Al Miglior Compratore

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In una vecchia storia a fumetti della Disney, Paperon De’ Paperoni, instancabile arpagone d’America, tentava l’acquisto dei più famosi monumenti del mondo.

Dopo avere incassato una serie di rifiuti da rappresentanti di stato indignati tanto dalla scandalosa proposta, quanto dalla miseria offerta dal noto taccagno, tornò in patria con le pive nel sacco, e una falsa piramide di Cheope vendutagli da un truffatore egiziano. L’eterno rivale Rockerduck, senza gli scrupoli del vegliardo plutocrate, intaccò in segreto la struttura delle opere con prodotti chimici. Tant’è, riuscì ad aggiudicarsele per pochi dollari, e a dimostrare così come l’orgoglio nazionale non sia in vendita – salvo cause di forza maggiore. Nella storia, Paperone finiva per avere comunque la meglio, e nella realtà le cose cambiano di poco. È notizia d’oggi infatti l’acquisto da parte di Tata Motors dei prestigiosi marchi Land Rover e Jaguar.

Gli ex colonizzati si prendono una fetta dei colonizzatori, e pur mantenendo i centri operativi e le industrie sul territorio britannico, i partners indiani della Fiat inglobano una parte di storia dell’automobile per una cifra che si aggira attorno ai due miliardi di euro. Il leader della compagnia, Rata Tata, ha fatto sapere che non ha intenzione di rivoluzionare alcunché nell’organigramma industriale delle due case produttrici. “Vogliamo conservare l’immagine e il tocco dei marchi”, dice, “la nostra sfida è farli crescere e prosperare”. Buon pro gli faccia, e giù il cappello all’intraprendenza dell’imprenditore orientale. Le rappresentanze sindacali si dicono per ora soddisfatte, anche se non nascondono perplessità sul futuro dei lavoratori. Nulla di nuovo, insomma, eccetto l’inversione di tendenza. Siamo una società capace di vendere i prodotti della natura, le opere d’arte, i certificati di laurea, l’intelletto, le poltrone di lusso e le cariche politiche, le olimpiadi, gli oggetti sacri, la credibilità, e non meritiamo nulla di diverso. Si attendono compratori cinesi per la Statua della Libertà.