Lotta alle frodi: più controlli e recuperare l’indebito

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Strasburgo Nel 2006 sono aumentate irregolarità e frodi al bilancio UE: contrabbando e contraffazioni e, soprattutto, fondi strutturali, sono le principali voci. Scendono, invece, le frodi agricole. L’Italia non è la sola protagonista.

Notando il ruolo svolto dalla criminalità organizzata, il Parlamento chiede di rafforzare la vigilanza, aumentare gli sforzi per recuperare le somme pagate indebitamente. Occorre anche rivedere il funzionamento dell’OLAF e tutelare i diritti degli indagati.

Approvando la relazione di Francesco MUSOTTO (PPE/DE, IT), il Parlamento si compiace del fatto che le relazioni sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità «siano divenute più analitiche», ma osserva che le statistiche si basano su strutture nazionali molto eterogenee con sistemi amministrativi, giuridici, di controllo e d’ispezione diversi. Chiede quindi alla Commissione di inserire nella relazione annuale 2008 un’analisi delle strutture degli Stati membri che si occupano della lotta alle irregolarità, «affinché il Parlamento possa avere un’idea più chiara dell’applicazione del quadro normativo della lotta antifrode».

Nei settori delle risorse proprie, delle spese agricole e delle azioni strutturali degli Stati membri, le irregolarità notificate hanno riguardato, nel 2006, un importo complessivo di circa 1.143 milioni di euro (contro 1.024 milioni nel 2005, 982,3 milioni nel 2004, 922 milioni nel 2003 e 1.150 milioni di euro nel 2002). Per il 2006, l’importo è così ripartito: 353 milioni di euro per le risorse proprie, 87 milioni di euro a titolo del Fondo europeo di orientamento e di garanzia agricola (FEAOG) e 703 milioni di euro nell’ambito delle azioni strutturali. D’altra parte, i deputati sottolineano che il numero elevato di irregolarità comunicate alla Commissione «non significa necessariamente un elevato livello di frode, ma può essere anche il risultato dell’efficacia dei dispositivi di controllo in atto e di una stretta cooperazione fra lo Stato membro in questione e la Commissione».

Stop al contrabbando di sigarette, televisioni e prodotti contraffatti

Per quanto concerne le risorse proprie, il Parlamento rileva che l’importo viziato da irregolarità è aumentato (+7%) da 328 milioni di euro nel 2005 a 353 milioni di euro nel 2006 e, in tale ambito, i prodotti più colpiti dalle irregolarità sono stati i televisori (69 milioni nel 2005 e 62,3 nel 2006) e le sigarette (30,9 milioni nel 2005 e 27,6 milioni nel 2006). Nota inoltre che il numero di casi verificatisi in Italia (+122%) e nei Paesi Bassi (+81%) «è sensibilmente aumentato» e che, nel 2006, sono stati recuperati 113,4 milioni di euro (32%).


Il Parlamento chiede pertanto alla Commissione di indicare, per quanto concerne il settore delle risorse proprie, quali ulteriori azioni intende intraprendere per porre fine all’importazione fraudolenta di televisori, sigarette e, più in generale, di prodotti contraffatti. A tale proposito, nel rilevare con soddisfazione che l’OLAF ha potuto stabilire un’antenna in Cina, incoraggia la Commissione ad intensificare la lotta alla contraffazione.

Fondi agricoli: migliorare il recupero delle somme indebite e la vigilanza

In merito alle spese agricole, l’importo viziato da irregolarità è diminuito da 105 milioni di euro nel 2005 a 87 milioni di euro nel 2006. Spagna, Francia e Italia «sono responsabili del 57,2% delle irregolarità» e i settori più colpiti sono quelli dello sviluppo rurale, il settore bovino e quello ortofrutticolo. Il Parlamento, nell’accogliere con favore l’adozione del regolamento volto a permettere un più efficace recupero dei pagamenti irregolari, si compiace anche del buon funzionamento del sistema integrato di gestione e controllo (SIGC), che ha consentito di individuare una parte considerevole delle irregolarità accertate.

D’altra parte, notando con preoccupazione che il livello di recupero delle somme pagate ingiustamente resta basso e varia da uno Stato membro all’altro, i deputati chiedono alla Commissione di incrementare i propri sforzi per migliorare il livello di recupero delle somme indebitamente corrisposte. A loro parere, peraltro, gli Stati membri dovrebbero esercitare una maggiore vigilanza per evitare le irregolarità e recuperare i fondi, mentre occorre prevedere «un aumento considerevole delle penali» per gli Stati membri che permangono inadempienti in materia di recupero degli importi indebitamente versati.

