L’Esercito della Salvezza

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Ancora politica? Pare non se ne possa fare a meno.

L’Italia veltrocasiniberluschina sembra nutrirsi di rose bianche, burosaurismo e parmesàn, faccine da emoticon ospiti a scrocco in questa o quella cucina, pullman verdi e prosopopee della convenzione. Da quando il Pd ha cominciato a flirtare con le forze a cui doveva essere antagonista, c’è stato un movimento tellurico costante. Sull’attenti di massa, marinai e soldati, ricchi e poveri. Per Walter Veltroni la lotta fra integralisti del puritanesimo, senatori teodem e radicali sarà una garanzia di laicità del partito, e l’astuta mossa di schierare i rappresentanti dei grandi serbatoi umani porterà fiumi di voti, anche a discapito degli equilibri interni al suo gruppo. In sostanza: pro-liberalizzazione delle droghe leggere ma contro gli spinelli, pro-aborto ma in favore della vita, dalla parte degli operai ma osannando i padroni. Contro nessuno e a sostegno di tutti, purché si guadagnino voti. La candidatura del presidente di Finmeccanica Massimo Calfaro a capolista del Veneto è  l’ultima strategia dell’ex sindaco di Roma, che annuncia compiaciuto (statistiche alla mano) che la rimonta è possibile. I sondaggi sono incoraggianti; non fosse per quel ronzìo filocomunista che tormenta le orecchie, sarebbe una campagna elettorale old school – con golosi elementi di novità. Il PdL ironizza, accusando la pseudosinistra di essere così attaccata al potere da non dimettersi neanche quando la tragedia è evidente. Vedasi Bassolino & derby della monnezza, vedasi lentezze e rincari esorbitanti. Le scosse post-tangentopoli non hanno permesso al sottosuolo politico, nonostante quindici anni (sabbatici) di tentativi, di assestarsi a dovere: coi “se” e coi “ma” non si governa una potenza mondiale. Cinquantotto milioni di elettori non hanno bisogno di una famelica partitopoli, ma di risposte e riforme chiare. Inciuci, brogli, bassezze e ricicli, poco importa alla gente che lavora quale schieramento sia al potere, poiché nessuno di loro ha spazio voglia tempo risorse da impegnare per concentrarsi su programmi & personaggi che, una volta insediatisi, dimenticano alla svelta ogni valore sbandierato. Così, si fa serrata la lotta sulle figure di maggiore presa popolare: fra intuizioni e cadute di stile, fioriscono aforismi e filosofie spicciole. Chi delinque ha paura del sudore della fronte, dice Fini, “occorre che rifonda il danno proprio attraverso il lavoro”. Alternativa al carcere o indulto destrista? Bossi apre la seduta straordinaria del parlamento del Nord a Vicenza, annunciando che dopo la vittoria si farà di tutto per cambiare la Costituzione in senso federalista, altrimenti sarà l’ultima volta che il Carroccio batterà tale strada in modo democratico. La Sinistra Arcobaleno intanto, insorge contro le “amnesie statiste” della Destra e contro gli ex alleati prodiani, gridando allo scandalo per la candidatura di un falco di Confindustria. Contro tutti, semplicemente. Il Pd non sta con la classe operaia, tuona Bertinotti; c’è bisogno di qualcuno che fermi la musica, la valanga, l’emorragia, salvando il salvabile. Ma per cambiare direzione serve una tutela plurilaterale, che non si incaponisca su arrocchi arcaici e litigi infruttuosi.