UNA GENERAZIONE DA NON PERDERE

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 Una generazione in fuga da se stessa o peggio ancora dalla propria età, da un mondo che non solo sembra disegnato male per le proprie corde, ma con la voglia di farne uno a propria immagine e somiglianza, solo che valla a capire come è fatta questa immagine.

 Ogni generazione, da sempre, ha una propria identità che solca il tempo e spesso viene riconosciuta, identificata e classificata, proprio quando questa è passata. Nascono così gli anni sessanta, settanta, ottanta.. la generazione X, quella delle Playstation, i tamarri, gli sballati, i paninari, quelli di internet, di Peter Pan, della vita spericolata, degli spinelli, del Hi-tech, dei figli dei fiori, squadristi, dark, sfigati, bocconiani … e dietro ad ognuno di queste e altre cento parole volti, capigliature, vestiti, ideali, slogan’s, canzoni, miti e sogni, tanti sogni da realizzare quando il mondo sarebbe stato finalmente tra le loro mani.E a me vengono in mente le scene del mitico prof. Keating, tutti intorno alle foto d’epoca, lui pifferaio magico con una generazione tra le sue mani, li spronava al motto più rivoluzionario che la storia dell’essere giovani conosca: “rendete straordinaria la vostra vita”.

 È il gesto più anticonformista che si possa immaginare.E una generazione dopo l’altra a tentar di superare quella precedente che per molte cose aveva deluso, e una generazione dopo l’altra a costruire sulle proprie utopie la propria realtà. Prima facendo a cazzotti, a volte metaforici altre meno, con chi non ti capisce e poi nel trovare la propria dimensione all’interno di una realtà, di un quotidiano che certo non è il paradiso, ma nemmeno quell’inferno, laico o religioso che sia, che spesso amiamo dipingere, dove il meglio non è certo l’ottimo, e il peggio potremmo lasciarlo alle spalle.E ora che tempo è? Che generazione è? Quali parole riempiranno questa fetta di storia, quali volti, quali nomi saranno il perenne ricordo di chi, tra una decina di anni farà la trasmissione “I migliori anni della nostra vita”? Speriamo che i detrattori di quel tempo non leggano i giornali di oggi. Questi fermi immagini, anche se filmati, che la comunicazione di oggi offre della nostra generazione X è a dir poco deleteria, non falsa ma sicuramente falsata, dove dietro al gran teleobbiettivo del Lucignolo di turno si scatenano sociologi, studiosi, pensatori, e tutti coloro che dentro alle parole riescono a schiacciare una generazione intera. Nascono i Moccia, nascono i Scamarcio, le diatribe di Uomini e Donne, le illusioni di Amici e il grande circo del Grande Fratello.

Tentativi di plasmare una generazione dentro a dei cliscè.Ma il vero dramma dei grandi conoscitori del mondo giovanile sono le foto, quelle istantanee che messe nelle prime pagine diventano archetipo di una generazione che non importa a troppi se persa, distrutta o solamente ammalata, l’importante è che sia una generazione da sfruttareEcco Alberto con il suo 110 e lodi per una tesi diventata già immemorabile per quelle 4 pagine scritte nella notte della morte della propria fidanzata Chiara in un paese diventato epico come Garlasco, Nunzio Mattia Lo Castro, più famoso come il ragazzo del Rave di Segrate, 17 anni, estasi, droga, alcool musica troppo pompata, e poi altri click su quelli rimasti con la bottiglia ancora in mano e nel corpo qualcosa che non ti permette di fermarti come una trottola ormai montata e devi aspettare che si fermi quiella molla prima di riflettere di capire.Meredith, Perugia, un po’ vittima, (caspita è morta) ma anche colpevole di essere parte di quel mondo universitario fuori dalle riforme e dagli atenei che si vive nelle piazze, nei Pub e in molte case dalla convivenza quasi impossibile. Più personaggi per rappresentare le varie anime Amanda la convivente gelosa e libertina dalla memoria a pezzi e dai memoriali variabili; Raffaele Sollecito, nome e cognome quando il cognome conta per quel Padre che difende che interviene che lascia interviste, uomo zerbino o solo un po’ stupido come a volte l’amore riduce; Patrick; Patrick Lumumba dove il cognome dice il coloro della pelle che non guasta che c’era, non c’era, ha visto, non ha visto….Risolto il caro affitti dei giovani universitari: parte del canone pagato con prestazioni sessuali.Sembrava una di quelle notizie che arricchiscono i telegiornali di oggi. Poi scopri che sono dieci, cinquanta, cento i casi già registratiE poi click foto sui casi di bullismo, click: la droga dello stupro; click:l’alcol dei fine settimana; click l’alta velocità e gli incidenti click, clickDa una parte i giovani si devono ribellare a farsi fotografare in questo modo, riprendendosi in mano la loro età senza stereotipi, senza meccanismi perversi che li stritolano dentro ad una immagine che non è vera, contro a tutto ciò che dice “se non fai questo non sei giovane”; ma rimettere sul piatto del mondo stupore, meraviglia, allegria, incoscienza, utopia, voglia di, capacità, fantasia, intelligenza, stravaganza, diversità e un altro centinaio di caratteristiche che rendono quell’età unica, irripetibile e, per chi l’ha già vissuta, meravigliosa.

Dall’altra c’è un bisogno grande di adulti, ognuno nel suo ruolo e nel suo compito, che si interessino dei giovani non partendo dai libri, dalle statistiche, dalla televisione o dalle cronache dei giornali, ma semplicemente partendo dai giovani.