BOICOTTARE O MENO LE OLIMPIADI?

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Le Olimpiadi di Pechino sono ormai alle porte e le polemiche che le circondano non fanno che aumentare, ormai si è arrivati a discutere di un eventuale movimento di boicottaggio.

L’idea di boicottare le Olimpiadi non arriva per la prima volta. Se n’è parlato nel 1936 quando a Berlino la manifestazione fu organizzata da Hitler, si è rivisto a Mosca nell’1980 e a Los Angeles nel 1984. Insomma, per quanto le Olimpiadi, per quello che rappresentano, non dovrebbero avere niente a che fare con la politica, più volte ne sono state vittime e, perché no, strumento.

Oggi è in corso un dibattito sui Giochi Olimpici di Pechino. Il problema era stato già sollevato collegandosi allo sfruttamento dei bambini camuffato con un allenamento estremamente serio. Quella stessa discussioni su quanto fosse giusto affidare alla Cina l’organizzazione di un’olimpiade si sta riproponendo dopo le ultime vicende del Tibet, repressioni violente alle manifestazioni anticinesi che hanno provocato a Lhasa almeno 100 morti.

La politica del comitato organizzatore è più o meno invariata, distaccarsi da quello che accade e continuare per la propria strada: quindi, violenze a parte, la Fiamma Olimpica passerà per l’Everest a fine giugno.

 

Boicottare i giochi può sembrare la scelta giusta per mostrare il proprio sconforto di fronte a certi avvenimenti, ma la situazione non è così semplice. Se nel 2001 Kiu Jingmin riuscì a far assegnare a Pechino i Giochi del 2008 fu grazie alla convinzione che questo avrebbe aiutato la Cina nello sviluppo dei diritti umani. Come mostra la pubblicazione di Amnesty International “Pechino 2008. Olimpiadi e diritti umani in Cina” le promesse non sono state mantenute a fondo, i diritti umani hanno ancora bisogno di essere aiutati. Nonostante alcune riforme sulla pena di morte e qualche libertà in più per la stampa, la Cina non ha ancora portato a termine gli impegni presi e, grazie all’estremo sfarzo che metteranno in scena i giochi, finirà per sfruttarli senza meritarlo a fondo.

Questi fatti possono far pensare che sia giusto boicottare i giochi rovinando la festa alla Cina, però bisogna tener presente qualche fattore in più. Gli atleti non hanno colpa degli errori del governo cinese, e non tutti gli atleti che si sono allenati per Pechino avranno una seconda occasione a Londra nel 2012. Se si guarda alle Olimpiadi secondo quello che è il loro senso profondo, secondo quel valore di pace e di unificazione tra i popoli con cui sono nate, bisogna riconoscere che probabilmente sono la massima ambizione di qualunque atleta. Allora, visto che gli atleti si sono allenati con un obiettivo, boicottando i giochi non ci andrà di mezzo solo il governo cinese, ma anche l’atleta che non potrà partecipare.

 

Forse, più che pensare a un boicottaggio, bisognerebbe fare pressioni perché le condizioni dettate dal CIO perché la Cina potesse organizzare i Giochi siano rispettate. In questo contesto c’è anche chi, giustamente, si pone una diversa domanda: è stato giusto affidare l’organizzazione delle Olimpiadi a Pechino? Ma questa scelta ormai è stata presa…


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