Il guardaboschi che ha confessato

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Si parla tanto di Comunità Europea… Tante Nazioni “unite” per formare un grande stato comune, “Un Pangea” unito solo per interessi economici, “tu dai una cosa a me e io ne do una a te“…

Dei PEDOFILI, non gli e ne frega niente a nessuno, Spagna, Italia, Francia ecc ecc, sono unite solo quando devono stringere accordi economici…

I PEDOFILI scorazzano tra uno Stato e l’altro, un pedofilo schedato in Francia, risulta un santo in Belgio…

E non dimentichiamo che in Europa abbiamo la Privacy, quindi non riusciamo nemmeno a difenderci, perchè “i poveri pedofili” vanno protetti…

Ogni Stato Europeo, ha i suoi rappresentanti PAGATI dai cittadini della Nazione che rappresentano …

Chissà quanti Pedofili stranieri abbiamo in Italia, e magari è il nostro vicino di casa !?

I bambini continuano ad essere violentati, uccisi, massacrati, e i governanti europei, parlano… parlano… parlano… Ma i fatti non arrivano MAI !

La Comunità Europea NON E’ IN GRADO, di creare una BANCA DATI EUROPEA, che metta assieme tutti questi mostri ?

Questi sono i volti delle vittime della Francia e del Belgio, vittime di chi se la sta prendendo con MOLTA CALMA…

IL MOSTRO DELLE ARDENNE

Michel-Fourniret200.jpg

L’orrore raccontato dal serial killer delle Ardenne, Michel Fourniret (nella foto sopra), e da sua moglie, Monique Olivier, è vero: come confessato dai due, i corpi dissepolti nella tenuta del castello di Sautou sono quelli di Jeanne-Marie Desramault, studentessa francese di 22 anni, scomparsa nel marzo 1989 a Charleville-Mezieres (nord della Francia) e della bambina belga di 12 anni, Elisabeth Brichet, scomparsa il 20 dicembre dello stesso anno vicino a Namur (Belgio).

Lo ha reso noto il procuratore francese incaricato delle indagini.
“Le famiglie delle vittime sono state avvertite”, hanno indicato i due procuratori, osservando che “si tratta della conclusione di quindici anni di indagini”. Il corpo di Jeanne-Marie Desramault – uccisa e sepolta nel 1989 – e quello della piccola Elisabeth Brichet – che Fourniret ha confessato di aver rapito, violentato, ucciso e poi seppellito nella tenuta – sono stati rinvenuti.

monique.jpgFourniret e sua moglie (nella foto a sinistra) sono stati condotti nella tenuta, dove hanno indicato agli inquirenti i due luoghi dove sarebbero stati seppelliti i corpi della bambina belga di dodici anni Elisabeth Brichet (violentata e uccisa nel 1989) e di Jeanne Marie Desramault, una studentessa francese di 22 anni. Resti umani di un primo cadavere erano stati rinvenuti oggi nel corso degli scavi nel la tenuta del castello di Sautou.

Si fanno sempre più concrete le indicazioni sulla colpevolezza di Michel Fourniret, il guardaboschi francese che ha confessato di aver commesso nove omicidi tra il 1987 e il 2001. Gli investigatori belgi hanno ritrovato oggi il resto del ‘tesoro’ che il presunto serial killer delle Ardenne avrebbe sottratto al gruppo terroristico francese ‘Action directe’.

La polizia belga ha rivelato oggi di aver rinvenuto “monete d’oro del tipo luigi francesi e monete spagnole” per un valore di “circa 25.000 euro”, sepolte esattamente nel luogo indicato da Monique Olivier, la moglie di Fourniret che ha accusato il marito di aver commesso dieci omicidi.

Le autorità belghe non hanno fornito dettagli sulla provenienza delle monete, ma a questo punto sembra accreditarsi la versione – inizialmente ritenuta piuttosto fantasiosa – di Monique Olivier, secondo la quale le monete provengono dalle casse del gruppo terroristico francese ‘Action directe‘.

Per quattordici anni serial killer lucido e spietato, eppure senza alcun precedente secondo la giustizia del Belgio.

Michel Fourniret, 62 anni, che si è sempre definito un guardaboschi mentre in realtà ha cambiato numerose attività, da muratore a sorvegliante di scuola, aveva un passato da pedofilo pericoloso, conosciuto come tale solo dagli inquirenti francesi.

