L’Olimpiade dell’Evasione

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Politica e conti segreti, denaro sommerso, depositi imprendibili.

Fino a ieri. Uno dei binomi più antichi sta per essere sfatato, almeno per quanto riguarda una goccia nel mare dei paradisi fiscali. Sono giorni, ore di attesa febbrile, perché da tempo nessuno parlava più di onorevoli evasori, bustarelle, capitali protetti, bilanci taroccati: c’era la campagna elettorale da condurre, e qualche prosciutto rubacchiato al centro commerciale poteva anche passare inosservato. Roba da specialità olimpica, da noi. D’un tratto invece, ecco gli inquirenti tedeschi a rovistare nei segreti del Liechtenstein, e le Agenzie delle Entrate a fregarsi le mani. È facile, di solito, tollerare le debolezze in cui ci si riconosce, ma il fatto che sette furti su dieci restino impuniti allunga il muso a chi finisce dietro le sbarre. I macrobanditi pluriavvocatizzati il carcere lo vedranno al massimo in cartolina, e il fisco si accanirà sempre sui lavoratori dipendenti, quelli che non possono sfuggire ai controlli. Finirà tutto in una bolla di sapone anche stavolta; qualche principe del Foro si gonfierà le tasche, ma la retorica che contraddistingue l’Italia prevarrà su ogni fatalismo. Nessuno ruba in casa dei ladri e nemmeno ci piove, anche le nubi più minacciose non versano acqua nelle aule dei tribunali. Però molti costruiranno storie, leggende, barzellette e cabaret: la banca Lgt Treuhand è stata “violata”, e un dischetto acquisito dagli investigatori teutonici può mettere a nudo nomi e cognomi di malaffaristi d’alto lignaggio. Trasfusioni di bile e sangue blu in vista: le scalette dei Tg sono avvertite, c’è già un posto riservato sui quotidiani e i periodici nazionali. La lista dei componenti nostrani pare sia nutrita, ma non si ha ancora nessuna certezza – si attendono conferme. Alcuni azzardano centocinquanta, altri quattrocento unità, la penisola si interroga delusa & disillusa. Cesare Croce diceva che “chi non ha del suo non può darne agli altri”, ma è altrettanto noto come i veri taccagni siano di stirpe danarosa. Uncle $crooge e Molière insegnano, e la letteratura della sopravvivenza prende esempio. Se avesse potuto, la metà dei contribuenti avrebbe nascosto i propri segreti negli angoli più invisi del mondo, pur di non scontare la penitenza dell’erario.