Ritengono poi che la procedura sulla sospensione dei pagamenti vada applicata anche ai finanziamenti della Politica agricola comune (PAC) e chiedono alla Commissione di valutare l’efficienza e la trasparenza dei sistemi di controllo relativi ai pagamenti agli agricoltori. Anche perché, secondo loro, «il comportamento degli Stati membri denota una scarsa vigilanza».

Per il Parlamento, d’altro canto, è «assolutamente inaccettabile» che la Germania e la Spagna non trasmettano da anni alla Commissione le informazioni relative alle irregolarità nel settore delle spese agricole, anche perchè questi due paesi sono responsabili del 38% (33,2 milioni di euro) delle irregolarità. Sollecita quindi la Commissione ad avviare procedure d’infrazione nei loro confronti e a trattenere il 10% dei pagamenti agricoli in attesa della conclusione della procedura. Chiede poi alla Commissione di dimostrarsi «intransigente» «se la Grecia non rispetterà il piano d’azione per l’introduzione del sistema integrato di gestione e di controllo».

Azioni strutturali: semplificazione e lotta alla criminalità

Il Parlamento osserva che l’importo viziato da irregolarità a livello delle azioni strutturali è aumentato del 17% (da 601 milioni di euro nel 2005 a 703 milioni) e che le irregolarità riguardano principalmente (75%) il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE). Germania, Spagna, Italia, Portogallo e Regno Unito sono responsabili di circa l’85% dell’importo viziato (438,1 milioni di euro). I deputati esprimono poi rammarico per il fatto che dei 95 progetti finanziati con i fondi strutturali, sottoposti a revisione, 60 presentavano errori materiali nella spesa dichiarata del progetto.

Notano inoltre che, per il 2006, rimangono da recuperare 266,5 milioni di euro, mentre per gli anni precedenti devono essere recuperati ancora 762 milioni di euro. D’altra parte, ritengono che regole troppo complicate e sistemi di controllo e di sorveglianza inefficaci «contribuiscono alle irregolarità constatate» e osservano che i pagamenti sono arrivati spesso in ritardo ai beneficiari.

Nell’auspicare un maggiore coinvolgimento delle autorità regionali e locali nella programmazione ed esecuzione dei fondi, i deputati ritengono che la Commissione dovrebbe prestare particolare attenzione alle reti criminali specializzate nella sottrazione di fondi dell’UE. In proposito, chiedono alla Commissione di fornire un’analisi dettagliata dei sistemi utilizzati dalla criminalità «organizzata in maniera mafiosa o meno» per violare gli interessi finanziari delle Comunità. Allo stesso tempo invitano gli Stati membri a garantire la qualità dei loro sistemi di controllo e di vigilanza adottando una dichiarazione nazionale di gestione concernente tutti gli stanziamenti comunitari a gestione condivisa.

Il Parlamento auspica l’avvio di procedure di infrazione verso quegli Stati membri che non assistono i servizi della Commissione nell’esecuzione dei controlli sul posto e chiede di valutare la possibilità di rendere gli Stati membri garanti nei confronti delle Comunità per l’utilizzazione dei fondi europei da parte dei destinatari. In proposito, ricorda che nell’ambito delle azioni strutturali rimangono da recuperare più di 1.000 milioni di euro per il 2006 e gli anni precedenti e sottolinea la responsabilità diretta degli Stati membri nel recupero di finanziamenti il cui pagamento è viziato da irregolarità. Ribadisce inoltre l’invito alla Commissione a sospendere i pagamenti in acconto agli Stati membri in casi di serie irregolarità.

Chiedendo con insistenza l’introduzione dell’obbligo vincolante per gli Stati membri di pubblicare informazioni sui progetti e sui beneficiari dei finanziamenti erogati a titolo di tutti i fondi comunitari a gestione condivisa, la relazione sollecita gli Stati membri a comunicare annualmente alla Commissione la perdita finanziaria corrispondente agli importi definitivamente perduti. Dovrebbero inoltre informare la Commissione e l’OLAF in merito alle sentenze pronunciate dai tribunali sull’utilizzazione fraudolenta dei fondi strutturali.

Rivedere il funzionamento dell’OLAF e tutelare i diritti degli indagati

I deputati, nel ricordare di aver già caldeggiato l’ipotesi di raggruppare in un unico regolamento le competenze dell’Ufficio antifrode europeo, chiedono all’OLAF di presentare senza indugio un’analisi sull’interoperabilità delle diverse basi giuridiche che gli conferiscono poteri di indagini. Ritengono poi che la modifica del regolamento sul suo funzionamento debba essere oggetto di una valutazione da parte del Parlamento.

Ricordando il caso “Tillack vs Belgio”, il Parlamento sottolinea che la perquisizione nei locali dei giornalisti è stata giudicata come violazione dei diritti dell’uomo dalla Corte europea e, in tale contesto, chiede l’adozione di tutte le misure opportune «per tutelare i diritti delle persone indagate».