È questo uno dei particolari inquietanti dell’uomo che l’opinione pubblica ha ormai ribattezzato il mostro delle Ardenne per aver violentato, strangolato e poi sotterrato bambine e ragazzine, ma anche per aver assassinato a sangue freddo almeno due adulti.

La moglie lo accusa complessivamente di nove omicidi commessi tra il 1987 ed il 2001.

La vicenda ha scosso anche la Commissione europea che invita ad accelerare il cammino già intrapreso per far circolare meglio le informazioni contenute nei casellari giudiziari nazionali.

«Fourniret non era schedato, noi non abbiamo trovato niente», ha ammesso il procuratore di Dinant, Arnoud D’Aspremont Lynden.

Ma prima di un anno fa, quando l’uomo finì in carcere in seguito al fallito tentativo di rapimento di una ragazzina di 12 anni di Ciney, la polizia nell’aprile 2001 avrebbe avuto la segnalazione di una ragazza di 20 anni importunata da un uomo con un camioncino bianco, nella descrizione uguale a quello di Fourniret che viene sentito dagli investigatori.

Ma se questo non bastasse, già alla fine degli anni ‘60 l’uomo era stato condannato per violenze su minori, quindi nel 1987 era stato riconosciuto colpevole dalla Corte d’assise di Essonne, in Francia, di atti di pedofilia. Condannato di nuovo, questa volta a sette anni di carcere, Fourniret viene liberato pochi mesi dopo, in seguito ad una lunga detenzione preventiva.

Comincia da allora la sequela di violenze sessuali ed omicidi, prima di tre ragazzine francesi, poi di una bambina di 12 anni, scomparsa da Namur in Belgio. Seguono, tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio del ‘90, l’omicidio di un automobilista in un’area di servizio di un’autostrada in Francia e della donna di un suo ex compagno di cella. In quegli stessi anni, secondo le accuse rivolte a Fourniret dalla moglie Monique Olivier, l’uomo avrebbe ucciso anche una ragazza alla pari di 16 anni, che per un periodo aveva abitato con loro.

La sequela di omicidi, dopo un periodo tra il 1990 e il 2000 di apparente calma, sarebbe poi proseguita: Fourniret avrebbe rapito, violentato e quindi strangolato una ragazza di 18 anni e una bambina di 13 anni, sepolte poi in un bosco alla frontiera tra Francia e Belgio, nelle Ardenne. Altri corpi, compreso quello della piccola belga Elisabeth Brichet, come confessato dall’uomo, sarebbero stati sotterrati nel terreno che circonda il castello di Soutou, poco distante da Sedan, in Francia.

Fonte

27 marzo 2008 – FRANCIA: AL VIA IL PROCESSO
AL MOSTRO DELLE ARDENNE

E’ cominciato in Francia il processo a Michel Fourniret, il ’serial killer’ delle vergini, a cui dava la caccia con la complicita’ della moglie. Noto come il ‘mostro delle Ardenne’, Fourniret (66 anni) rischia l’ergastolo per aver stuprato e assassinato almeno 7 giovani, ma gli inquirenti ritengono che potrebbe averne uccise anche altre (sicuramente una giovane britannica, nel 1990).

Il processo, che vede sul banco degli imputati anche la moglie, Monique, e’ iniziato nel tribunale penale di Charleville-Mezieres. Secondo la procura, i due, che si erano conosciuti mentre lui scontava in carcere una condanna per violenza sessuale, avevano stretto un patto criminale: lei lo avrebbe aiutato ad avvicinare e stuprare giovani vergini e in cambio lui avrebbe ucciso il suo ex-marito. I crimini furono commessi tra il 1987 e il 2003, tutti nella stessa zona, al confine tra Francia e Belgio; le vittime, tutte giovani tra i 12 e i 22 anni (sei in Francia, una in Belgio) furono quasi tutte stuprate.

