Elezioni all’estero: centrodestra e centrosinistra a confronto – di Ricky Filosa

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Si avvicina ogni giorno che passa il momento in cui gli italiani, quelli d’Italia e quelli residenti all’estero, dovranno esprimere il loro voto All’estero, al contrario che in Italia, gli italiani avranno anche la possibilità di scegliere la persona alla quale vogliono affidare l’incarico di rappresentarli a Roma.

A chi dara quindi la preferenza? A questa domanda non possiamo e non vogliamo rispondere ora: ogni cosa a suo tempo. Eppure, di candidature all’estero si parla e come: sui giornali dedicati, sulle agenzie online che si occupano di italiani nel mondo, la questione delle candidature è sempre presente. Articoli firmati da presidenti di Comites e di associazioni, comunicati delle segreterie politiche che ci fanno conoscere il loro pensiero…

Ma nel centrodestra e nel centrosinistra – oggi diremmo forse nel Pdl e nel Pd – la gestione della campagna elettorale, soprattutto per quanto riguarda i connazionali nel mondo, viene portata avanti allo stesso modo? E i deputati e i senatori eletti oltre confine, dell’una e dell’altra parte, come vengono trattati?

“Il PD si sta attrezzando per affrontare anche all’estero la sfida elettorale che abbiamo di fronte”, ha spiegato già la settimana scorsa Maurizio Ciocchetti, responsabile del PD per gli italiani nel mondo (http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/7670/2008-02-19.html).  In un altro comunicato, ha dichiarato che tutti i parlamentari uscenti eletti all’estero nel centrosinistra saranno ricandidati, sottolineando che alle loro candidature si aggiungeranno nuovi volti, di giovani e donne. Complimenti.

Nel centrodestra, quali sono le voci? Dove sono i comunicati ufficiali, le dichiarazioni dei responsabili esteri dei vari partiti? C’è nell’aria qualcosa che puzza e non si sa ancora cos’è. Non parliamo di candidature regalate a qualcuno e vendute ad altri, di inciuci e di ricatti, di invidie e mugugni. Almeno, non ancora. Parliamo semplicemente di organizzazione. Il Pdl all’estero, è organizzato? A parte i vari comunicati su cose che sappiamo già tutti, o – peggio ancora – che magari non ci interessano, non leggiamo in questi giorni nulla di nuovo. Non vediamo lo sforzo, la collaborazione, il gioco di squadra. La squadra…quella che alcune persone si vantano di possedere, ma che alla fine, in realtà, non c’è, non esiste. Altimenti si farebbe sentire. Altrimenti terrebbe i contatti con tutti. Invece da quelle parti sono tutti un po’ dei fantasmi…Bah.

E i nostri eletti, quelli di Forza Italia e di Alleanza Nazionale? Credete ne sappiano qualcosa in più? Macchè…Brancolano nel buio, e – da quello che sentiamo – hanno addirittura le idee meno chiare delle nostre, che comunque parliamo con tutti e abbiamo un rapporto diretto con diversi protagonisti della politica romana. In più, nessuno di loro ha ancora ricevuto la conferma ufficiale che sarà ricandidato. Certo, i parlamentari uscenti per consuetudine devono essere rimessi in lista: tuttavia, ancora nulla è sicuro. O comunque, nulla è ufficiale, nulla è pubblico. Avete idea di cosa significhi? I poveretti stanno sulla graticola, aspettando con ansia di sapere se sì o no. E non solo senatori e deputati, ma tutti, anche coloro che in parlamento non ci sono mai stati, e oggi aspirano alla candidatura. Intanto il tempo passa, e sarà sempre più breve il periodo che avranno a disposizione per organizzare la loro campagna, per poter convincere i connazionali a votarli. Per questo, qualcuno si è già mosso fin d’ora, e fin da ora si è messo a girare.

L’avete letta ieri la lettera di Silvio Berlusconi agli italiani nel mondo, pubblicata in apertura su questo portale? Bella, sì: ma nemmeno un accenno, una parola, un ringraziamento al lavoro svolto dagli eletti all’estero del centrodestra. Che delusione deve essere stata per chi ha lavorato 2 anni all’opposizione, con fierezza, con tanta voglia di imparare e di rendersi utile, con orgoglio. Il Cavaliere, in più, non ha nemmeno parlato di programmi, di cosa ha intenzione di fare una volta al governo per noi italiani residenti all’estero, delle priorità che vuole portare avanti a favore di quella che viene chiamata "l’altra Italia".

Vedremo fino a che punto il centrodestra all’estero vorrà andare avanti così. Anche perchè gli altri, dall’altra parte, non dormono mica: già Veltroni si è fatto bello, parlando di italiani all’estero nel suo programma (vedi articolo pubblicato oggi su Italia chiama Italia in home page, nella sezione italiani all’estero). Vogliamo consegnare l’Italia alla sinistra, quando tutto sembra essere a nostro favore?

Roma si faccia sentire – e quando diciamo Roma intendiamo soprattutto Via dell’Umiltà – con i candidati, con tutti coloro che hanno dato la propria disponibilità alla candidatura, con i parlamentari uscenti, e tenga informati tutti coloro che nel mondo intero lavorano e sudano per un partito, il Pdl, che deve arrivare a vincere alla grande, anche con l’aiuto degli italiani nel mondo. Se perdiamo questa volta, facciamo ridere.