Galeazzo Ciano poteva essere salvato per amore

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Heinrich Himmler ed Ernst Kaltenbrunner, il potentissimo capo del Sicherheitsdienst, avevano progettato, all’insaputa di Hitler, di salvare Galeazzo Ciano, il suocero del Duce

imprigionato per “tradimento” nel carcere veronese degli Scalzi (era uno dei “congiurati” che il 25 luglio del 1943, durante la notte del Gran Consiglio Fascista, avevano sancito la caduta definitiva del regime fascista). Ciano, per salvarsi, avrebbe dovuto consegnare, tramite sua moglie Edda Ciano Mussolini, i diari che aveva scritto durante tutto il periodo in cui aveva occupato il ruolo governativo di Ministro degli Esteri. Il reale motivo per il quale i nazisti volevano impossessarsi di quei documenti non è chiaro. Si dice che facessro gola Hitler in persona e che contenessero la documentazione dei misfatti perpetrati dal Ministro degli Esteri tedesco, Ioachim von Ribbentrop, odiato nemico di Himmler e di Kaltenbrunner.

La manovra di salvataggio poggiava interamente sulle spalle di Hildegarde Burkhardt, conosciuta come Frau Felicitas Beetz, una ragazza tedesca di 22 anni, piccola, bruna che dipendeva, con il grado di maggiore, dall’Ufficio per la Sicurezza del Reich. Era lei che avrebbe dovuto farsi consegnare da Ciano, in nome dei suoi begli occhi, le carte compromettenti con cui Galeazzo pensava di ricattare sia Mussolini che il Fuhrer. Per ottenere il suo scopo, la Beetz frequentava assiduamente la cella in cui Ciano era detenuto, gli preparava il tè, gli aveva portato una stufetta perché l’ambiente del carcere era gelido, gli procurava i libri desiderati e faceva uscire le sue lettere destinate alla moglie Edda. Ma si sa il diavolo fa le pentole e non i coperchi. La Beetz si innamora del bel conte italiano ed invece di dedicarsi alla cattura dei suoi diari cerca in ogni modo di salvarlo, utilizzando proprio quei documenti che erano stati uno dei motivi per i quali la nomenklatura hitleriana voleva tassativamente portare Galeazzo sulla forca. Dopo la guerra, Carolina Ciano, madre del Ministro fucilato, ha ricevuto la Beetz che le ha confidenzialmente rivelato: “Io ho amato Galeazzo, contessa. E lo amo ancora. E’ stato il grande amore della mia vita”. Felicitas partecipa a tutte le udienze del processo veronese contro i “traditori” del fascismo e ogni sera fa ritorno al carcere degli Scalzi per rincuorare Galeazzo. Lo assiste fino all’ultimo, anche quando sale sull’autobus che lo porterà al fatale poligono di Porta Catena.

La bella spia tedesca era perfettamente al corrente del fatto che i detenuti non avevano scampo e che Mussolini era impossibilitato ad agire perché vincolato dalle decisioni inappellabili dei tedeschi e dalla ferrea volontà omicida di sua moglie Rachele, una nemica giurata di Ciano. Il 28 dicembre del 1943, Felicitas, a Verona, si fa ricevere dal generale tedesco Wilhelm Harster e gli dice senza peli sulla lingua: “Se Ciano verrà fucilato, come ormai è certo, i diari e altri documenti in suo possesso saranno pubblicati immediatamente in America ed in Inghilterra. Lei immagina, generale, il danno che ne verrebbe al Reich? Bisogna impedirlo. Lei sa che i nostri superiori vogliono a tutti i costi diari di Ciano. Questo è il momento di barattarli con la vita del conte. Non perda un minuto. Telefoni subito a Berlino”. Il generale vuole sapere se Ciano è d’accordo e quando la Beetz glielo assicura, telefona in cifra al suo superiore Kaltenbrunner e gli espone la situazione. Incredibilmente in giornata gli arriva una risposta favorevole alla trattativa firmata congiuntamente da Himmler e da Kaltenbrunner. Harster informa la Beetz che si precipita ad avvertire subito Galeazzo e la di lui moglie Edda. Si organizza nei dettagli la fuga. Ciano verrà portato via dal carcere, volerà in Ungheria dal suo amico conte Festetic e successivamente entrerà in Turchia. Edda lo potrà raggiungere solo dopo la consegna dei diari. Come caparra dovranno essere consegnati ai nazisti stralci della documentazione custodita a Roma dallo zio di Galeazzo, Gino Ciano. A Verona, negli uffici della Gestapo, quella parte dei papiers forniti come garanzia vengono fotografati e gli originali trasferiti in aereo a Berlino. Le adempienze sono state rispettate. Da Berlino Kaltenbrunner telegrafa ad Harster di liberare Ciano secondo il piano prestabilito.