Amante della letteratura, buon giocatore di scacchi, Fourniret ha confessato, durante la fase istruttoria, che aveva bisogno di dare la caccia ad almeno un paio di vergini all’anno e ha ammesso di essere ossessionato dalla verginita’. Nel compiere i suoi crimini, l’uomo seguiva una sorta di rituale, ripetuto in maniera metodica: dopo aver localizzato le vittime, le faceva salire sulla sua auto, con la scusa di aver bisogno di indicazioni stradali (spesso, a bordo c’era anche la moglie, proprio per rassicurare le malcapitate); e dopo aver portato le giovani in luoghi isolati, le uccideva. Entrambi i coniugi hanno assistito all’udienza d’apertura del processo che, secondo la procura, durera’ un paio di mesi e che e’ seguito con grande attenzione mediatica. Fourniret -che indossava un giubbotto azzurro e una camicia aperta sul collo- ha consegnato al giudice un documento arrotolato e chiuso da una fettuccia rossa, spiegando che non parlera’ se non in un’udienza a porte chiuse. (AGI) – Charleville-Mezieres (Francia), 27 marzo –

Colette dalla Francia, ci fa inoltre sapere:

MouzinEstelle2.jpgFourniret è sospettato nel caso della piccola ESTELLE MOUZIN (nella foto a sinistra),non c’è al momento alcuna prova certa, chiede di parlare con il padre di Estelle e fa soffrire la famiglia.
Il suo processo in Francia durerà fino alla fine di maggio, poi Fourniret e la moglie, saranno ricondotti in Belgio dove continueranno le inchieste su molte scomparse che sua moglie ha citato, di cui lui rifiuta di parlare, di dire dove ha nascosto i corpi. Lui è attualmente giudicato per solo queste 7 vittime di cui ha voluto dire dove si trovavano i corpi.

brichet17102004nb.jpg
Un esempio, la piccola ELISABETH BRICHET (Belgio 12 anni nella foto a sinistra), i mostri raccontano, che fu la moglie a rapire la piccola domandando a lui aiuto: Fourniret è arrivato piu’ tardi, lui è impotente e non puo violentare la piccola, arrabbiato, vuole soffocarla con un sacco di plastica trasparente, non ci riesce, la strangolerà poi a mani nude poi la metterà nel congelatore, aspettando di sotterrarla nel suo giardino (il suo corpo è stato ritrovato, su indicazioni di Fourniret 19 anni piu tardi) La crudeltà nota è uguale per tutte le vittime.

Liberato nel 1987 Fourniret, si installa con la moglie, nell’Yonne, 2 mesi più tardi, ISABELLE LAVILLE (nella foto a sinistra) , 17 anni è la loro prima vittima presunta. Fourniret ha riconosciuto l’assasinio dell’adolescente. Isabelle Laville.jpgE’ MONIQUE OLIVIER, che l’avrebbe avvicinata per conto del compagno, un anno piu’ tardi Fourniret avrebbe rapito a Namur, in Belgio, ELISABETH BRICHET, 12 anni, con Monique. La coppia avrebbe fatto sedere la ragazzina sul sedile posteriore della loro macchina di fianco a loro figlio che aveva poco piu’ di un anno. Ma nel 2004, mentre suo marito era in prigione da piu’ di un anno per un tentativo di rapimento, è Monique Olivier che crolla e rivela agli investigatori belgi il passato criminale di Fourniret.
Se la giustizia avesse delle leggi corrette per questi mostri, dopo le 20 violenze che loro hanno confessato, sarebbero rimasti in carcere.
Avete un’idea su un’ azione internazionale da condurre per chiedere la modificazione della legge sui rapitori, violentatori, trafficanti d’organi e assassini di bambini? In Francia c’è da poco l’allerta rapimenti e la legge che prevede la detenzione è incomprensibile per questi genere di crimine. Amici, dobbiamo continuare a credere che questo processo, aprirà gli occhi ai nostri governanti ?
Potete seguire tutti i giorni in tempo reale il processo trasmesso per radio sulle pagliacciate di questi mostri che rifiutano di parlare se il processo non si fa a porte chiuse, ne ho la nausea.

Dopo avere appurato che le leggi sulla Pedofilia, fanno abbastanza schifo, in Spagna (Vedi Mari Luz Cortes), appuriamo che anche la Francia e il Belgio non sono da meno…

Considerando che:

Negli ultimi cinque anni, la pornografia minorile è raddoppiata con un incremento del 131% – dal 2003 al 2007 – e l’Europa ne è l’epicentro:

1. il 92% dei bambini sfruttati è di razza europea;

2. il 61% dei clienti e dei consumatori della pedofilia on line è europeo;

3. l’86% dei materiali pedofili rilevati in rete è dislocato in territorio europeo;

4. il 52% dei siti internet legati al pedo-business è in Europa.

Considerando che:

Milano, 14 marzo – È di pochi giorni fa l’allarme di Telefono Arcobaleno che registrava un incremento della pedofilia in internet nel 2008, del 161%.