L’enigma del voto all’estero – di Ricky Filosa

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Pare sia stato solo tempo perso quello che si è speso per cercare di migliorare il voto degli italiani nel mondo e il suo meccanismo elettorale"Pare sia stato solo tempo perso quello che si è speso per cercare di migliorare il voto degli italiani nel mondo e il suo meccanismo elettorale" Questa storia dei brogli sta creando uno scandalo come mai aveva fatto prima (ALLARME BROGLI: Ecco le prove dei voti comprati. In Italia: possibile slittamento del voto; COMPRAVENDITA PLICHI ELETTORALI IN EUROPA Brogli: la denuncia di Salvatore Albelice).  Sarà che per l’Italia il voto estero è ancora una novità; sarà che la volta scorsa il nostro Paese e i media nazionali non avevano saputo seguire come si sarebbe dovuto il voto degli italiani residenti oltre confine; sarà che chi ha imbrogliato nel 2006 è rimasto impunito, e quindi continua a farlo anche oggi, certo di non aver nessun tipo di problema, avendo imparato ad imbrogliare meglio dopo l’esperienza dell’ultima volta. Sarà per tutte queste cose e molte altre ancora, che le irregolarità e i brogli legati al voto oltre confine sono negli ultimi giorni sulle prime pagine di giornali nazionali e nei titoli di apertura di ogni tiggì.

L’Italia si sveglia adesso, e così i cronisti dell’informazione nazionale. Argomento scottante quello dei brogli, e sapere che le schede verrebbero vendute in paesi come la Germania a 5 euro ognuna (http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/8151/2008-03-25.html), per la stampa del BelPaese è qualcosa su cui si può ricamare sopra una bella tela di punti interrogativi e dubbi grandi come una casa.

Eppure, noi che mangiamo ogni giorno pane e informazione dedicata agli italiani nel mondo, non ci sorpendiamo affatto. Italia chiama Italia è stato uno dei portali che ha suonato l’allarme più di tutti gli altri. Abbiamo intervistato deputati e senatori eletti oltre confine, e tutti ci hanno sempre detto la stessa cosa: “i brogli ci sono stati” e come, punto e basta. C’era qualche pazzo che addirittura provava a negare l’evidenza, le testimonianze, le migliaia di denunce fatte prima, durante e dopo il voto estero del 2006. Ma poi anche chi non voleva ammettere certe cose, ha dovuto cambiare idea.

L’ormai famoso video di Paolo Rajo sarebbe stato secondo i più una montatura: noi abbiamo sempre detto e scritto che, anche se così fosse, quel video – visibile ancora oggi sul nostro sito – ben rappresenta ciò che verosimilmente accade nelle quattro ripartizioni elettorali della circoscrizione estero. Su quel video è stata anche aperta un’inchiesta dalla magistratura. Bertinotti, presidente della Camera, aveva aspramente criticato il fatto.

Sulle agenzie dedicate si potevano leggere decine e decine di interventi e comunicati da parte di Comites di tutto il mondo, di associazioni italiane all’estero che denunciavano brogli e irregolarità.

Pare tuttavia sia stato solo tempo perso quello che si è speso per cercare di migliorare il voto degli italiani nel mondo e il suo meccanismo elettorale. Convegni e dibattiti, ma alla fine nulla è stato risolto. E anche le piccole soluzioni che sono state proposte – vedi invio per posta raccomandata dei plichi elettorali – in realtà non sono state applicate in nessuna parte del mondo, tranne forse il Belgio, secondo quanto ci risulta.

E allora? Il problema del voto all’estero rimane un enigma, anche se qualcuno non vuole dirlo troppo forte perché c’è il rischio che prima o poi, se continua così, venga addirittura cancellato. Sono sempre di più, infatti, coloro che, in Italia, di fronte a questa situazione, stanno pensando di togliere agli italiani all’estero la possibilità di votare una volta per tutte. Lo avevano già fatto durante la appena conclusa legislatura. Non hanno fatto in tempo a riparlarne perché il governo è caduto, e le elezioni hanno attirato l’attenzione e le energie di tutti gli addetti ai lavori. Tuttavia, il seme della discordia continua a girare nelle stanze di certi Palazzi…