuterà a portar via rapidamente anche la consapevolezza della propria disonestà. Bullismo e bestemmie, discriminazioni e quant’altro.

Assistere a fatti simili, piccoli ma innumerevoli frammenti di quotidianità, suscita turbamento, preoccupazione, dolore. Forse è bene fermarsi e chiedersi la direzione intrapresa, dinanzi alle verità storiche e alla realtà del presente. Anna Frank, giovane vittima immolata sull’altare della perversione nazista, nonostante la malvagità umana d’intorno, continuava a credere che “in fondo la gente fosse buona”. Un desiderio di vita immenso il suo, una fiducia sconfinata nei confronti dell’homo sapiens (ma non troppo), elargita a prescindere dal pressing della morte. Un corpo da fanciulla appena quattordicenne, ma dei sentimenti così profondi da sembrare incredibili, soprattutto per il contrasto incolmabile con la crudeltà. I suoi scritti sono fonte di lieta speranza quando si cerca un briciolo di sollievo, e agli occhi il mondo è già cambiato. La coppia che si bacia su una panchina, l’abbraccio con cui una donna di colore stringe a sé il suo bimbo sul metrò, quasi a proteggerlo da tutto il resto, la vecchietta che porta a passeggio il cane, che lo accarezza, si rivolge a lui con parole affettuose, quasi fosse un parente. E l’innocenza con cui i bambini domandano i loro mille perché, mossi da curiosità e ingenuo stupore, la passione dei naturalisti e dei volontari seminati a cavallo di ogni angolo del mondo, il prendersi cura di esso in ogni attimo disponibile. Senza secondi fini, missioni religiose o altro. Le religione è un capitolo a parte. Nel corso dei secoli le sue divergenze hanno allontanato progressivamente i credenti dal messaggio originale. E’ successo soprattutto alla Chiesa Cattolica, che oggi pare ripiegarsi su sé stessa e lesinare sul conservatorismo, piuttosto che aprirsi al cambiamento, alla crescita. Reagisce in questa maniera di fronte allo spauracchio della perdita di consenso, alla minacciosa emorragia di fedeli che si sta verificando. In ogni caso penso che la soluzione scelta sia quella più sbagliata: limitandosi a ribadire le proprie ottuse posizioni e la loro presunta indiscutibilità, non sarà possibile progredire. E neppure avvicinarsi al divino.

Non ha senso condannare e scomunicare preti che hanno “disobbedito” in nome dell’amore, anelando alla costruzione di una propria famiglia, diritto sacrosanto e irrinunciabile anche per un ministro di Dio. Nelle Sacre Scritture si parla della bellezza del mondo, creato come dono senza pegno; si parla di fratellanza, di esseri umani uguali e identici, degni dello stesso amore e meritevoli dei medesimi diritti, eppure il cattolicesimo resta religione ostinatamente misogina, che nega alle donne posizioni analoghe a quelle maschili, che rivolge le proprie orazioni a una divinità sempre connotata come “lui”, come “Padre”, privata della componente femminile che le è pari.