Ferrigno non è lista. Gli italiani del Nord e Centro America: “Delusi e preoccupati”

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Come ormai è noto, Salvatore Ferrigno, deputato di Forza Italia eletto nella ripartizione estera Nord e Centro Americhe nell’aprile del 2006, non è nella lista dei candidati per le prossime elezioni (ELEZIONI 2008/NORD E CENTRO AMERICA Salvatore Ferrigno escluso dalle liste dei candidati: le prime reazioni).

La delusione per migliaia di connazionali che con il loro voto avevano dato la
preferenza a Ferrigno, è forte.  Continuano a farsi sentire gli italiani degli USA,
attraverso i loro principali esponenti, presidenti di Comites e di associazioni
italiane presenti sul territorio da anni.

Melo Cicala, presidente del Comites del Washington D.C. e neo-coordinatore
dell’Intercomites USA
intervenuto immediatamente dopo aver saputo dell’esclusione di Ferrigno, definendola
una decisione "inquestionabilmente barbara", si fa sentire ancora: "Negli ultimi due
mesi abbiamo sentito parlare dei gazebo, abbiamo sentito il Cavaliere proclamare la
nascita del Partito del Popolo, dove finalmente la leadership sarebbe stata scelta
dalla base, con il  "popolo" partecipe, e non con i metodi  che si stanno usando
invece ora, dove la candidature vengono scelte nei piani alti dei palazzi romani",
afferma Cicala, e continua: "Noi italiani all’estero godiamo della facoltà di
scegliere, oltre al partito, anche la persona alla quale affidare la nostra fiducia,
attraverso la preferenza. Le candidature, forse sbagliando, noi italiani degli USA
le davamo in realtà quasi per scontate, in quanto, con questa forma di  primarie "de
facto", alle scorse elezioni oltre 15,000 italiani (quelli delle schede contate e
ritenute valide) avevano decretato le loro scelte annotando di pugno i loro nomi
nelle schede elettorali". "Oggi – aggiunge ancora il coordinatore Intercomites USA –
per un dikat da regime, questi italiani che hanno dedicato la loro vita alla causa
sono stati "cancellati". Non si sapra’ mai con quale criterio, eccetto l’evidente
decisione unilaterale dei piani alti di via dell’Umiltà", conclude.

A Melo Cicala risponde Tony Di Piazza, "cuore tricolore": "Certamente tutti vogliamo
che la destra ritorni a governare, a volte però sono necessarie delle decisioni
drastiche per fare il punto della situazione", per mandare un messaggio a Roma, e
fare capire ai partiti che "la forza politica viene dal popolo che vota e non dai
dirigenti che cercano di manipolarlo".

Anche Giacomo La Rosa, giovane e brillante vicepresidente degli Azzurri New England,
ha qualcosa da dire: "Questa e’ l’ultima possibilità che Berlusconi ha per
raddrizzare le cose e non scherziamo con il fuoco. Il futuro dell’Italia e’ più
importante di qualsiasi  altra cosa". E’ sicuro La Rosa: "Forza Italia ha sbagliato
riguardo Ferrigno, ma la cosa importante e’ portare Berlusconi al potere, con un
governo che possa governare senza problemi. Si sarebbe dovuto  fare meglio? Certo,
e’ sotto gli occhi di tutti, ma i nomi che contano soni lì: Frattini, Tremonti,
Prestigiacomo, Letta dietro le quinte, Pera ecc. Ora facciamo quello che sappiamo
fare meglio: FARE e COSTRUIRE".

"Io credo in Berlusconi ed alla sua squadra – confessa l’azzurro – ed e’ lui che
deve essere forte per i prossimi quattro anni, di questo  ne sono certo. Egli saprà
creare le condizioni per farci lavorare e continuare l’opera di tutti quegli
Italiani che ci hanno preceduto, da Cesare a Polo, da Vespucci agli operai che hanno
lavorato nelle miniere in Belgio o che hanno costruito le ferrovie americane".
Certo, anche La Rosa si ritiene "deluso dalla gestione di queste elezioni, ma non
scordiamoci il miracolo che ha fatto Berlusconi: fino a tre mesi fa, rischiavamo che
il centro destra sparisse, sotto i colpi di Casini, Tabacci e di un Fini un po’
confuso ed ora fortunatamente rinsavito e spero pronto a dare definitivamente il suo
contributo. Il resto verrà col tempo. Non scordiamoci che la dott.ssa Contini ha
visto la guerra vera e Nassiriya, Darfour e rapporti internazionali in zone calde
del mondo, mi sembrano decisamente più importanti di piccole beghe interpersonali.
Frattini e’ stato un ottimo commissario Europeo. Questi sono i nostri rappresentati
chiave. Fino a tutt’oggi abbiamo Visco che ci rappresenta, Prodi, D’Alema, non
Ferrigno o Sorriso, come molti possono pensare. Washington, Londra Tokyo, Brasilia,
parlano con questa gente, ed il rispetto delle nostre comunità dai nostri paesi
ospitanti avviene solo attraverso rapporti bilaterali ad alto livello". Detto
questo, "e’ chiaro che bisogna lavorare sul territorio – ammette Giacomo La Rosa –
ma per unire in nome del tricolore e dell’Italia e del bene comune. Divisioni varie
servono solo ad indebolire il sistema", conclude.

Intanto la polemica arriva anche in Centro America. Ermanno  Filosa, presidente
"Azzurri nel Mondo"- Forza italia  dei Caraibi e anche Presidente COMITES  della
Repubblica Dominicana, non desidera "giudicare le scelte di via  dell’Umiltà,
considerato che Roma ha sempre dei criteri di giudizio che rispondono  a svariate
esigenze. Sta di fatto che l’esclusione dalle liste di Ferrigno lascia molti
italiani residenti nei Caraibi e in America  del  Nord con la bocca amara, e sono
sinceramente preoccupato:  già diversi connazionali hanno detto che non voteranno in
segno di protesta, e mi hanno dichiarato di essere sinceramente colpiti, chè
Ferrigno è stato sempre presente ai lavori parlamentari. Ha sempre votato secondo le
indicazioni di Forza Italia. Io stesso – ammette Ermanno Filosa – sono disorientato,
e dovrò ben riflettere su come impostare e guidare  questa campagna elettorale in
tutta l’area di mia competenza e influenza amicale. Spero tanto che il Partito della
Libertà guidato da Berlusconi e Fini,  anche  a causa di questa scelta, non debba
avere nella nostra circoscrizione una sonora bocciatura", conclude il presidente del
Comites di Santo Domingo.