La storia di Martin Luther King in una America poco conosciuta

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Nonostante la Costituzione degli U.S.A. non ammetta le discriminazioni, fino agli anni sessanta del Novecento la popolazione nera americana non gode ancora di numerosi diritti per l’uguaglianza sociale e razziale

. In molte città degli Stati del Sud negozi, autobus, scuole e altri servizi sono vietati ai neri, isolati nei quartieri poveri.

Già dai primi anni del secolo scorso esistono movimenti per i diritti della popolazione nera, ma questi acquistano forza maggiore dopo la Seconda guerra mondiale, in seguito allo spostameto, in cerca di lavoro, di numerosi afro-americani in molte città del nord.

I movimenti per la conquista dei diritti civili, inizialmente, sono caratterizzati dal pacifismo e per lo più agiscono con strumenti quali la resistenza passiva o il boicottaggio dei negozi e dei servizi della popolazione bianca.

  

Tra gli uomini che si adoperano per il riconoscimento dei diritti dei neri spicca Martin Luther King (1929-1968), pastore afro-americano fin dal 1947, che subito nella sua breve vita diventa un attivista della National association for the advancement of colored people e propone il metodo della lotta non violenta per la promozione dei diritti umani e la parità tra cittadini bianchi e neri negli Stati Uniti.

Nel 1954 King è pastore a Montgomery, in Alabama, e porta avanti nella città il lavoro per l’integrazione razziale.

Se la storia scritta nei libri è anche la storia dei singoli e degli umili, succede che proprio un anno dopo, nel 1955, le vicende di Rosa Parks (1913-2005), che rifiuta di cedere il posto, in un autobus, ai passeggeri bianchi, s’intrecciano con quelle del leader di colore. Rosa Parks è una sarta e giovedì pomeriggio, 1 dicembre 1955, quando prende l’autobus è stanca e ha appena terminato di lavorare. Ha seguito le indicazioni “gente di colore”, nell’autobus, e si è seduta dietro i posti dei bianchi. L’autobus compie una fermata e si riempie di bianchi. Il conducente chiede ai neri di alzarsi per far posto agli ultimi arrivati e Rosa Parks, calma, rifiuta. Su richiesta del conducente due agenti salgono sull’autobus e arrestano Rosa Parks, che esce di prigione su cauzione. I membri della NAACP, l’associazione nazionale per i diritti dei neri, contattano Martin Luther King e propongono il boicotaggio degli autobus per lunedì 5 dicembre. Il boicotaggio degli autobus di Montgomery da parte della popolazione di colore ha successo, la gente risponde, e inizia una serie di manifestazioni pacifiche quali l’organizzazione di “marce della non violenza” contro la segregazione dei neri.

Intanto Martin Luther King, nel 1956, viene arrestato, ma prosegue la sua azione. Compie viaggi in varie parti del mondo e conosce numerose personalità politiche internazionali. Nel 1959 è ospite del governo indiano e studia i metodi pacifici di Gandhi. Nel 1960 si trasferisce ad Atlanta e nel 1963, già presidente della principale organizzazione delle chiese nere del sud, pianifica una marcia che porta a Washington 250 000 persone.

Nel 1964, tra visioni e critiche contrastanti negli stessi Stati Uniti, riceve il premio Nobel per la pace.

Contemporaneamente nel 1960 viene eletto come presidente degli U.S.A. John Fitzgerald Kennedy (1917-1963). Democratico aperto alle riforme, con il progetto della “Nuova frontiera”, Kennedy prevede un piano di aiuti per i cittadini più poveri e una riforma sociale per garantire l’integrazione dei neri. Nel 1963 Kennedy presenta al Congresso una legge per garantire il diritto di voto ai neri e la parità coi cittadini bianchi, ma proprio il 22 novembre del 1963, a Dallas, durante un viaggio di propaganda per i diritti civili, viene assassinato.

Nel 1965 è il successore di Kennedy, il presidente Johnson (1908-1973) a far approvare un’altra legge che annulla le discriminazioni razziali. Molti afro-americani possono accedere a professioni prima vietate e anche le scuole e le università sono finalmente aperte a tutti.  

Grazie ai movimenti pacifici per la conquista dei diritti civili si possono annoverare numerosi provvedimenti in favore della popolazione nera, quali: la dichiarazione d’incostituzionalità della segregazione scolastica (1954), quella elettorale (1957), dei trasporti (1961), dell’impiego (1961) e la promulgazione della legge organica sui diritti civili (1964), con l’equiparazione giuridica dei neri ai bianchi. 

Nel 1966 il pastore King è ferito da un estremista bianco durante una delle famose “marce” e nel1968, mentre sta organizzando una manifestazione per introdurre nuove leggi contro la povertà, viene ucciso da un “razzista bianco”.

Proprio in seguito alla sua morte si scatenano sollevazioni degli afro-americani, non più mediati dal moderato pastore nero, in parecche città statunitensi e il Congresso approva alcune leggi integrazioniste, tra cui quella sugli alloggi. In realtà, però, le nuove leggi antirazziali avvantaggiano la popolazione nera appartenente alla media o alta borghesia.

I neri delle classi sociali più basse continuano ad essere sfavoriti, gli stralci del divario socio-razziale si trascinano e nella primavera del 1992 scoppia una rivolta urbana a Los Angeles. 

 

In un famoso discorso Martin Luther King dichiarò di avere un sogno “I have a dream…”, quello di una società senza più discriminazioni razziali, senza più odio, non più segnata dalla sopprafazione del ricco sul povero. Forse nella prima decade del Duemila gli Stati Uniti d’America, gli stessi che agli inizi del Novecento avevano una forte mescolanza di razze, ma per lo più con una popolazione proveniente dal continente europeo, sulla strada dell’uguaglianza razziale vedranno l’elezione del primo Presidente nero, ma probabilmente bisognerà ancora attendere i progressi in un’altra strada, quella dell’uguaglianza sociale!