La Nuova Frontiera Ecocompatibile

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La Nuova Frontiera Ecocompatibile per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti parte da Lecce ed in particolare dai contatti avviati dal componente del Dipartimento Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata, con un importante istituto di ricerca austriaco indipendente, per un progetto di cooperazione internazionale finalizzato a una soluzione, speriamo definitiva, al gravissimo problema. Il progetto di cooperazione per la gestione innovativa della raccolta differenziata nasce attraverso la realizzazione del primo Consorzio Internazione Navale per la costruzione di impianti speciali per la raccolta, lavorazione, trasformazione e trasporto dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) in materie seconde da reimpiegare in nuovi cicli produttivi, da effettuare con ausilio di mezzi navali speciali (in pratica il ciclo di smaltimento avverrebbe su navi di grandi dimensioni). L’operazione di cooperazione internazionale è stata già considerata da esperti del settore come l’uovo di Colombo in tema di raccolta e smaltimento degli RSU, per numerose ragioni di natura sociale ed economica; in particolare per gli aspetti di risparmio diretti e indiretti sulla gestione della raccolta dei rifiuti (budget regionali e comunali), per la diminuzione della spesa pubblica a livello dei costi dei vari interventi sanitari, nonché la diminuzione del livello di contaminazione ambientale a breve e medio lungo termine. Tutto ciò attraverso minori trasporti di camions e inquinamento consequenziale, maggiore concentrazione di aree di raccolta temporanea dei rifiuti e minori costi di esercizio; ritorno economico nel recupero di materie seconde da rifiuti tecnologici (vedi progetto Neu-Elektronik 1996); diminuzione dei costi di esercizio delle discariche temporanee ,diminuzione dei costi di risanamento delle discariche a rischio e recupero dei terreni a rischio ambientale con nuovi programmi di colture integrate. Non dev’essere sottovalutato anche il forte impatto sociale positivo che il nuovo sistema di raccolta e smaltimento comporterebbe. Per punti, 1) Riduzione drastica dei problemi relativi alle autorizzazioni ed ai tempi lunghi per le concessioni ed autorizzazioni per la costruzione di nuova fabbriche per il trattamento dei rifiuti, dimnuizione drastica dei contenziosi per riapertura di nuove aree solo per motivi di emergenza ambientale. 2) Diminuzione dei problemi ambientali del territorio, con diminuzione Odori, infiltrazione percolato , rumori , polveri etc etc e minor utilizzo di materiali plastici e similari per le soluzioni di protezione dei rifiuti a cielo aperto. 3) Decurtazione dei costi d’esercizio per la diminuzione dei trasporti dei rifiuti tramite mezzi di capienza normale (compattatori tradizionali) a vantaggio di trasporti mirati dall´area di raccolta dei rifiuti al molo e caricamento sulla nave. 4) Diminuzioni conseguente anche del livello di inquinamento da motori di camion. “Italia dei Valori” nella persona del componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’Agata, fa sapere che il progetto e gli studi di fattibilità sono ancora al vaglio degli esperti, anche al fine di evitare che si ripetano i gravi fatti accaduti in Campania con l’affidamento ad un’unica impresa della gestione del ciclo dei rifiuti.