Le prime crepe mediatiche di questa campagna elettorale – di Vic Sarcina

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Il Partito Democratico si è presentato come nuovo, Il Pdl sebbene non si sia dichiarato nuovo ha impostato una campagna sui contenuti e non sull’invettiva.

Ma a quasi un mese dalle elezioni riemergono i soliti toni accesi ed attacchi nelle trasmissioni televisive. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ed i programmi languono mentre i cittadini ascoltano il nulla
….

A chi di noi era sorto il dubbio su come e quanto un partito, quello democratico in particolare ma il discorso vale per tutti, possa tagliare con il passato e rimodernarsi in qualche mese ecco già che la risposta è sotto i nostri occhi. Impossibile. L’operazione mediatica cui le sinistre si sono sottoposte non sembra collimare con la realtà dei fatti. Rissosi, inconcludenti, promissari di un nuovo miracolo italiano che solo loro vedono nel breve futuro, sono in ogni dove a gettare fango sugli avversari e dire noi faremo, dimenticando che per 20 mesi hanno fatto si, ma il contrario di quel che oggi professano.

D’altro canto il centrodestra non ha avuto miglior fortuna, dopo la presentazione delle liste elettorali non è potuto sfuggire ai più che le persone candidate a rappresentare i cittadini son sempre le solite. Misera la figura conseguente alla promessa di Berlusconi che non sarebbero stati candidati pregiudicati e condannati a titolo definitivo, ad eccezion fatta per i perseguitati politici. Ora questa situazione dei perseguitati politici è quantomeno buffa in un Paese come l’Italia; pur accettando che ve ne sia qualcuno non è possibile che il 90% dei candidati condannati sia considerato tale, specialmente quando i reati sono concussione, bancarotta fraudolenta, minacce, falsa testimonianza. Dov’è la persecuzione? Stessa cosa accade nel centrosinistra, perdonatemi se continuo a considerare il Partito Democratico di centro sinistra ma ritengo che se il Presidente, il Segretario, l’organigramma tutto sia composto da Ex comunisti o socialisti e via dicendo non si può definire il partito di centro. Se Veltroni dichiarasse di punto in bianco di essere una donna dovremmo attenerci a quello che dice o far fede a quello che vediamo? 

Non vogliamo dimenticarci dei partiti residui vero? Beh no, sarebbe una violazione della par condicio, come ululano al vento i vari Casini, Bertinotti, Santanché, Boselli e, tra poco, anche il Principe Emanuele Filiberto di Savoia (questo ce lo potevamo davvero risparmiare). Vecchi dissapori che portarono alle diaspore più furiose sono ora sopiti sotto nuovi vessilli e i vecchi fratelli-coltelli ora si baciano e abbracciano come calciatori dopo una vittoria.

Sarò sincero, non mi aspettavo che una rivoluzione attraesse tutti i candidati ed i partiti, credevo però di poter assistere ad una campagna più sui contenuti che sull’invettiva politica: così è stato per un paio di settimane ma ora siamo tornati ai vecchi sistemi. Stancamente, ogni sera, mi tocca assistere per diritto di cronaca alle comparsate dei vari politici nei contenitori televisivi maggiori tipo: Porta a Porta, L’infedele o Ballarò e di volta in volta il mio taccuino, che tengo vicino per segnare le cose interessanti che vengon dette, rimane vuoto, quando non vi disegno sopra qualche faccetta, anch’essa stanca ed annoiata. L’unico programma interessante delle ultime settimane fu rappresentato dalla presenza innanzi a Santoro di Bertinotti e Tremonti a parlare non di politica in senso stretto ma della paura e dell’aspirazione ad un migliore economia. E fidatevi, se sono costretto a fare un plauso a Santoro significa che siamo davvero ai minimi termini.