Il pomeriggio del 6 gennaio un terrorizzato Harster riceve una telefonata direttamente dal Fuhrer che gli ordina di sospendere la cosa, pena la vita. La Beetz, affranta, lo comunica a Galeazzo, ma non riesce a raggiungere in tempo Edda che stava recandosi sulla statale Brescia-Verona, in compagnia del marchese Emilio Pucci, per consegnare a chi di dovere tutti i diari di suo marito. All’appuntamento non trova, ovviamente, nessuno. Disperata si fa portare a Verona dove, nell’albergo in cui soggiornava Harster, Felicitas in lacrime le racconta i motivi per cui il tentativo di salvare Galeazzo era miseramente fallito. Era giunto da Berlino l’ordine inequivocabile che Ciano doveva morire. La Beetz trova la forza di tornare dal prigioniero in ansiosa attesa e di comunicargli che ogni speranza era ormai perduta. Mancano poche ore dall’inizio dell’esecuzione della sentenza e Ciano scrive alla moglie l’ultima lettera: “Edda mia, mentre tu vivi ancora nella beata illusione che fra poche ore sarò libero e saremo tutti nuovamente insieme, per me è cominciata l’agonia”. In quei momenti credeva che la figlia del Duce non sapesse ancora che le manovre per salvargli la vita erano state vane. Edda, invece, al corrente dell’accaduto, stava andando in Svizzera dopo aver fatto recapitare al padre e a Hitler due lettere in cui non si sa se era maggiore il disprezzo o la disperazione.

 

Per chi volesse approfondire:

 

BERTOLDI, S. Salò. Rizzoli, 1976.

BERTOLDI, S. Apocalisse italiana. Rizzoli, 1998.

BERTOLDI, S. Misteri d’Italia. Garzanti, 2008.

CEROSIMO, V. Dall’istruttoria alla fucilazione. Garzanti, 1949.

CIANO, E. La mia testimonianza. Rusconi, 1975.

CIANO, E. OLIVIERI, B. La mia vita. Mondadori, 2002.

CIANO, G. Diario. 1937-1943. BUR, Rizzoli, 1990.

D’AGOSTINI, B. Colloqui con Rachele Mussolini. Oet, 1947.

DOLFIN, G. Con Mussolini nella tragedia. Garzanti, 1956.

DOLLMAN, E. Roma nazista. Longanesi, 1953.

FREDIANI, G. La pace separata di Ciano. Bonacci, 1990.

GUERRI, G. B. Ciano, una vita. Bompiani, 1979.

GUERRI, G. B. Un amore fascista. Mondadori, 2006.

INNOCENTI, M. Mussolini a Salò. Mursia, 1996.

INNOCENTI, M. Edda contro Claretta.Mursia, 2003.

MONTAGNA, R. Mussolini e il processo di Verona. Omnia, 1949.

MOSELEY, R. Ciano, l’ombra di Mussolini. Mondadori, 2002.

MOSELEY, R. Mussolini. I giorni di Salò. Lindau, 2006.

SETTIMELLI, E. Edda contro Benito. Casa Editrice Corso, 1952.

SILVESTRI, G. Albergo agli Scalzi. Neri Pozza, 1963.

SPINOSA, A. Edda. Mondadori, 2001.

VERGANI, O. Ciano. Una lunga confessione. Longanesi, 1974.