Mister Movie e i Suoi Fratelli

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Malaventura fantascenica da opuscolo tv.

Dopo lo scampato disastro aereo (ma c’è il sentore che sia tutto un sogno), il grappolo di dubbie rivelazioni su un altrettanto ignoto passato, e i sequel su binari (morti) imposti dal format, gli alternauti di Lost scontano i loro peccati nella pausa telefilmonarcotica. Mamma Rai non ce ne voglia, ma se la Signora con la Falce – travestita da Jack, John o poltergeist di sorta – tornasse a riprendere i fuggiaschi, nessuno si strapperebbe i capelli. O forse sì, in quanto il dubbio, sempre lui, è in cabina di regia. È lui il vero padrone del serial, messo in piedi prima, ahinoi, dello sciopero degli sceneggiatori d’oltreoceano. Il sospetto che anche a Hollywood esista una palestra suburbana dove allev(i)are dolori e delizie del cinema, con incomprensibili commedie beauty-fashion per psicolabili, è realtà. Del resto, la patologia trash dei teledipendenti coatti ha uno stomaco di ferro, e riesce a digerire ogni (sotto)prodotto. Dalla muscolocrazia soldatesca Texas Ranger, al restyling dei capolavori di un passato troppo glorioso per non meritare un pacchiano inquinamento. Del buon gusto resta solo, guarda caso, il dubbio.